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Basket | 19 aprile 2024, 07:00

Quando il rischio è che "gli altri siamo noi": tutto sulla corsa di Varese per non retrocedere

Dal best-case scenario della salvezza raggiunta già al prossimo turno, al possibile match spareggio con Treviso del 28 aprile, fino all’eventualità più tragica: è l’ennesimo finale di stagione in cui bisogna pensare a mantenere la categoria, come la Openjobmetis si sta ormai abituando a fare

Coach Bialaszewski parla alla squadra durante un timeout (foto Fabio Averna)

Coach Bialaszewski parla alla squadra durante un timeout (foto Fabio Averna)

«Ma tanto prima o poi, gli altri siamo noi» diceva una famosa canzone dei primi anni Novanta. E chissà che non l’abbia pensato anche qualche tifoso della Openjobmetis Varese, seriamente spaventato dall’idea di retrocedere, cosa che tocca sempre ad altri. Tifoso che magari ora teme che «gli altri siamo noi».

Un altro finale di campionato in cui lo spettro della retrocessione è tornato a tormentare la Pallacanestro Varese. Tre partite per capire il futuro dei biancorossi, impantanati in pieno nella bagarre per la permanenza in LBA insieme ad altre quattro squadre, ciascuna in una situazione più o meno complessa.

Situazione di classifica attuale, dalla dodicesima all’ultima posizione: Cremona ha 22 punti, e precede la coppia Varese-Treviso, a quota 20. In zona retrocessione Pesaro a 18 punti e Brindisi a 16.

Quante sono le reali possibilità di salvezza per la Openjobmetis? Il cuscinetto messo tra i biancorossi e la zona calda nel corso del campionato è andato pian piano assottigliandosi e, complici anche i numerosi cambi di roster visti in stagione, Varese non ha mai trovato quella continuità in grado di metterla in condizione di sommaria sicurezza (tanto per capire: solo una volta quest’anno i biancorossi hanno vinto almeno due partite di fila in campionato).

L’Openjobmetis vive di fiammate, in campo ma, episodicamente, anche nel corso della stagione. L’ultima, in ordine di tempo, è stata quella contro la GeVi Napoli: la vittoria rimediata a Masnago contro un’avversaria in difficolta ma in piena corsa playoff aveva forse illuso che la lotta salvezza avesse riguardato solo altri.

Ma invece «gli altri siamo noi», soprattutto dopo la prestazione di Scafati, approcciata non da squadra imbrigliata nella lotta per una salvezza ancora tutta conquistare. Un concetto di salvezza lontano culturalmente ai giocatori americani (e quindi anche coach), ma tutti sicuramente ben istruiti e catechizzati su cosa significherebbe una discesa di categoria.

Chiaramente il best-case scenario per la Openjobmetis sarebbe chiudere il discorso salvezza alla prima occasione buona: domenica sul campo di Sassari una vittoria varrebbe l’aritmetica salvezza, a patto che la sera prima Pesaro esca sconfitta dal Pala Energica di Casale, dove affronterà una Tortona che deve difendere l’ottavo posto.

Ma, iniziando a fare i conti in tasca alle dirette avversarie, i marchigiani sono sicuramente quelli più in forma e più lanciati. Nelle ultime sette partite ha uno score di 4-3 (tra cui i prestigiosi scalpi di Brescia e Bologna), ed è reduce da due vittorie in fila. La cura Sacchetti ha per lo meno rivitalizzato la squadra e, comunque andrà a finire, l’aver dato una seria chance di salvezza rimarrà un merito del coach di Altamura, forse affamato di riscatto dopo essere finito un po’ nel dimenticatoio chiusa l’esperienza da commissario tecnico della nazionale.

Il fanalino di coda Brindisi può superare in classifica Varese solo in caso di cammino netto nelle ultime tre giornate, in cui dovrà affrontate una Pistoia che deve mettere sottochiave la qualificazione ai playoff, una Venezia che forse sarà già comodamente al quarto posto e la capolista Brescia. Lasciarsi alle spalle almeno i pugliesi dovrebbe essere un’eventualità probabile per la Openjobmetis.

La Nutribullet Treviso parte in questo rush finale di tre partite da quota 20 punti, esattamente come Varese ma con l’handicap di essere in svantaggio negli scontri diretti sia contro Pesaro sia contro Brindisi. Dopo Venezia (forse vera giudice della gara salvezza, dovendo affrontate in ordine Treviso, Brindisi e Pesaro) la squadra di Vitucci arriverà ospite a Masnago, per una partita che potrebbe assomigliare molto a uno spareggio salvezza.

Per quanto riguarda Cremona, dall’alto dei suoi 22 punti è certa di non poter terminare all’ultimo posto. Ma il suo calendario è davvero ostico: Brescia, Pesaro e Milano le ultime avversarie della sua stagione.

La situazione degli scontri diretti per Varese fa segnare un vantaggio sia contro Pesaro sia contro Brindisi e uno svantaggio contro Cremona. Il 28 aprile, contro Treviso, la squadra di Bialaszewski dovrà cercare innanzitutto di vincere, ma per lo meno di difendere il +5 ottenuto in trasferta alla quattordicesima giornata, in una rarissima vittoria lontana dal suo domicilio (solo tre questa stagione).

Se il best-case scenario della salvezza questo fine settimana sopracitato non si verificherà, allora quella contro Treviso diventerà una partita dal peso specifico notevolissimo. La Openjobmetis si sta purtroppo abituando a queste situazioni di must win per mantenere la categoria.

Tre episodi a questo proposito sono ancora vivi negli occhi dei tifosi: nella stagione 2020/2021 la vittoria ad Assago in un Forum deserto contro l’Olimpia alla venticinquesima giornata, vittoria insperata giunta grazie a un 2+1 di Ruzzier negli ultimi momenti di partita. Nel 2021/2022, la stagione dei tre allenatori (quattro se, oltre Vertemati, Roijakkers e Seravalli, si considera anche Ferrero, coach nella trasferta contro Tortona), la salvezza arrivò a Masnago alla ventottesima giornata, dopo una delicatissima partita vinta contro la Fortitudo. Per arrivare fino all’anno scorso, quando nonostante una stagione da 17 vittorie, la squadra di Brase acciuffò la salvezza aritmetica alla penultima giornata contro Scafati, a causa delle ben note vicende della penalizzazione.

Se dopo la giornata del prossimo weekend, la Openjobmetis non sarà ancora certa della salvezza, allora il match contro Treviso diventerà, si spera, uno di quelli da aggiungere alla lista, per far sì che anche per quest’anno «gli altri NON siamo noi».

Lorenzo D'Angelo


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