/ Opinioni

Opinioni | 27 gennaio 2026, 14:18

Sul Famedio Bobo Maroni avrebbe sorriso: «L'importanza di chiamarsi Ernesto»

Ci sono errori irrimediabili ed errori rimediabilissimi, come quelli dei tre nomi inesatti sul monumento che racchiude i cittadini benemeriti: basta una targa removibile. Dall'interno di Palazzo Estense avremmo fatto volare qualche sedia, dall'esterno, invece, avremmo reagito con ironia, allo stesso modo di "Ernesto" Bobo Maroni. O di Antonio "Tommassini": «Raddoppiano la "m" da quando ero piccolo...»

Sul Famedio Bobo Maroni avrebbe sorriso: «L'importanza di chiamarsi Ernesto»

Ci sono errori ed errori. Quelli rimediabili e quelli irrimediabili. Rientrano nel primo caso i tre nomi sbagliati al Famedio di Varese inaugurato domenica, visto che basterà sistemare una targa removibile per correggere nel giro di qualche ora Roberto Bobo Maroni chiamato Ernesto (suo secondo nome), Antonio Tomassini trasformato in Tommassini e Amalia Liala in Amelia. 

Di fronte a queste inesattezze, come reagire? Dall'interno di Palazzo Estense, avremmo fatto volare qualche sedia nell'ingranaggio fermatosi sull'imperdonabile leggerezza di funzionari stavolta poco zelanti: non si poteva e non si doveva sbagliare. E ai familiari di Maroni, Tomassini e Liala avremmo chiesto scusa in privato, perché qualunque cosa pubblica di questa vicenda diventa una caccia all'avversario politico e, invece, almeno alle porte di un cimitero monumentale la politica dovrebbe fermarsi.

Dall'esterno, per prima cosa non ci saremmo dimenticati degli occhi lucidi dei parenti di quei cittadini che hanno costruito Varese e che, guardando in alto verso il Famedio in cui, più che un nome, è racchiusa la loro anima hanno pensato: «Prima non c'era e oggi c'è. Grazie». 

Poi ci saremmo comportati come avrebbe fatto Bobo Maroni, con il senso dell'umorismo di cui era dotato, a differenza dei suoi epigoni varesini, e di una serenità che derivava dalla sua capacità di leggere l'attualità. Bobo si sarebbe messo a ridere citando la commedia di Oscar Wilde: «L'importanza di chiamarsi Ernesto». E Antonio Tomassini avrebbe aggiunto, sulla stessa falsariga: «Mi chiamano "Tommassini" da quando ero piccolo».
 

Andrea Confalonieri

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore