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Enogastronomia | 05 giugno 2021, 07:24

Il Nocino, filtro magico e ghiotto. Con una leggenda di fede

Le noci vanno raccolte ancora verdi nella notte di San Giovanni: ideali per l’infusione in quanto hanno profumo intenso, sono ricche di linfa ed abbondano di oli essenziali, vitamine e principi attivi

Le noci vanno raccolte ancora verdi

Le noci vanno raccolte ancora verdi

Per fare il Nocino, filtro magico e medicinale insieme, le noci vanno raccolte e ancora verdi nella notte di San Giovanni, il patrono di Busto Arsizio, il 24 giugno. Siamo nel solstizio d’estate, nella più breve notte dell’anno, nella notte delle magie, delle stregonerie, nel periodo che gli erboristi chiamano tempo balsamico.

Nell’estratto delle noci si concentra la forza della pianta, una di quelle destinate all’eternità perché di essa nulla va sciupato. Il frutto, ancora verde è, in questo periodo, ideale per l’infusione in quanto ha profumo intenso, è ricco di linfa ed abbonda di oli essenziali, vitamine e principi attivi. Nella cultura popolare la notte di San Giovanni è una notte “magica” nella quale, con particolari precauzioni, è possibile veder passare le streghe nel cielo, nella quale l’albume dell’uovo, lasciato per una notte in un bicchierino d’acqua sul davanzale, prende le forme del nostro futuro e nella quale la Madonna piange nel ricordo del battesimo di suo figlio e di angoscia per i mali del mondo.

In questa notte si raccoglie l’erba magica per farne un decotto con cui detergere la fronte degli ammalati: le noci per il nocino, il sambuco da essiccare e da usare come purgante, l’artemisia per scacciare i demoni e le streghe, l’iperico, o erba di San Giovanni, da tenere addosso per tenere lontano il malocchio, la verbena per avere pace e prosperità…

Ed è sempre in questa notte che avviene il miracolo delle “lacrime della Madonna”. La leggenda dice che, in questa notte, sulle foglie delle verzette e  del granoturco, la rugiada si fa cristallo in piccole perle lucenti e, che solo tre famiglie di busto, dopo anni di tentativi, erano riusciti a trovarle e a conservarle intatte in piccoli astucci vellutati, come reliquie. Dice ancora la leggenda che queste “lacrime” messe negli occhi di chi soffriva per un corpo estraneo lo trascinavano fuori guarendolo. 

La ricetta

Raccogliere 30 noci, pulirle con uno strofinaccio, tagliarle in quattro parti e metterle in un vaso da 3 l. Unire un pezzetto di scorza di limone, cinque chiodi di garofano, tre pezzetti di cannella e versare su tutto 1 l di alcol a 90° o di grappa un misto dei due, a piacere. Porre al sole per quattro settimane, scuotendo una volta al giorno, quindi aggiungere 500 g di zucchero, scuotere e rimettere il sole per altre due settimane, sempre scuotendo una volta al giorno. Filtrare con carta da filtro, lasciar riposare per qualche mese e, sarà poi una piccola gioia scoprire nella rudezza della noce i profumi del limone della cannella e dei chiodi di garofano… 

a cura del Magistero dei Bruscitti - www.magisterodeibruscitti.org

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