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Eventi | 06 dicembre 2023, 13:44

A Maccagno la mostra personale di Gino Moro dedicata al lago

«Un'esposizione che prosegue nella ricerca di luoghi tipici del nostro lago, indubbiamente il brand più caratteristico e riconoscibile di questo splendido territorio» commentano il sindaco Passera e l'assessore Cornolò. Inaugurazione l'8 dicembre

Un dipinto di Gino Moro

Un dipinto di Gino Moro

A Maccagno con Pino e Veddasca arriva la mostra personale dell'artista Gino Moro (1901-1977) intitolata "Incanto di una stagione sul lago" che verrà inaugurata l'8 dicembre. 

«Aspettavamo da tempo di poter presentare una personale di Gino Moro nel nostro Civico Museo. Ora, finalmente, questa opportunità si è concretizzata e siamo soddisfatti di riproporre scorci e panorami che ci sono familiari».

Così commentano il sindaco Fabio Passera e l’assessore alla Cultura, Elisabetta Cornolò.

«Una mostra che si pone in decisa continuità con la ricerca di luoghi tipici del nostro lago, indubbiamente il brand più caratteristico e riconoscibile di questo splendido territorio, scelto molto spesso da poeti e artisti come luogo prediletto. Alcuni di loro erano solo di passaggio, come abbiamo visto nella mostra “Il Grande Lago” ; altri, come Zanieri, si sono stabiliti qui; oppure sono nati nei nostri paesi e hanno fatto fortuna altrove. Insomma, abbiamo dato il là per un racconto che ci auguriamo di poter portare avanti in questo Museo nei prossimi anni».

“Gino Moro. Incanto di una stagione sul lago” è il titolo della nuova mostra al Civico Museo Parisi Valle. Una retrospettiva dedicata ad un grande artista milanese (1901-1977) che ha legato il proprio nome a Luino e agli immediati dintorni, creando un rapporto profondo con i luoghi, ma anche con i volti incontrati dagli anni Quaranta del Novecento agli ultimi giorni del 1977.

Federico Crimi, direttore del Civico Museo Parisi Valle e curatore della mostra (che si è avvalsa della collaborazione scientifica di Sergio Baroli) spiega che «da troppo tempo Luino e l’intera costa del Verbano lombardo dovevano un omaggio sentito a Gino Moro. Lo dovevano in cambio di una sensibilità rara nella raffigurazione di un paesaggio dell’anima al quale l’artista è riuscito a imprimere una tavolozza personale in grado, tuttavia, di restituire ai luoghi lo stesso incanto poetico delle più note pagine della letteratura italiana. Questa mostra, infatti, è anche l’occasione per aprire una riflessione su quegli ultimi anni d’oro in cui il lago, ma anche i volti di Luino, Maccagno, Germignaga o Caldè irrompevano nei versi di Vittorio Sereni, nei racconti di Piero Chiara, sulle tavolozze di Piero Rognoni, di Piero Marussig e di Filippo de Pisis ed erano lo sfondo dei primi passi tra teatro e TV di Dario Fo».

Moro frequentò l’Accademia di Brera seguendo i corsi tenuti da Ambrogio Alciati e alternò l'attività di docenza tra la Libera scuola di nudo e un liceo artistico retto dalle suore Orsoline in via Lanzone a Milano. ​Dal 1929 - anno del matrimonio con una compagna di studi, Maria Petrini - iniziò a frequentare Luino. Fu proprio qui che conobbe e divenne amico degli industriali Hussy e Ratti e di Piero Chiara, che gli dedicò alcune pagine critiche. I riconoscimenti a livello nazionale non tardarono ad arrivare: nel 1930 ottenne il primo premio nella categoria Gioventù (istituito dalla XVIII edizione della Biennale di Venezia) e vinse il Premio Internazionale di Parigi. Nel 1932 Filippo Turati gli commissionò il ritratto del padre Pietro, oggi conservato nella Quadreria dell’Ospedale Maggiore di Milano.

Partecipò alle Quadriennali di Roma, alla Permanente di Milano, alla Mostra d ’ Arte Sacra di Padova e alla Mostra Nazionale di Bergamo. E’ del 1950 un premio ad honorem con menzione speciale, assegnatogli dalla giuria della Società Storico-Artistica Cesare da Sesto; mentre è del 1963 il premio Città di Milano cui seguì, nel 1964, quello presso la XXIII Biennale Nazionale d'Arte di Milano. Allestì rassegne personali dal 1944, a Varese, Legnano, Milano. Pur mostrandosi attento alle mutevoli tendenze del mondo dell'arte milanese, Moro aderì alle diverse correnti con l'intenzione di maturare un linguaggio personale. E lo fece calibrando i colori della sua tavolozza su quegli scenari ricorrenti come viale Dante, la chiesa di San Pietro in campagna, la "Rotonda".

Gli oli e i pastelli che costituiscono il nucleo di questa mostra provengono da prestiti di enti e privati tra i quali AVAV (Associazione Velica alto Verbano) di Luino; Comune di Luino; Finaesse s.r.l. Germignaga. All’inaugurazione dell’8 dicembre (ore 17) seguirà un piccolo concerto con stage di chitarre e Rossella Bellantuono vocal coach (ore 17.30), con brindisi e cocktail bar.

La mostra rimarrà aperta fino al 18 febbraio 2024. Il venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.30, sabato, domenica e festivi dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Sono previsti percorsi guidati con il curatore, Federico Crimi. Possibilità di visite per gruppi e in lingua, su prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni: + 39 0332 561202 www.museoparisivalle.it  Civico Museo “Parisi Valle” Via Leopoldo Gianpaolo 1 21061 Maccagno con Pino e Veddasca (Va)

C.S.

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