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Eventi | 09 giugno 2023, 14:24

“Bella con l’anima”, lo spettacolo noir che fa emergere le storie e i ricordi di una Milano che non dorme mai

Lunedì 12, alle 21, la tensostruttura dei Giardini Estensi si trasforma in una Milano notturna tutta da scoprire, insieme due agenti di polizia che condividono ricordi ed esperienze mostrando la bellezza della città

Il regista e sceneggiatore Antonio Zamberletti

Il regista e sceneggiatore Antonio Zamberletti

Lunedì 12 giugno, alle 21, all’interno del ricco programma del festival letterario Nord in Giallo, che anima Varese per tutto il weekend (e fino a sabato 17, con il “fuori festival”), la tensostruttura ai Giardini Estensi ospita Bella con l’anima, spettacolo scritto e diretto da Antonio Zamberletti, con le musiche dal vivo blues e jazz di Daniele Cortese e la narrazione di Elisa Baio.

«La storia si volge a Milano – ha spiegato l’attrice varesina – durante il turno di notte di due agenti della Questura di Milano abbastanza diversi, uno è prossimo alla pensione, l’altro è più giovane. Ma non sarà un turno normale, nelle poche ore di pattuglia si confrontano e condividono storie, ricordi, sogni, in un’escalation che porterà a un momento di tensione finale. Il bello di questo spettacolo è che tocca anche tematiche relative all’oscurità dell’animo umano, i personaggi hanno tutti una parte di luce e una d’ombra, anche il personaggio che si comporta in modo crudo, cattivo, malefico in realtà ha avuto un’infanzia e anche chi è buono ha qualche macchia nel suo percorso, a me personalmente fa capire che non esistono solo il bianco e nero, ma tante sfumature diverse. Sono una grande fan del genere giallo, quando Antonio mi ha proposto di recitare in questo spettacolo ho detto subito di sì!».

Bella con l’anima è un progetto teatrale unico nel suo genere, un laboratorio nato dalla sinergia di svariate e consolidate professionalità nel campo della scrittura, della recitazione e della musica. È un noir che racconta di poliziotti e banditi, di donne fatali e amori perduti, di illusioni e speranze, di notti insonni e albe incolori. Milano stessa prende vita, diventa un vero e proprio personaggio, con una storia da raccontare, simbolo della memoria collettiva di un intero paese, della sua gente, della sua storia, di un mondo che rischia di essere dimenticato: gli anni Settanta, le famiglie arrivate dal Sud, i pomeriggi della domenica passati ad ascoltare alla radio le partite di pallone, le periferie di asfalto e cemento, gli interminabili inverni sbiancati dalla nebbia», ha aggiungo lo sceneggiatore e regista, che è riuscito a cogliere nel capoluogo lombardo tutta la dinamicità che lo caratterizza, tra alti e bassi, tra fascino e timore, una città con una bellezza che si percepisce, soprattutto, con l’anima.

Antonio, Daniele ed Elisa saranno protagonisti anche de L’ultimo volo dello sparviero, mercoledì 22 giugno, a Urbino, in cui «affronteremo il tema della guerra e degli esseri umani, attraverso la storia di un aereo caduto nel deserto in Libia nel 1941 i cui resti vengono trovati vent’anni dopo, una vicenda molto toccante», ha concluso Elisa, con un invito a partecipare agli spettacoli e condividere con loro la riflessione sull’umanità.

Giulia Nicora

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