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Territorio | 16 novembre 2021, 17:21

Carabinieri nei comuni. A caccia di puzze

Richieste le documentazioni in possesso delle Amministrazioni locali. Marnate, Olgiate e Castellanza a disposizione di Procura e cittadini per scoprire l’origine del fenomeno ed eliminarlo

Carabinieri nei comuni. A caccia di puzze

Per risolvere una volta per tutte il problema dei cattivi odori che ormai da anni possono essere percepiti a Castellanza, Marnate e Olgiate Olona da qualche mese è stata interpellata anche la Procura. Negli ultimi tempi, infatti, sia i sindaci dei comuni di Castellanza, Marnate e Olgiate Olona, sia alcuni privati cittadini hanno sporto denuncia con lo scopo di trovare finalmente la fonte delle molestie olfattive e di farle cessare.

Sono state con tutta probabilità queste denunce a portare alcuni rappresentanti dell’arma dei Carabinieri a recarsi, nella giornata di ieri, presso i comuni di Olgiate Olona e Castellanza per acquisire tutta la documentazione relativa alle molestie olfattive in possesso delle due amministrazioni.

«Quando abbiamo sporto denuncia a carico di ignoti – ha spiegato il sindaco di Castellanza Mirella Cerini – eravamo ben consapevoli del fatto che ci sarebbe stata richiesta la documentazione in possesso delle amministrazioni, e quindi l’arrivo delle forze dell’ordine non ci ha certo stupito. Sin dall’inizio, infatti, abbiamo chiarito come da parte nostra vi fosse la massima disponibilità ad una collaborazione totale, anche perché il buon esito di queste indagini è nell’interesse di tutti i nostri concittadini».

Qualche giorno fa, infatti, i primi cittadini di Marnate, Olgiate e Castellanza avevano dichiarato di aver sporto denuncia a carico di ignoti per cercare di porre finalmente rimedio al problema che da tempo affligge i tre comuni. «I cattivi odori che si possono percepire sul territorio non sono, purtroppo, una novità – ha commentato il sindaco di Olgiate Olona Gianni Montano – ma dalla scorsa primavera la frequenza di queste molestie olfattive è aumentata al punto tale da non essere più tollerabile. È per questo che abbiamo sollecitato sempre più spesso i cittadini a inviare segnalazioni in comune e a partecipare ai monitoraggi, poiché sono stati proprio questi dati a permetterci di intervenire in maniera ufficiale».

Un intervento che si è subito tradotto nei numerosi solleciti agli enti preposti, nel progetto di monitoraggio che ha coinvolto anche i Politecnico di Milano e nei numerosi tavoli di lavoro grazie quali le amministrazioni si sono confrontate con Arpa, Provincia e Ats.

Numerosi sono stati i controlli, che hanno anche coinvolto le aziende del territorio e il consorzio che gestisce il depuratore di Olgiate Olona, ma nonostante tutto ciò il problema non accenna a diminuire. «Abbiamo fatto tutti i passi istituzionali che potevamo fare e abbiamo sollecitato tutti gli organi preposti in ogni modo – ha proseguito Montano –ma ad un certo punto la mancanza di passi avanti e in numerosi dati raccolti anche grazie alla collaborazione dei cittadini ci hanno portato alla decisione di sporgere denuncia, anche perché siamo totalmente consapevoli che la Procura ha la possibilità di muoversi in modi che a noi sindaci sono preclusi».

I controlli effettuati dalle forze dell’ordine, infatti, sono sottoposti a molte meno restrizioni di quelle che vincolano le amministrazioni, e questa decisione potrebbe rappresentare il tanto atteso punto di svolta che permetterà di mettere finalmente fine a questa vicenda. Ma la denuncia effettuata dai tre primi cittadini non è stata l’unica sporta in queste ultime settimane. «Qualche giorno fa – ha concluso Montano – è stato fatto un sopralluogo da tutte le realtà che siedono al tavolo tecnico sul percorso che dal polo chimico porta al depuratore. In questa occasione ci siamo resi conto che da un tombino che è situato in prossimità dell’imbocco della pista ciclo pedonale sul territorio di Castellanza fuoriusciva in maniera importante lo stesso odore che è percepibile anche sul resto del territorio. Questo ha portato l’amministrazione olgiatese a decidere di presentare un’ulteriore denuncia che mettese in evidenza il fatto che siamo emersi questi nuovi fatti che troviamo di particolare rilevanza».

Loretta Girola

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