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Lombardia | 08 maggio 2021, 16:58

Strage di morti sul lavoro in Lombardia, martedì 4 ore di sciopero

Cgil, Cisl e Uil di Varese proclamano lo sciopero di 4 ore per martedì 11 maggio, lasciando aperte altre iniziative per la salvaguardia della vita. Eloisa Dacquino: «Una situazione inaccettabile, di vera emergenza»

Strage di morti sul lavoro in Lombardia, martedì 4 ore di sciopero

Un giorno. Tanto è durata la tregua nel bollettino di guerra, perché diversamente non è identificabile, che riporta la tragedia che colpisce il mondo del lavoro. «Anche oggi, un sabato, dobbiamo registrare la perdita di un altro lavoratore un edile di 52 anni che ha perso la vita precipitato da un ponteggio a Tradate (Varese), intorno alle 11 (leggi QUI). Una situazione che porta i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Varese ad uno sciopero di 4 ore proclamato per martedì 11 maggio, lasciando aperte altre iniziative per la salvaguardia della vita», sottolinea la segretaria regionale Uil Lombardia Eloisa Dacquino.

Proprio la UIL, sul tema, ha lanciato la campagna #ZeroMortisulLavoro come elemento imprescindibile del lavoro perché ritiene «assurdo e inaccettabile che oggi come oggi la sicurezza sul lavoro, da diritto fondamentale, sia invece considerata un elemento puramente normativo a cui sia possibile derogare. Pretendiamo che si provveda immediatamente per garantire un lavoro sano e sicuro, attraverso investimenti da parte delle aziende nella cultura della sicurezza e nella prevenzione di cui oggi tanto si parla, ma con insufficiente impegno per attuarle nell’organizzazione del lavoro».

Soprattutto la Regione Lombardia deve restituire operatività ai Servizi di Prevenzione negli Ambienti di Lavoro cui spetta la vigilanza sul rispetto delle norme e la prevenzione, investendo sul rafforzamento del personale che appare carente per effettuare controlli mirati nelle aziende.

«Aspetto questo, che nel 2021 non dovrebbe essere nemmeno messo in discussione. É inaccettabile quanto sta accadendo, uno stillicidio di morti sul lavoro che non si arresta – conclude Eloisa Dacquino - uno scenario che testimonia, una volta di più, l’urgenza e la necessità di intervenire e garantire che la vita e la sicurezza di lavoratrici e lavoratori siano tutelate. Lo ribadiamo e non ci stancheremo di ripeterlo, serve investire sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, così come occorre potenziare i servizi di vigilanza e ispezione. Occorre rendere prioritaria la protezione e la sicurezza delle persone che ogni giorno si recano al lavoro per vivere, non per morire. Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza che non si può combattere con gli attuali strumenti. I morti di questi ultimi giorni, che si uniscono purtroppo al triste e lungo elenco degli ultimi anni, testimoniano questo. Sono una ferita enorme per le nostre comunità e il nostro Paese. Non si può morire sul lavoro. L'obiettivo di tutti, enti, associazioni datoriali, istituzioni ad ogni livello deve essere uno solo: l’azzeramento totale degli infortuni e delle morti sul lavoro».

Redazione

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