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Territorio | 08 giugno 2023, 18:57

L’ultimo saluto di Solbiate al suo parroco: «Grazie don Fausto. I tuoi gesti parlavano d'amore»

A celebrale i funerali monsignor Luca Raimondi che ha voluto ringraziare la comunità e ricordare don Fausto Ceriotti: «Sei stato una testimonianza di fede, amore e speranza»

L’ultimo saluto di Solbiate al suo parroco: «Grazie don Fausto. I tuoi gesti parlavano d'amore»

La chiesa di Solbiate Olona, oggi pomeriggio, era piena di persone tanto che alcune sono dovute rimanere fuori, per l’ultimo saluto a don Fausto Ceriotti (leggi QUI). Tanto amore nell’aria, da tutte le parrocchie dov’è stato nel suo mandato sacerdotale: Vanzago, Taino e Solbiate Olona.

«Non mi stanco mai di ripetere che quando si celebra il funerale di un prete, anche nel dolore di salutare una persona, è sempre una festa. Festa perché siamo cristiani, guai se non lo dicessimo» queste le parole di Monsignor Luca Raimondi, che ha celebrato la liturgia, dopo la lettura del Vangelo secondo Giovanni.

«Noi siamo cristiani, non ci chiediamo dov’è ora don Fausto, noi abbiamo la certezza che è con Qualcuno con la “q” maiuscola: è con Gesù. Questo è un funerale solenne, perché c’è la sua famiglia, le autorità dei tre comuni in cui ha vissuto la sua vita da prete, perché ci sono le associazioni, ma la cosa più solenne sono le tre letture, che sono tutti vangeli. Perché nella Pasqua di Gesù c’è il nostro essere cristiani, perché se non crediamo che Cristo è risorto non ha senso essere qui. Noi siamo qui a celebrale la Pasqua di Gesù e quella di don Fausto» ha proseguito.

Poi il ricordo, dell’ultimo saluto a don Fausto, all’ospedale di Busto Arsizio: «Gli ho detto “Fausto parliamo seriamente, non ti prendo in giro, c’è sorella morte” e lui mi ha risposto “si e ti dico che sono stufo di soffrire”. Me lo diceva mentre mi stringeva la mano, con orgoglio, perché ha conservato la fede, che è la cosa più difficile da fare per un prete. Quando mi ha detto “ho conservato la fede”, con quel sorrisetto maldestro, io gli ho detto “grazie Fausto”. Ci siamo salutati così, perché vedete, quando uno non ha più paura della morte, non ha più paura di niente».

Monsignor Raimondi ha voluto anche ringraziare tutti i cittadini che si sono stretti a don Fausto in preghiera da quando ha rivelato la sua malattia per poi ricordare: «Fausto, siamo qua, tutti. Lui magari dice “Si, dovevo morire per avere la chiesa piena”. Si don Fausto, perché il seme quando cade a terra e muore, dà frutto: l’ha detto Gesù».

Poi i saluti della sua comunità, quella di Solbiate: «La tua testimonianza di fede e di speranza sostiene in questo momento la nostra preghiera. Ora è tempo di ringraziarti, per la tua fede, per la fiducia, per la tua attenzione al mondo di ciascuno, per il rispetto».

Ma anche i ricordi dei sindaci dei tre paesi in cui ha vissuto la sua vita da prete, che l’hanno voluto ringraziare per tutto quello che don Fausto ha fatto e per tutti i sorrisi che ha regalato.

«La tenerezza dei tuoi gesti ci ha parlato d’amore. Nella ricchezza che ci hai lasciato, si inserisce il legame delle nostre associazioni. Abbiamo sempre avuto il privilegio di averti sempre al nostro fianco, durante le nostre ricorrenze e celebrazioni», hanno voluto ricordare gli Alpini.

E, infine, l’uscita dalla chiesa tra gli applausi di quello che è diventato il suo paese. (LEGGI QUI)

Michela Scandroglio

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