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Storie | 19 maggio 2022, 10:07

«Al De Filippi mettiamo alla prova i nostri sogni e li portiamo in tavola. Un giorno vorrei una mia attività, o fare il cuoco privato...»

Francesco Peretti si è aggiudicato una borsa di studio al concorso MasterDef dell’istituto alberghiero varesino. «In futuro mi attende il mastery qui al De Filippi. Il mio cavallo di battaglia? I risotti, ma sperimento sempre tanto. Quando vedevo i miei che cucinavano mi appassionava: tagliare, sminuzzare, cuocere… Vado tanto d’istinto, ma questo è il momento in cui posso permettermi di sbagliare»

Francesco Peretti all'opera in cucina al De Filippi

Francesco Peretti all'opera in cucina al De Filippi

È ormai constatato che quello della cucina sia un mondo ricco di aspiranti chef, molti dei quali ancora in età scolastica. Per trovare alcuni di questi, è sufficiente non andare più in là di Varese, dell’Istituto De Filippi per la precisione, scuola d’eccellenza per chi ambisce a un’occupazione di livello tra i fornelli e le sale dei ristoranti.

A confermarlo ulteriormente è stato il concorso MasterDef della scorsa settimana (QUI l’articolo), riservato ai ragazzi delle classi quinte di varie zone d’Italia. Oltre a questo, il MasterDef interno all’istituto ha visto sfidarsi i ragazzi del De Filippi, scuola organizzatrice dell’evento.

Uno di questi concorrenti è stato Francesco Peretti, diciannovenne che frequenta il quinto anno dell’istituto. Con entusiasmo ha accettato di raccontare la sua esperienza al De Filippi e a questa competizione.

Innanzitutto Francesco, com’è andato il MasterDef?
Organizzato benissimo, con momenti ben definiti. Anche nel concreto, ciò che si è fatto è stato molto utile per la mia conoscenza personale. C’è stata sia una parte teorica la mattina sia una parte di pratica alla sera. Noi del De Filippi abbiamo partecipato a un concorso a parte, che prevedeva però le stesse prove e le stesse borse di studio. Siamo stati divisi in brigate di cinque persone: dovevamo cucinare un menù prestabilito, però ogni gruppo era libero di interpretare la lavorazione e l’impiattamento di ciascun piatto. Ogni brigata era affiancata da un professore che valutava gruppi e singoli.

Quali difficoltà avete riscontrato durante la competizione?
Il mio gruppo ha lavorato bene, c’era una bella intesa e una buona organizzazione durante il lavoro. A livello di piatti, la cottura della carne ci è venuta particolarmente bene, mentre è stata più complicata l’organizzazione dei tempi e degli spazi, serviva essere ben organizzati.

Sei riuscito quindi a ottenere una borsa di studio?
Sì, sono riuscito, è una borsa di studio utilizzabile per il pagamento dei mastery. Ho preso un voto teorico molto alto, mentre gli altri voti erano segreti.

Sei giunto ormai al quinto anno: come valuti la tua esperienza al De Filippi?
Mi trovo molto bene, l’ambiente molto bello. La scuola è piccola, circa 250 studenti e una decina di classi, quindi ci conosciamo tutti, c’è un ambiente amichevole. Anche la relazione alunni-insegnanti è molto bella, c’è sempre disponibilità per qualunque cosa e necessità.

Reputi la proposta formativa del De Filippi un’eccellenza?
La proposta formativa è molto valida, si fanno tante ore di pratica, tanti tirocini, c’è possibilità di fare esperienza all’estero. Poi si partecipa a eventi a scuola, a matrimoni… La proposta formativa è molto pratica.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Quasi sicuramente farò il mastery, sempre qui al De Filippi, utilizzando la borsa di studio. Un domani mi piacerebbe aprirmi una mia attività, oppure fare il cuoco privato o a domicilio.

Com’è nata la tua passione per la cucina?
È stato tutto abbastanza casuale, non c’è stato un momento preciso. Quando vedevo i miei che cucinavano mi appassionava: tagliare, sminuzzare, cuocere… È nata un po’ così. Poi al momento della scelta della scuola c’è stato il boom dei programmi televisivi di cucina.

Qual è il tuo cavallo di battaglia ai fornelli?
Dico sempre i primi piatti, risotti e paste. Soprattutto i risotti, alla zucca mi viene davvero bene. Ogni volta sperimento sempre tanto, mi piace molto mettermi alla prova. Le esperienze di tirocinio mi hanno insegnato tanto, sono servite.

Sei più un tipo da piatti tradizionali o uno a cui piace sperimentare?
A livello di inventiva non sono un asso, però anche le nuove tecniche di cottura sono cose che mi intrigano davvero tanto e che vorrei approfondire. Sperimento e mi metto alla prova, magari con ricette tradizionali che rifaccio. Vado tanto d’istinto, a volte prendendomi un bel rischio, ma questo è il momento in cui posso permettermi di sbagliare.

Lorenzo D'Angelo

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