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Storie | 28 marzo 2021, 00:01

E tu, di che canto sei? I varesini diventano attori per dare voce alla Divina Commedia. L’iniziativa di Andrea Chiodi «per riportare le persone a teatro»

Si è concluso ieri il progetto “Varese legge Dante”, promosso dal regista varesino per «portare il Poeta vicino a tutti noi» ed essere un’anticipazione del Festival Tra Sacro e Sacro Monte, che animerà la nostra città per tutto il mese di luglio

E tu, di che canto sei? I varesini diventano attori per dare voce alla Divina Commedia. L’iniziativa di Andrea Chiodi «per riportare le persone a teatro»

Il 25 marzo 1321, il Sommo Poeta Dante Alighieri giungeva alla fine del “cammin di sua vita”, lasciando un’eredità unica nel suo genere: la Divina Commedia.

Tre libri e cento canti per raccontare il viaggio, simbolico, psicologico, religioso ma anche politico e, a volte, quasi umoristico, dell’autore, dalla dannazione dell’Inferno, alla redenzione del Purgatorio, fino alla beatitudine del Paradiso, luogo in cui egli ritroverà l’amata Beatrice.

Dante non affronta da solo questo percorso, al suo fianco c’è Virgilio, lo sappiamo, e poi Beatrice stessa, oltre a una serie di vari personaggi, ma, soprattutto, ci siamo noi. Il poeta, infatti, si fa rappresentante dell’umanità intera, con i suoi peccati, le sue debolezze, il suo desiderio di purificazione e perdono, dall’amore “ch’al cor gentil ratto s’apprende” a quello “che move il Sole e l’altre stelle”.

Quindi, perché ora, dopo settecento anni dalla sua morte, non lasciamo che sia la comunità a “parlare” per lui?

Questo è l’obiettivo dell’iniziativa Varese legge Dante, promossa dal regista varesino Andrea Chiodi, con il supporto del Teatro Santuccio e delle istituzioni comunali, una vera e propria «chiamata alle arti per la città: abbiamo voluto fare in modo che tutti potessero leggere un canto di Dante e che Dante diventasse popolare per tutti», oltre a «dare la possibilità al pubblico di tornare in teatro, anche nelle vesti di attore».

Dal 4 al 27 marzo, giornalisti, impiegati, professori, sportivi, fino al sindaco di Varese hanno letto un canto a testa, interpretandolo, a modo loro, facendo emergere quelle sensazioni che li hanno riportati con la mente tra i banchi di scuola, quando, per la prima volta, si sono confrontati con questa opera letteraria. «Sono “incappato" nella Divina Commedia durante la scuola - racconta, infatti, Fabrizio, dopo la lettura del XV canto del Purgatorio - ora non è una lettura quotidiana, ma mi fa piacere ascoltarla». Dello stesso parere è Giulio, cantore del XVIII dell’Inferno: «Riaprire la Divina Commedia è un stato viaggio nel nostro passato, ma anche verso il messaggio di un uomo meraviglioso».

I cantori, volutamente non attori professionisti, si sono recati uno per volta, secondo una scaletta definita e nell’assoluto rispetto di tutte le norme date dell’emergenza in corso, nella bellissima sala del Teatro Santuccio e, davanti a microfono e videocamera, con un timore quasi reverenziale, hanno sfogliato le pagine di un’edizione storica del poema, hanno assaporato una lingua non più parlata, certo, ma ancora ricca di fascino e suggestione.

Proprio per la difficoltà di confrontarsi con parole ormai in disuso, al momento dell’iscrizione all’iniziativa ai partecipanti è stato suggerito di confrontarsi con il canto a loro assegnato prima della registrazione. Alcuni lo hanno letto una volta, altri due, tre, o forse dieci, percorrendo il perimetro del salotto di casa propria o cercando uno spazio isolato, in cui leggere avvolti dal silenzio e dalla tranquillità, altri ancora hanno annotato accenti e pause.

