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Varese | 18 marzo 2024, 11:39

Dipendenti del comune di Varese pronti alla mobilitazione. «Situazione inaccettabile»

La misura è colma per l'assemblea dei lavoratori. Già fatto un breve presidio nel cortile di Palazzo Estense, ma i dipendenti sono pronti a ulteriori azioni di mobilitazione. «Nulla è cambiato anche dopo l’incontro con il Sindaco»

Dipendenti del comune di Varese pronti alla mobilitazione. «Situazione inaccettabile»

«L’assemblea dei lavoratori del Comune di Varese si è riunita l’11 marzo per valutare l’esito dell’incontro con il Sindaco tenutosi il 5 marzo. L’incontro era stato chiesto a seguito della totale chiusura alle richieste sindacali manifestata dalla delegazione pubblica sui criteri per le progressioni verticali, nonostante già la precedente Assemblea del 16 febbraio avesse espresso una forte contrarietà all’imposizione del colloquio (non previsto dal contratto) quale criterio determinante per la valutazione dei candidati e forti perplessità sulla distribuzione tra le diverse Aree professionali dei posti che saranno messi a selezione, in particolare per l’esiguo numero destinato alle categorie più basse.

L’Assemblea ha dovuto prendere atto che nulla è cambiato anche dopo l’incontro con il Sindaco - si legge nel comunicato sottoscritto da Rsu e Sindacati - Infatti il Sindaco, nell’incontro del 5 marzo, ha esordito decantando l’attenzione e la disponibilità dell’Amministrazione che ha portato sul tavolo della trattativa quattro importanti regolamenti, dando alla parte sindacale tutto il tempo per poterli analizzare e poter, quindi, aprire un confronto che, a suo avviso, si è poi svolto in maniera costruttiva. E invece la trattativa si è conclusa con un mancato accordo e l'Amministrazione si è affrettata ad approvarli con deliberazioni di Giunta nonostante la richiesta di incontro al Sindaco da parte della RSU. Poteva sembrare credibile a chi non ha partecipato alle trattative, peccato che stava parlando con le stesse persone presenti agli incontri e che non hanno percepito questo clima “idilliaco”.

Occorre fare chiarezza: tre regolamenti (progressioni verticali, lavoro a distanza, incentivi per funzioni tecniche) non erano benevoli concessioni da parte dell’Amministrazione, ma adempimenti previsti dalla legge e dal Contratto e, tra l’altro, arrivati ben in ritardo; il quarto, sull’orario di lavoro, è stato invece imposto per scelta dell’Amministrazione. Non accettabile la puntualizzazione del Sindaco su tutto il tempo concesso alla parte sindacale per poterli analizzare: quattro regolamenti presentati praticamente nello stesso momento al mese di dicembre mentre, tra l’altro, si stava portando avanti la contrattazione integrativa.

Al di là degli “aggiustamenti” di qualche parola, la rappresentanza sindacale aveva fatto due richieste importanti, una sul regolamento delle progressioni che riguardava appunto il criterio del colloquio, considerata “irricevibile” e quindi neppure presa in considerazione, e un’altra sul regolamento dell’orario di lavoro.

In sostanza la parte sindacale su questo chiedeva che, a fronte di un orario di lavoro standard con 4 rientri pomeridiani, fosse mantenuta la possibilità di chiedere al proprio dirigente, in presenza di motivate esigenze di carattere familiare e personale, di fruire di due pomeriggi liberi; il no è stato molto determinato, senza alcuna possibilità di replica. Risultato finale, non solo nessuna concessione in più, ma perdita di un diritto oggi già in essere per una minima parte di dipendenti (soprattutto donne, alla faccia delle politiche di conciliazione tempi di vita e di lavoro).

In pratica, al di là della formale disponibilità al confronto, nessun segnale di apertura nel merito da parte del Sindaco.

