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Territorio | 30 maggio 2023, 10:52

Ex conceria di Brenta. Le motivazioni della sentenza del Tar che dà ragione al sindaco sulla chiusura dell'area e sulla bonifica

Quattro anni dopo il respingimento del ricorso effettuato dalla proprietà dell'ex fabbrica che si affaccia sulla statale 394, il tribunale amministrativo ha pubblicato il dispositivo. «All'interno dell'area sono presenti rifiuti di vario genere che andranno analizzati prima della bonifica» spiega il sindaco Ballardin

L'ex conceria di Brenta

L'ex conceria di Brenta

Quattro anni dopo il respingimento del ricorso effettuato dalla proprietà dell'ex conceria di Brenta, in rapporto all'intervento con cui il sindaco del paese, Gianpietro Ballardin, aveva provveduto alla chiusura degli accessi all'area, abbandonata da anni ad uno stato di degrado, il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha reso note le motivazioni della sentenza con cui ha accolto le motivazioni del ricorso del comune di Brenta.

A renderlo noto, in un comunicato, è lo stesso primo cittadino brentese che con soddisfazione ha informato anche il consiglio comunale convocato lunedì sera. 

«La vicenda si inserisce in un complesso iter burocratico che da 15 anni - cioè dal fallimento della società che gestiva la conceria, dichiarato nel 2008 - tiene in ostaggio il sito che sorge a lato della strada statale 394, all'interno del quale sono presenti rifiuti di vario e materiale che andrà analizzato prima della bonifica» dichiara Ballardin. 

«Il comune di Brenta, assistito dall’avvocato Luca Carignola, si è mosso in questi anni affrontando le estenuanti procedure per risalire al soggetto responsabile dell'intera area, al quale imputare ordinanze e provvedimenti - continua la nota del Comune - per agire, attraverso le azioni indicate a suo tempo dal sindaco e dalla Regione Lombardia per sanare gli spazi interni dell'ex conceria, dove i carabinieri forestali nel 2019 rilevarono evidenti problemi di carattere igienico sanitario, uniti ad altre criticità».

«Si era aggiunta dopo l'avvenuta individuazione del proprietario, lo scoglio della indisponibilità di quest'ultimo a collaborare per mettere in sicurezza il sito, peraltro al centro di un progetto di bonifica coordinato da Regione Lombardia, per il quale il Comune di Brenta ha già a disposizione i fondi e per i quali si è resa recentemente disponibile, attraverso specifico incontro, ad ulteriori finanziamenti dovessero rendersi necessari per completare il processo di bonifica complessivo dell’area» conclude Ballardin. 

M. Fon.

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