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Storie | 28 marzo 2021, 09:59

LA STORIA. Quell'offerta di lavoro nel vuoto: «Mettiamo annunci, ma nessuno risponde» [VIDEO]

Mario ed Edoardo Vietti, padre e figlio, portano avanti una tradizione lunga 50 anni in Piemonte con Turin Garden: «Con il reddito di cittadinanza si preferisce stare a casa, rispetto a imparare un mestiere. I navigator? Mai visti»

I titolari di Turin Garden

I titolari di Turin Garden

Lavorare immersi nel verde, costruire giardini e terrazzi. La tradizione di Turin Garden, iniziata grazie alla passione di Mario Vietti e trasmessa negli anni al figlio Edoardo, diventato oggi titolare dell'azienda, è lunga 50 anni.

"Sono 50 anni che facciamo giardini, terrazzi, giardini pensili, aree verdi di ogni tipologia e specie. Abbiamo lavorato in Piemonte, in altre regioni e all'estero. Ci occupiamo di progettazione, costruzione e manutenzione di giardini. Abbiamo 8 dipendenti, 10 nell'alta stagione, essendo un lavoro anche stagionale", racconta Edoardo Vietti.

L'offerta di lavoro e l'assenza di risposte

La ditta di giardinaggio, nonostante il Covid, da mesi cerca personale. Prova a offrire un posto di lavoro o la possibilità di imparare un mestiere a potenziali migliaia di disoccupati, senza fortuna. Un paradosso, di questi tempi. "Per tradizione a gennaio mettiamo sempre un'inserzione per la ricerca di nuovi dipendenti, in genere abbiamo sempre ricevuto numerosi curriculum. Quest’anno stranamente nessuna risposta:  non siamo riusciti a trovarne", racconta Mario Vietti. "Noi ricerchiamo giardinieri già formati come prima opzione, giardinieri che abbiano voglia di imparare, giovani, che devono però fare un percorso di formazione", precisa l'ex titolare.

Il rebus del reddito di cittadinanza e dei navigator

Tra le spiegazioni che si sono dati i titolari di Turin Garden, la pigrizia delle nuove generazioni e il reddito di cittadinanza: "Non abbiamo più avuto risposte, una spiegazione che ci siamo dati (e che è confermata da altri colleghi) è che molti giovani non vogliono fare un lavoro faticoso come quello del giardiniere, che richiede di svegliarsi presto al mattino, dedicare tutta la giornata al lavoro e accettare di non uscire la sera, perché il giorno dopo bisogna svegliarsi presto. Manca la voglia". "Il motivo principale è però che molte persone, giovani o no, percepiscono il reddito di cittadinanza: questo gli consente di arrivare alla fine del mese, magari arrotondando con qualche lavoro in nero che permette di lavorare meno ore ma di arrivare alla fine del mese con un reddito accettabile", raccontano.

Il posto di lavoro, la ricerca continua

Se il reddito di cittadinanza, secondo padre e figlio ha quindi fallito, sul banco degli imputati salgono le figure dei navigator: "Non siamo mai stati contattati da un navigator, non abbiamo mai parlato con una persona inviata qui da un navigator. Ci è venuto il dubbio che non esistessero".
La ricerca di personale, fino a ora fallita, prosegue: "E' indispensabile in questo lavoro la passione per le piante. Se uno non ha passione, anche nel vivaio la pianta muore. Il lavoro di giardiniere che noi proponiamo è molto bello perché è molto vario: facendo costruzione giardini, ogni giorno è come dare vita a un angolo di paradiso. Si fa un terrazzo, un giardino, una manutenzione. Il bello è la varietà, che segue le stagioni: c'è la stagione in cui si pota, quella in cui si seminano i prati, quella in cui si seminano le piante".

Andrea Parisotto

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