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Cultura | 06 dicembre 2022, 11:54

Musei Civici aperti a Varese per l'8 dicembre

Oltre alle collezioni permanenti, sono tante le mostre in corso che si potranno visitare durante il lungo ponte in arrivo

Musei Civici aperti a Varese per l'8 dicembre

Nel giorno della festività dell'Immacolata, giovedì 8 dicembre, i Musei Civici rimarranno aperti: oltre alle collezioni permanenti, sono tante le mostre in corso che si potranno visitare durante il lungo ponte in arrivo.

Dal 3 dicembre 2022 al 26 marzo 2023 al Castello di Masnago – con ingresso gratuito – è in corso la mostra “Tesori Nascosti opere d’arte restituite alle comunità del Varesotto”. L'esposizione raccoglie nelle sale del Castello opere provenienti dal territorio restaurate grazie al contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto e qui proposte in sinergia con il Comune di Varese. Si tratta di oggetti che offrono l’occasione di immergersi in un percorso fatto di tecniche e metriche eterogenee, ma soprattutto di devozione e tradizioni locali: dipinti, sculture, stendardi, reliquiari, crocifissi e persino alcuni reperti paleontologici rendono il percorso eterogeneo e ricco di suggestioni.

Nell’allestimento è proposto un viaggio attraverso il territorio del Varesotto: da Besano a Saronno, passando da Varese, Golasecca, Gallarate, Azzate, Arsago Seprio, Porto Valtravaglia, Castello Cabiaglio, Cassano Magnago, Venegono Inferiore e Gorla Minore. Il percorso è reso ricco da dipinti più conosciuti – come il Gaudenzio Ferrari custodito a Saronno e due dipinti a olio su tavola attribuiti al pittore Callisto Piazza conservati ad Azzate – ma anche da opere meno note e tuttavia capaci di suscitare interesse e svelare la maestria dell’esecuzione, come nel caso dello stendardo della basilica di Gallarate – un vero e proprio capolavoro del ricamo secentesco lombardo.

Grazie al contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto, il patrimonio raccolto nelle sale è stato oggetto di restauri e di studi approfonditi condotti con la supervisione della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese, che ne hanno svelato il valore artistico e storico e che hanno permesso di documentare una compenetrazione, per certi versi inaspettata, del patrimonio culturale nel tessuto territoriale.

Alle circa 14 opere esposte, provenienti da tutto il territorio del Varesotto, se nei aggiungono due che arrivano dalla collezione di Fondazione Cariplo e che sono state anch’esse oggetto di restauro e di restituzione alla comunità: si tratta un quadro (Vincenzo Malò, Riposo durante la Fuga in Egitto, 1640-1650) e di un Busto maschile incoronato (Scultore federiciano 1225 – 1250).

Al Castello di Masnago, nell'ala quattrocentesca, è inoltre possibile ammirare "I tempi della pittura. Cronografia di alcune opere di Renato Guttuso dipinte a Velate: l'archivio di Nino Marcobi”. La mostra a cura di Fabio Carapezza Guttuso e Serena Contini aperta fino al 19 febbraio 2023, vuol far conoscere ulteriori aspetti di Renato Guttuso come uomo e pittore, svelando per la prima volta le fasi di idealizzazione e realizzazione di alcune sue importanti opere grazie all'archivio recentemente donato al Comune di Varese, di Nino Marcobi, amico e uomo di fiducia del maestro nel suo studio di Velate. Grazie alla registrazione giornaliera dei "diari di bordo" di Marcobi, è possibile seguire lo sviluppo degli studi grafici e la successiva stesura pittorica in progress, con modifiche e ripensamenti, di capolavori di grandi dimensioni realizzati a Velate, quali Giocatori di scopone (1981), Van Gogh porta l'orecchio tagliato al bordello di Arles (1978) e il monumentale telero di Spes contra spem (1982). Rimarchevole per quantità e contenuti è il materiale su La Vucciria, uno dei più famosi telieri di Guttuso dipinto nell'estate del 1974.

A Villa Mirabello dal 20 novembre all'11 dicembre è invece allestita la mostra “Dolomieu&Dolomiti”. Déodat de Dolomieu (1750-1801), cavaliere di Malta, geologo e filosofo, uno dei più grandi scienziati-alpinisti del Settecento, ebbe una vita incredibilmente avventurosa e fu scopritore della “dolomia”, oggi il suo nome è legato a un intero gruppo montuoso: le Dolomiti. La figura del “padre” delle Dolomiti viene qui riproposta attraverso documenti inediti, immagini e testi storici, “citazioni” dello stesso Dolomieu. Le Montagne Dolomitiche sono qui citate nella struttura lignea quali “torri - modulo espositivo” che rimandano disposte a creare un’ideale percorso tra le montagne dolomitiche. 32 pannelli raccontano, con i testi di Luigi Zanzi, Enrico Rizzi e Guido Roghi il fascino dell’avventura umana e scientifica di questo brillante gentiluomo pioniere della geologia, in un quadro storico improntato a notevoli eventi.

La mostra, è realizzata con il patrocinio del Comune di Varese, voluta dal Club Alpino Italiano sez. Varese, grazie al contributo: Fondazione Maria Giussani Bernasconi, Fondazione Giovanni Angelini - Centro Studi sulla Montagna, Ordine dei Geologi del Trentino Alto Adige-Südtirol. Il progetto espositivo e l’edizione sono stati curati dall’art director Paolo Zanzi.

Sempre a Villa Mirabello in Sala del Risorgimento, domenica 11 dicembre alle ore 16.30, verrà presentato il volume “Déodat de Dolomieu. Curiosando tra i taccuini di viaggio e nella vita avventurosa del padre delle Dolomiti.”

Tutte le informazioni sono consultabili su www.museivarese.it.

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Redazione

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