«Il potenziamento dell’ospedale di Saronno è documentato da atti e risultati già conseguiti». Lo ha affermato questa mattina in Consiglio regionale l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, rispondendo all’interrogazione presentati dagli esponenti del Partito Democratico Samuele Astuti e Gigi Ponti.
L’intento dei due consiglieri di opposizione era quello di fare il punto sugli investimenti annunciati e sulle reali prospettive di rilancio della struttura.
«L’ospedale di Saronno è un presidio di riferimento per un bacino sovraprovinciale che coinvolge Varese, Monza e Brianza, Como e l’area nord-ovest di Milano», ha fatto notare intervenendo al Pirellone durante il question time il consigliere bianzolo Ponti. Che, con il collega varesino Astuti, ha evidenziato che il nosocomio «negli ultimi anni ha subito un ridimensionamento evidente, con una significativa riduzione dei posti letto e dell’attività complessiva».
Ricoveri, apparecchiature, personale
Bertolaso ha assicurato che alle parole – il piano di investimento presentato nel 2023 – hanno fatto seguito i fatti. «Avevo chiarito che l’ospedale non avrebbe chiuso e che l'impegno regionale sarebbe stato quello di potenziarlo attraverso interventi strutturali e l'acquisizione di nuove apparecchiature. Quella non è rimasta una dichiarazione. Il potenziamento è documentato da atti e risultati già conseguiti, con grandi apparecchiature acquisite e collaudate e con interventi organizzativi attivati, mentre prosegue il lavoro di reclutamento sulle figure più critiche, in particolare anestesisti e medici di Pronto soccorso».
L’esponente della giunta Fontana ha presentato una serie di numeri sui pazienti. In particolare, ha spiegato che «nel 2025, rispetto al 2023, crescono ricoveri (6.578, +34,5%), interventi (6.115 ,+49%), posti letto medi (167,67, +12,2%), mentre gli accessi in Pronto soccorso sono stabili (27.431).
Per quanto riguarda il potenziamento tecnologico, sono stati acquisite «grandi apparecchiature per 3,8 milioni (Tac 128 strati, acceleratore di radioterapia, due gamma-camere, un sistema radiologico fisso) ed è attivata la digitalizzazione del Dea».
Capitolo personale: «Nel 2025 ci sono state 91 assunzioni (27 medici, 60 comparto e altre figure sanitarie). E proseguono concorsi, scorrimenti, mobilità e misure di attrattività sulle figure più critiche.
Gli interventi relativi agli investimenti strutturali ammontano a 21 milioni, tra lavorazioni già portati a termine e cantieri in corso o programmati. I lavori conclusi riguardano – tra gli altri interventi – ristrutturazione area Pronto soccorso, obitorio, Padiglione Grigio, riqualificazione energetica, asfaltature. In cantiere la ristrutturazione dei Padiglioni Marrone e Rosso, finanziata con fondi nazionali per oltre 9 milioni. Aggiudicata la gara per l’intervento relativo al Padiglione Verde (6 milioni).
«Continueremo a presidiare l'evoluzione dell’ospedale con monitoraggio costante e interventi conseguenti, perché su questi temi conta solo fare e garantire continuità e sicurezza dei servizi», ha concluso Bertolaso.
La replica del Pd
«Non possiamo ritenerci soddisfatti della risposta ricevuta dall’assessore – commentano attraverso una nota i consiglieri dem, che sul tema avevano sollecitato la giunta lombarda anche nel novembre 2022 –. In quell’ospedale lavorano professionisti che in questi anni si sono impegnati enormemente per cercare di restituire credibilità alla struttura e a loro dobbiamo risposte concrete. Molte degli interventi richiamati oggi in aula erano però già stati programmati e annunciati nel 2023, anche a seguito delle nostre iniziative in aula e sul territorio. Sono passati tre anni e buona parte di questi è rimasto ancora sulla carta. Esiste una programmazione, ma poche delle promesse fatte risultano effettivamente realizzate».
A proposito del personale, come fatto notare in aula da Astuti, «i dati sulle assunzioni forniti dall’assessore si riferiscono solo al numero dei nuovi ingressi tra medici, infermieri e tecnici, ma non considerano le uscite e quindi il saldo reale. Senza questo dato non è possibile valutare se l’ospedale stia davvero recuperando capacità operativa».
«Questo presidio – concludono – deve essere pienamente coinvolto nel progetto del nuovo ospedale e nella riorganizzazione complessiva dell’offerta sanitaria del territorio. Non può restare ai margini di una programmazione che riguarda un bacino sovraprovinciale. Dopo anni di annunci servono atti concreti, cronoprogrammi verificabili e un rafforzamento reale degli organici. I cittadini hanno diritto a un ospedale pienamente funzionante».