Nessuna reazione nemmeno quando è stato fatto notare che l’elenco dei posti individuati per le progressioni verticali non è stato trasmesso alla parte sindacale in violazione dell’art. 6 del Decreto 80/2021…. alla faccia del rispetto delle leggi e delle regole!

Come del resto altre informazioni dovute non sono state fornite ! Anche di fronte alla segnalazione del disagio dei lavoratori su alcuni altri aspetti della vita lavorativa la risposta è stata scoraggiante: secondo il Sindaco al Comune di Varese va tutto benissimo, regna la felicità, alla porta c’è una coda di persone che vorrebbero lavorare nel nostro Ente.

L’Assemblea dell’11 marzo ha quindi deciso che i lavoratori del Comune di Varese non possono più accettare questo stato di cose.

Hanno quindi deciso di dare immediatamente un segnale organizzando negli ultimi 5 minuti di assemblea un breve presidio nel cortile di Palazzo Estense e hanno dato mandato alla rappresentanza sindacale di denunciare, attraverso un comunicato stampa, il difficile stato delle relazioni con l’Amministrazione Comunale.

Non è più possibile nascondere sotto il tappeto le cose che non vanno, devono essere affrontate:

ORGANICI E CARICHI DI LAVORO:

la mancata sostituzione del personale che va in pensione o che lascia il Comune è ormai la norma, tant’è che la dotazione organica si è ulteriormente ridotta di 41 unità nell’ultimo anno (da 696 al 31.12.2022 a 655 al 31.12.2023). In molti Uffici/Servizi la carenza di personale mette a dura prova le persone: si lavora sempre in emergenza e sotto stress con carichi insostenibili, si respira un profondo disagio. Tanta teoria sul benessere organizzativo ma poi non si fa nulla (neanche l’analisi sullo “stress lavoro correlato”, adempimento obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 81/2008, dal quale partire per migliorare le condizioni lavorative/ambientali). Si fa conto sulla disponibilità delle persone, ma nessun intervento organizzativo è stato messo in campo per migliorare la qualità del lavoro!

UFFICI – CANTIERI E TRASLOCHI:

due sedi importanti dell’ente, in cui prestano servizio tanti dipendenti, convivono o convivranno a fianco di cantieri. Gli spazi fino ad ora adibiti ad uffici comunali saranno destinati ad altri usi … traslochi in corso da una sede all’altra e altri in previsione peraltro con destinazione e tempistiche ancora ignote. Tanto meno un’informazione in merito è stata data ai lavoratori, alla RSU e ai Rappresentanti per la Sicurezza.

SALUTE E SICUREZZA:

ci sono necessità di interventi urgenti in diverse sedi comunali (Palazzo Estense, Comando Polizia Locale di Via Sempione, Magazzini del settore operaio). Ma mancano sempre le risorse. Gli strumenti di lavoro sono spesso inadeguati o addirittura non a norma ! Molti mezzi sono fermi per mancata revisione, gli operai si devono arrabattare con quel poco che hanno. Per non parlare delle situazioni invivibili, con quelle ad esempio del caldo estivo negli uffici ma anche negli asili… con annessi malori tra dipendenti e utenti. Quanti appelli caduti nel vuoto.

ESTERNALIZZAZIONI:

dopo l’appalto del servizio di “dopo scuola” e la cessione allo Stato della Scuola per l’infanzia Don Milani circolano voci su ulteriori cessioni di servizi comunali.

Da un po' di tempo - chiude la nota - c'è la cattiva abitudine di non rispondere ai lavoratori né alle Organizzazioni Sindacali. Serve un cambio di passo nella considerazione dei lavoratori del Comune di Varese.

L’assemblea chiede quindi la ripresa del confronto a livello aziendale su tutti questi problemi e dà mandato alla RSU e alle Organizzazioni Sindacali dell’Ente per sostenere queste rivendicazioni anche con eventuali ulteriori azioni di mobilitazione».

c. s.

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