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Opinioni | 10 gennaio 2022, 09:41

IL COMMENTO. Covid, Covid, solo e sempre Covid: sui giornali italiani ogni giorno è quello dell'apocalisse. Su quelli esteri la vita continua

Sui grandi media del nostro Paese spuntano varianti da ogni dove, scuole in dad ma anche no, indici pinco pallo alle stelle e poi fisici, matematici, infettivologi, virologi, statistici che tirano fuori previsioni da fine del mondo mentre sulle prime pagine di Francia, Spagna, Germania e Inghilterra, nonostante i contagi, esistono ancora i problemi e i piaceri della vita di ogni giorno: dov'è l'errore?

IL COMMENTO. Covid, Covid, solo e sempre Covid: sui giornali italiani ogni giorno è quello dell'apocalisse. Su quelli esteri la vita continua

La domenica pomeriggio, di solito, uno la trascorre tirando il fiato, va a farsi una passeggiata nel bosco, a bere un tè nel baretto giusto, a vedere la partita o magari sbaciucchia la fidanzata o se ne sta in panciolle a mangiare i residui di panettone col mascarpone. Qualcuno ancora legge un libro. Ieri nel pomeriggio mi è capitato di aprire l’edizione online del “Corriere della Sera”, e di colpo mi è venuto in mente il mantra dei monaci trappisti: «Fratello, ricordati che devi morire!». 

Naturalmente di Covid, colpito da una delle infinite varianti che stanno spuntando da ogni dove, dal Camerun o da Marsiglia, non si capisce bene, da Cipro e dalla Danimarca, tutto l’alfabeto greco è lì che non vede l’ora di appropriarsi del figlio più degenere del ceppo di Wuhan, quello destinato a compiere l’ecatombe finale del genere umano. 

Le prime otto notizie del giornale parlano di Covid, vaccini, varianti, ospedali pieni, intensive a rischio, no vax incazzati e disillusi, Djokovic che si è infettato però c’è qualcosa che non quadra, le scuole in dad ma anche no, noi lombardi che forse abbiamo superato il picco però attenzione, che con la riapertura delle scuole e il ritorno dalle vacanze - ma quali? - l’indice pinco pallo può schizzare di nuovo alle stelle perdendosi tra le galassie. Se non hai una scorta da fall-out nucleare di mascherine Ffp2 sei fottuto, anche in Svizzera c’è stata la corsa all’accaparramento, il farmacista cantonale è fortemente preoccupato. 

Ogni riga è un memento mori, ci sono regole per chi va a piedi, per chi sale sul tram, per i pedalatori e i navigatori, ti devi cucire il green pass nella maglietta e tenerne a portata più copie stampate e mostrarlo di qui e di là come un santino di Padre Pio, e il “Corrierone” indugia su grafici colorati, tipo pista di Monza, per illustrare cosa dovrebbero fare i poveri bambini delle elementari per sperare in una maestra in carne e ossa e note sul registro, e non daddata in un video che parla come la voce dei cartoni animati.

Fisici, matematici, infettivologi, virologi, medici della mutua, pediatri, astrologi e statistici tirano fuori previsioni apocalittiche sui contagi prossimi venturi: signori, la Delta non è ancora morta e ci porterà il casco pap e l’intubazione, altro che Omicron, che al massimo fa colare il naso e tirare qualche sternuto. 

Poi dice che uno si butta a sinistra, ma anche “La Repubblica” spara Quante Dosi Figliuolo in apertura, gongolante per le 69mila fiale di vaccino sparate in muscolo in una botta sola, e già avantissimo a pensare, beato lui, alla fine dell’emergenza, con un piano di transizione già bell’e pronto, però la pagina non si apre, che sia una fake news?

Se devo morire, voglio farlo documentato e sentire le varie campane, per cui mi butto a destra e vado su “Libero”, che all’apocalisse è abbonato quotidianamente, e lì scopro che Omicron ha una sorella, tale BA.2, forse già dominante ovviamente in peggio, con non si sa quante varianti, mentre in un riquadro, dal consolante titolino di “Incubo”, l’esperto di turno prevede in soli sette giorni la catastrofe in Italia, perché Omicron non lascia ma raddoppia alla velocità della luce.

A questo punto, controllo se ho ancora qualche marron glacé, che mi addolcisca i giorni di agonia. Nonostante sia trivaccinato, mascherato e disinfettato, so quello che mi aspetta, secondo quest'incubo mediatico: se metto fuori il naso dalla porta son già infettato, perché il mostro variato sogghigna dietro l’angolo e stan già approntando il vaccino nuovo per fronteggiarlo, ma intanto se lo becco il tampone rapido non lo individua e così rischio di sternutire all’infinito prima che qualcuno certifichi il Covid e mi dia il benservito per l’aldilà.

Ma prima di capitolare, butto l’occhio ai giornali esteri, per vedere se anche fuor di penisola il panico serpeggia tra le pagine e l’allarme è da «qui Cape Canaveral gli alieni ci attaccano»“Le Monde” apre descrivendo le mutazioni del razzismo, biologica, culturale e sistemica, poi c’è un reportage sulla Grecia devastata dagli incendi, qualcosa sul Kazakistan e il Covid relegato in due riquadretti, nonostante i numeri di contagi in Francia.

Vediamo “El País”: apertura sulla politica, poi il costo della vita, a quale età dare il cellulare ai propri figli, rubriche sulla forza delle parole e sulle contraddizioni della democrazia. Niente Covid, toh.

Chissà a Londra, penso. “The Times” apre con la Duchessa di Cambridge fotografata in rosso dal nostro Paolo Roversi, bella donna dalle fattezze stranamente non equine come il resto della famiglia reale, che si prepara a diventare Regina. Poi una divertente caricatura di Boris Johnson, questioni economiche con la Cina e sessuali del Principe Andrea, e il conto di quanto si è speso finora nei test di massa per il Covid, 6 miliardi di sterline.

Come Paolo Conte, «io non parlo il tedesco», per cui guardo le figure: la “Bild” apre con l’affaire Djokovic, poi cita la Deltacron, e quindi va con il calcio e il gossip, mentre “Suddeutsche”, giornale progressista, lo fa con i fatti kazachi e l’impasse tra Usa e Russia sull’Ucraina.

All’estero, insomma, la vita continua, così spero che finiti questi marron glacé ne possa comperare altri e magari mangiarli in compagnia di altri trivaccinati mascherati e igienizzati senza che la sorella di Omicron ne sia gelosa. Se legge i giornali italiani le sale l’autostima e al posto del raffreddore ci manda in polmonite direttamente, come la cugina Delta.

Prima di preparar cena do un’altra controllata al “Corriere”, non sia mai che sia cambiata la compilation: macché, il popolo si deve preoccupare perché la Raggi - ma non era sparita, finalmente? - è in fila per il tampone davanti a una farmacia di Roma e Calenda le chiede di certificare la sua avvenuta vaccinazione, mentre per noi lombardi - ma non avevamo superato il picco? - si profila la zona arancione e per chi non ha il green pass normale e super son cavoli amari. Remuzzi dice che ora con Delta e Omicron in Italia abbiamo in corso due pandemie, mentre l’attrice no vax preferisce far la fame piuttosto che farsi pungere dall’ago. Si prevedono migliaia di alunni positivi alla riapertura delle scuole, Galli accusa i tamponi bugiardi e i solerti colleghi della cronaca ci ricordano le regole per green pass base e per quello rafforzato.

E tutto questo la domenica, figuriamoci il lunedì.

Mario Chiodetti

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