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Sociale | 25 maggio 2021, 14:40

Due altri detenuti potranno lavorare: cresce la speranza con "La Valle di Ezechiele"

Le nuove assunzioni grazie alla colletta di Quaresima “Fuori dal Giro”: hanno aderito otto parrocchie e tanti privati con donazioni online e dirette alla cooperativa: «Così si produce occupazione, e anche sicurezza»

Due altri detenuti potranno lavorare: cresce la speranza con "La Valle di Ezechiele"

Il lavoro, un'opportunità per restare "Fuori dal giro", quello sbagliato, e per poter invece avviare una nuova vita. 

Un progetto che ha fatto breccia nel cuore di diverse parrocchie e tanti privati nel territorio. 

«Si passa facilmente davanti alla Casa circondariale di Busto Arsizio - racconta la cooperativa "La Valle di Ezechiele" -  Non sempre ci si guarda dentro, se non per qualche giudizio o qualche scongiuro. La Quaresima 2021 ha visto invece affacciarsi tanta gente, la cui sensibilità è stata mossa anzitutto dai propri pastori, che hanno acceso il microfono a don David Maria Riboldi, cappellano della Casa circondariale, per aprire una finestra sul mondo carcere e chiedere una mano a sostenere i progetti di rinascita da lui promossi, avviando la Cooperativa sociale».

Di qui la raccolta fondi per borse lavoro, che incentivassero appunto l'occupazione di persone in esecuzione penale esterna. Oggi ce ne sono quattro al lavoro: la magistratura - si spiega - ha concesso il domicilio a casa, grazie all’offerta di lavoro della cooperativa, che si occupa di sbavatura della gomma in conto terzi, in un capannone in affitto a Fagnano Olona.

La disponibilità all’accoglienza di don David nelle celebrazioni delle parrocchie, tra quaresimali dei venerdì e messe domenicali, ha permesso raggiungere circa 2.500 persone in 13 predicazioni. Si è unito spontaneamente a questa iniziativa monsignor Luca Raimondi: a lui fu dedicato un pastorale creato nella falegnameria interna del penitenziario.

La raccolta fondi, promossa dai parroci  e online sul sito “Buona Causa”, ha visto anche donazioni personali, comprese quelle di singoli sacerdoti. Si è arrivati a 25.889,62 euro. Ma è arrivato anche il sostegno della Fondazione Giannina, presieduta dal prevosto di Busto, monsignor Severino Pagani, con altri 5mila euro.

Ecco perché il Consiglio d’amministrazione della cooperativa ha potuto mandare all’area educativa della Casa Circondariale di Busto Arsizio la disponibilità all’assunzione di altre due persone.

Di qui il grazie ai parroci e a tutti coloro che hanno aderito «perché il cuore sentiva che "era giusto così", alla Fondazione Giannina che mostra sensibilità per nuovi progetti sul territorio».

Presto ci sarà anche il nuovo sito della cooperativa: qui si potranno seguire i due nuovi progetti di lavoro. Un'opportunità importante per due persone e non solo. «La nostra cooperativa, scarcerando persone, va a deflagrare l’alto numero delle persone recluse (oggi si sfiorano i 400 detenuti, rispetto ai 240 posti di capienza ufficiale, come dal sito del ministero) - conclude La Valle di Ezechiele - La nostra cooperativa, inserendo le persone nel mondo del lavoro e offrendo un nuovo tessuto relazionale, produce sicurezza, motivando le persone a non più accedere al mondo della delinquenza».

Ma. Lu.

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