I canti sono cento, ma i cantori che hanno aderito all’iniziativa sono stati il doppio – un forte segnale non solo di apprezzamento nei confronti dell’iniziativa, ma anche, e forse soprattutto, della voglia di “fare qualcosa”, di dare un contributo concreto alla ripartenza di un settore quale quello culturale che sta vivendo un momento di difficoltà. Un piccolo gesto, alla portata di tutti, dal significato importante per chi ha fatto del teatro la sua vita.

«Ho deciso di partecipare perché l’iniziativa è di grande pregio, volevo mettermi alla prova e ho sempre amato la mia città», racconta, infatti, Giuseppina, soddisfatta della lettura del XXV canto del Purgatorio - «quello dei golosi e lussuriosi», specifica divertita.

«Tutti i progetti culturali di Varese sono fondamentali e se posso prendervi parte lo faccio volentieri. Il fatto di sentire Dante, pronunciato da me o da altre persone che vivono la città lo rende più familiare, più vicino a noi, sono passati anni ma questo è un testo ancora attuale», aggiunge Carla, felice di aver prestato la voce a Piccarda Donati, figura che Dante incontra nel III canto del Paradiso.

Tante diverse emozioni e riflessioni, quindi, hanno accompagnato gli “attori” nel loro percorso di preparazione e lettura, ma c’è un pensiero che li accomuna: tutti dovrebbero vivere questa esperienza, unica nel suo genere, perché dà la possibilità di mettersi in gioco, di uscire, in alcuni casi, dalla propria “zona di comfort” e, al tempo stesso, di partecipare al benessere e allo sviluppo della città.

Le registrazioni si sono concluse ieri, sabato 27 marzo, giornata mondiale del Teatro, con grande orgoglio e soddisfazione di Andrea Chiodi: «È andato tutto bene, anche più del previsto, abbiamo avuto un’adesione enorme. Certamente questa iniziativa è stata una bella occasione per la città, ha creato una comunità intorno a Dante, ha riportato le persone in teatro, in qualche modo, credo che siano queste alcune tra le azioni che il teatro di una città dovrebbe fare, se Varese avesse un vero teatro che si occupasse delle attività culturali cittadine legate al territorio. Sono felicissimo – prosegue, con un entusiasmo contagioso – abbiamo incontrato tantissima gente, ha voglia di tornare a teatro, questo è molto importante e penso che ora chi fa il nostro mestiere deve concentrarsi sulle modalità per tornare a incontrare il pubblico, credo che sia importante portare avanti l’idea di un teatro che coinvolga la gente e la renda protagonista».

Ma l’iniziativa che ha animato la nostra città per il mese di marzo non è finita: Varese legge Dante è stata, infatti, “solo” un’anteprima del Festival Tra Sacro e Sacro Monte, previsto, nella sua 11° edizione, per luglio. Dall’1 al 31 luglio, infatti, come spiega il regista varesino, «le registrazioni audio e video verranno trasmesse ai Giardini Estensi, uno dei luoghi più belli della città, insieme al Sacro Monte. Così, saranno tutte le voci della città ad essere ascoltate» e la Divina Commedia raggiungerà davvero ogni angolo della città.

«Varese deve iniziare a pensare - prosegue Andrea - che ci vuole tempo per far radicare le iniziative nel territorio e creare un legame con il pubblico, almeno per quanto riguarda il comparto della cultura non si può pensare sempre ad altro, bisogna andare a fondo di quello che esiste, certamente la qualità deve essere molto alta. Di sicuro replicheremo il progetto “Varese legge”, sempre promosso dal Festival, perché è stata un’esperienza troppo bella».

Con una preziosa esperienza che ci ha fatto vivere il teatro in prima persona, siamo impazienti di scoprire tutte le sorprese che ci riserverà il Festival Tra Sacro e Sacro Monte … intanto, possiamo tenerci aggiornati tramite il sito www.trasacroesacromonte.it!

Giulia Nicora

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