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Basket | 15 marzo 2023, 19:39

I “centellisti” di Matt Brase: meglio di loro solo le Varese del mito

Un viaggio nei numeri e nel passato anche remoto è l’unico modo per comprendere l’impatto statistico del corrente attacco biancorosso. La media punti è la quarta migliore degli ultimi 35 anni di storia cestistica prealpina (e dal 91/92 nessuna squadra di Serie A ha segnato tanto…), mentre la frequenza di scorribande oltre quota 100 mette la Openjobmetis attuale al decimo posto “all time”, cioè dal 1948 a oggi. E non è ancora finita…

Coach Matt Brase nella foto di Fabio Averna

Coach Matt Brase nella foto di Fabio Averna

Novantadue (virgola cinque) punti di media a partita e 7 volte più di 100 punti segnati: l’attacco della Varese di Matt Brase entra a passi sempre più spediti nella storia della società prealpina e nella storia in generale della pallacanestro in Italia.

Qui Masnago: vale la pena continuare a giocare con i numeri, perché se ne scoprono davvero delle belle sull’impatto statistico delle scorribande di Markel Brown, Colbey Ross e soci tutti.

Ne avevamo parlato per primi QUI, in una delle prime puntate stagionali dell’Ultima Contesa, di come la media realizzativa della Openjobmetis 2022/2023 fosse più unica che rara nel contesto degli ultimi 30 anni di pallacanestro nostrana. 

I dati ora vanno solo aggiornati: 92,5 è la sintesi numerica del quarto attacco più prolifico di una versione di Varese dal 1987/1988. Meglio hanno fatto solo la Ranger 1989/1990 (Giancarlo Sacco in panchina), che con 95,3 di media andò dritta alla finale scudetto poi persa contro Pesaro; la Divarese di Joe Isaac versione 1987/1988, con Thompson, Pittman, Rusconi e Vescovi a mitragliare i canestri (94,1); e la Ranger 1990/1991 (93,4), che sempre con Sacco a tenere la barra non confermò la bella stagione precedente e si fermò all’11° posto in campionato (e l’anno dopo retrocesse in A2).

E tra tutte le partecipanti alla Serie A? Beh, bisogna tornare indietro alla Philips Milano 1991/1992 per scorgere più punti a tabellino rispetto alla Varese americano-argentina: quelle “Scarpette Rosse” ne segnavano 94,7 per l’esattezza, allenate - non per caso - da Mike D’Antoni, mentore proprio di Brase ai tempi degli Houston Rockets. Tutto torna.

Da allora in poi nessuno (ripetiamo: nessuno) in 35 anni ha mai superato quota 92 punti segnati a gara. Alcune formazioni tra le più spettacolari che si ricordano - le Sassari di Meo Sacchetti, le Siena dominanti, gli Indimenticabili di Vitucci, gli stessi Roosters della Stella - nemmeno si sono avvicinate a tale soglia. Prima dei fatidici anni 90’, invece, con la loro - a conti fatti - cesura profonda sul gioco, gli attacchi atomici erano invece assai di moda: prima della citata Philips, si ricordano sempre a titolo di esempio i 100 di media della Scavolini 90/91 e i 101,8 della Tracer Milano 87/88.

Altro parametro di impatto nell’analisi sono le sconfinate oltre i 100 punti. E qui si può andare ancora più in profondità sia nella storia che nel mito.

Le 7 produzioni a tre cifre ottenute in 21 partite del corrente campionato (raggiunte contro Scafati, Virtus Bologna, Pesaro, Trieste, Brindisi e due volte Napoli) mettono la Openjobmetis in un posto di rilievo addirittura nell’intera epopea del massimo sodalizio cestistico prealpino (ne abbiamo parlato anche QUI, nell’ultima puntata de l’Ultima Contesa).

Dal 1948 (anno del primo campionato di massima serie disputato dai varesini) a oggi solamente nove versioni di Varese hanno realizzato 100 o più punti con più frequenza rispetto a quella di Brase.

Scriviamo della Mobilgirgi 1975/1976, quella dell’ultima Coppa dei Campioni, che sopra i 100 ci andò per ben 14 volte; della già citata Ranger 90/91 (13); della Ignis 74/75, anch’essa trionfatrice in Europa con Sandro Gamba in panchina (11 volte); della “Girgi” 76/77, campione d’Italia con il canto del cigno varesino proprio di Gamba (10 volte); delle due Divarese di Isaac, 86/87 e 87/88 (9 volte); e di un quartetto che raggruppa ancora una Mobilgirgi (77/78), una Emerson (79/80), una Ignis (73/74) e… i Roosters post scudetto (2000/2001), tutte con 8 volte all’attivo.

Insomma, si tratta delle corazzate più forti mai ammirate a queste latitudini, squadre che le avversarie in Italia li sbranavano, e di un basket che non c’è più e che pareva morto, fino all’arrivo di Matt Brase…

La Openjobmetis 2022/2023, peraltro, il dato specifico lo può solo migliorare, visto che alla fine dei giochi mancano ancora nove partite. Anzi, forse di più, perché - anche grazie al gioioso e fragoroso modo di intendere la sua pallacanestro offensiva - Varese sembra ormai una seria candidata a raggiungere i playoff. 

Fabio Gandini


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