Una Varese olimpica, dagli occhi curiosi e accesi, pronta a sorprendersi e a sognare, con una naturalezza e una generosità d’approccio talmente traboccanti da cancellare in un colpo solo tutte le affettate forzature che scandiscono e sporcano la nostra vita quotidiana.
La Fiamma ha illuminato i nostri volti e li ha rivelati per quelli che sono, riscrivendo la loro storia. Quella di Andrea Meneghin e Jim Corsi, per esempio, giganti invinti davanti a folle adoranti o feralmente avverse ieri, emozionati come cuccioli al primo sguardo sul mondo oggi, nel recare con sé il fuoco sacro di Olimpia, attraverso le vie della città (guarda QUI tutti i video) che li ha partoriti o adottati. Perché è sempre dolce e lungo il sapore della prima volta, e non c’è modo di prepararsi, né di mentire.
La nostra verità rivelata è allora la pattinata suadente di Ginevra Negrello, sono i passi di Aldo Ossola e Toto Bulgheroni, che raccontano vite intere e trionfi, è il bastone magico che regge l’enorme peso specifico di un campione di sport e di vita come Alessandro Andreoni, è l’attesa spasmodica e raggiante di un Luis Scola varesino tra i varesini, è il sorriso di chi si porta sulle spalle il destino dei Giusti, cioè coloro che lasciano un’impronta sulla vita degli altri: il sorriso, quindi, di Daniela Colonna Preti, ultima tedofora di uno spettacolo spontaneo e popolare.
Mai visti così tanti cittadini per le strade di questo luogo: alla Fiamma, Varese si è “arresa” senza divisioni, senza preconcetti, senza polemiche. Si è dimenticata, per un pomeriggio, di qualsivoglia gioco di parte, dei suoi musi e delle sue tristezze. Si è riversata in strada, senza fare i conti, senza prigionieri, trasportata dalla magia.
Mai così sognante, la nostra città. Mai sentita dire un sì così pieno, senza condizioni, a qualcosa.
Un sì allo sport, il suo vestito migliore.
Il pattinaggio, l’hockey, la pallacanestro, il canottaggio, il ciclismo, la Polha, che tutto riassume e che dà quel tocco di straordinario in più, perché abbatte ogni barriera e ci insegna che le sfide migliori sono quelle contro noi stessi e il nostro destino: è lo sport il nostro biglietto da visita, è per questo che la Fiamma si è sentita a casa, accolta e coccolata da un commovente afflato vitale.
Questo 13 gennaio 2026, giorno che difficilmente ingiallirà tra le foto che serbiamo nell’anima, è valso un plebiscito: è lo sport il nostro passato, è lo sport il nostro presente, è lo sport la staffetta che deve passare di mano in mano e condurci nel futuro.
Nella Gallery qui sotto la testimonianza per immagini di ciò che abbiamo cercato di spiegare nelle righe precedenti e di una festa, anch'essa senza precedenti: lo spettacolo sportivo dell'Acinque Ice Arena; il viaggio della Fiamma dal palaghiaccio, tra due ali di folla, fino a dei Giardini Estensi traboccanti di persone; i volti e le emozioni dei tedofori, famosi e non; gli occhi incantati e rapiti di grandi e piccini, di una Varese che ha assistito fragorosa a un evento indimenticabile.
Ogni scatto è del nostro Alessandro Umberto Galbiati


















































































































