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Busto Arsizio | 16 settembre 2022, 09:15

Un tocco di verde insegna: cambiare è difficile, non farlo impossibile

Tante reazioni al comparire del giardino provvisorio in centro in occasione della Settimana della mobilità: già questo che ci racconta qualcosa. Può essere solo l'inizio, giovedì 22 con le piazze chiuse sarà il super test, ma va esteso il dialogo con tutta la città: troppe strade in periferia di verde hanno solo le erbacce sui marciapiedi o nelle buche

Un tocco di verde insegna: cambiare è difficile, non farlo impossibile

Meraviglioso, finalmente si cambia. Ma per favore, il mio sì che è un giardino. Basta la comparsa di un giardino provvisorio, che incide dolcemente sulla viabilità nel centro di Busto Arsizio, per scatenare la discussione. Sui social sembrano prevalere i favorevoli alla nascita del Cavallotti Garden, ma qui è già il parlarne che trasmette una lezione interessante.

Cambiare è difficile. Questo è un piccolo test, scritto con inchiostro naturale, visibilmente verde, per avviare la Settimana europea della mobilità. La prova del fuoco, sulle abitudini e sui probabili nervi dei bustocchi, avverrà giovedì 22 con la chiusura di piazza Garibaldi e piazza Trento Trieste ai bustocchi: un giorno solo, ma con un impatto tutto da misurare. Perché adesso tocca proprio ai bustocchi: se scoprissero che si può stare senza traffico in due punti strategici e connessi della città, sarebbe un delizioso guaio. Roba da declinare provvisorio in definitivo: di solito, in Italia avviene, ma rigorosamente al negativo. 

Inutile correre avanti, però. Teniamoci questo piccolo passo dentro la pedonalizzazione che passa da via Cavallotti, abbracciata a piazza Santa Maria, per una settimana. C'è chi vedrà il limite di non poter transitare come prima, chi si accorgerà che gli piace moltissimo. Entrambi vanno rispettati - a meno che il passare sconfinasse in sosta selvaggia - poi occorre una decisione. Questo può essere un bell'esercizio oppure un inizio.

Qualsiasi cosa accada in questa Settimana ricca di eventi, convegni, riflessioni, bambini arruolati per guardare al futuro, tuttavia qualche seme sarà gettato e non si scollerà più. In una città già fortunata rispetto ad altre vicine di casa, per la lungimiranza che viene dal passato - viali, e non imbuti, fin dai confini - è il momento di riflettere su ciò che non è a misura di tutti, partendo dai più fragili e penalizzati.

Ancora una volta, si inizia dal centro a parlarne, ma dev'essere appunto solo l'avvio di un dialogo: troppe strade dalla periferia di verde hanno solo le erbacce che spuntano dai marciapiedi e persino dalle buche. La parola chiave è dialogo: non pensare solo a ciò che comporta un cambiamento per se stessi, bensì per tutti, o comunque una fascia maggiore di cittadini.

Ciò che ci sussurra questa Settimana, ma a maggior ragione le prime reazioni al comparire di un piccolo e provvisorio giardino, forse è tutto qui: cambiare è difficile, non farlo è impossibile.

Marilena Lualdi

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