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Varese | 24 settembre 2021, 11:41

Il progetto della nuova Rainoldi del terzo millennio

Dopo l'approvazione del consiglio comunale, la Fondazione concretizzerà il piano che prevede la riqualificazione degli spazi ludici all'aperto, con la realizzazione di due palestre e di una sala polivalente. Ghiringhelli: «L'obiettivo un pluralismo di attività socio culturali assistenziali»

Il prof. Robertino Ghiringhelli, presidente della Fondazione Rainoldi

Il prof. Robertino Ghiringhelli, presidente della Fondazione Rainoldi

Un progetto ambizioso chiamato a dare un nuovo volto e proiettare nel futuro la Fondazione Rainoldi di Varese. 

Dopo l'approvazione del consiglio comunale che ha dato il via libera al piano di ampliamento della palestra e alla riorganizzazione degli spazi ludici all'aperto del Centro di aggregazione giovanile, la Fondazione si impegna ora a intraprenderne la realizzazione concreta. 

Il progetto prevede la riqualificazione dell’area sportiva situata in una zona  centrale e facilmente raggiungibile e fruibile dai giovani della città, "credendo fermamente che tutto ciò aggiunga valore all’idea di realizzare un polo educativo- sportivo che possa offrire uno spazio sano di gioco e di sport e una possibilità di apertura a nuove conoscenze e incontri tra famiglie sempre più spesso isolate" spiegano dalla Fondazione.

Partendo dalla necessità di ristrutturare un edificio sportivo ormai obsoleto, la Fondazione credendo nella funzione educativa dello sport realizzerà un polo sportivo-educativo costruendo una palestra per lo sport di squadra (calcetto, pallavolo, pallacanestro, baskin, sitting, volley), con campi interni e aree di gioco esterne.

Il progetto prevede anche una seconda palestra di 100 mq per attivare corsi di pilates, arti marziali, difesa personale, scherma, danza, ginnastica di mantenimento per anziani, yoga, massaggi neonatali e una terza sala polivalente utilizzata come spazio fruibile dagli adolescenti per attività ludico ricreative guidate. Gli accessi alle tre sale saranno indipendenti l’uno dall’altro e garantiranno la possibilità di attivare più proposte contemporaneamente.

Lo spazio esterno è stato ridisegnato secondo un utilizzo per fasce di età e attività ludiche-sportive, con un’area gioco attrezzata per i bambini più piccoli. Uno spazio gioco interno ed esterno tutto da vivere e che consenta di promuovere e favorire un sano sviluppo psicofisico dei giovani, attraverso attività che migliorino la vita di relazione avendo lo sport ritrovato nella cultura contemporanea una nuova legittimazione etica, estetica e sociale in rapporto al rinato interesse per il corpo, l’ecologia, la salute, rivelandosi strumento efficace di prevenzione e recupero del disagio giovanile.

«Il nostro fine è un triplice spazio - spiega il presidente della Fondazione il professor Robertino Ghiringhelli - sportivo, sociale e armonico con l’habitat storico della zona caratterizzato da un pluralismo di attività socio culturali assistenziali. Il nuovo progetto si inserisce nel solco di una istituzione varesina voluta dalla vedova signora Emilia Ermolli in memoria del compianto consorte signor Carlo Rainoldi e che a quasi 100 anni di distanza ancora dimostra la sua attualità e il suo indiscutibile valore aggiunto». 

 

Redazione

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