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Eventi | 23 marzo 2021, 14:00

La maratona di 148 studenti e 21 docenti dell'Isis Valceresio: leggere no stop la Divina Commedia per celebrare Dante

In occasione del "Dantedì" alunni e insegnanti dell'istituto di Bisuschio il 25, 26 e 27 marzo reciteranno su Youtube l'intero poema. Il professore Luca Mazzoni: «L'entusiasmo dei ragazzi ci ha sorpreso e commosso: significa che Dante ancora oggi esercita un'attrazione magnetica e sa appassionare i giovani»

La maratona di 148 studenti e 21 docenti dell'Isis Valceresio: leggere no stop la Divina Commedia per celebrare Dante

Una maratona no stop nel segno di Dante. E' l'iniziativa lanciata dall'Isis Valceresio di Bisuschio e dai suoi studenti per celebrare il "Dantedì", la giornata del 25 marzo dedicata al Sommo Poeta, del quale giovedì ricorreranno, secondo tradizione, i 700 anni dell'inizio del suo viaggio allegorico e letterario.

E così, per rendere omaggio al più grande poeta italiano, 148 studenti e 21 docenti daranno vita a una staffetta decisamente speciale e leggeranno integralmente la Divina Commedia. Il tutto, inevitabilmente, a distanza affidando versi ed emozioni a un video diviso in tre tranche - uno per ogni cantica, realizzate tecnicamente dal professor Carlo Parisi, che si è occupato del montaggio - visibili sul canale YouTube dell'istituto il 25, 26 e 27 marzo (per seguirlo CLICCA QUI).

Toccherà alla preside, Francesca Maria Franz, leggere il primo canto dell’Inferno. Dopo di lei si alterneranno studenti e professori arrivando a completare la lettura, che sarà introdotta da un intervento di Giuseppe Frasso, professore emerito di Filologia della letteratura italiana all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

L'adesione così entusiastica di tanti studenti alla proposta di leggere Dante ad alta voce ha sorpreso anche i docenti che l'hanno lanciata: significa forse che Dante è straordinariamente attuale e parla ancora oggi a ciascuno di noi, anche ai ragazzi che lo sanno ascoltare e che hanno voluto "prestargli" la loro voce. 

Un'iniziativa decisamente ambiziosa, quella dell'Isis Valceresio, che vuole celebrare, anche in tempi non semplici come quelli che stiamo vivendo, la bellezza e l'umanità dell'arte. «La ricorrenza dantesca ha un suo particolare fascino - spiega Luca Mazzoni, docente di letteratura italiana e latina dell'Isis e tra i principali promotori dell'evento - esercita un’attrazione direi magnetica su molti: basti pensare al profluvio di iniziative che sono in corso, non solo in Italia, specialmente in questi giorni del Dantedì. Dante è di gran lunga lo scrittore italiano più studiato in Italia e all’estero, e negli anni è diventato un pilastro della nostra tradizione letteraria e culturale: celebrarlo è doveroso. Non possiamo passare sotto silenzio date significative – in questo caso, com’è noto, il settimo centenario della sua morte – che ci inducano a rileggere (o a leggere) "il poeta più universale che abbia mai scritto in una lingua moderna" (T. S. Eliot)».

Una passione che ha subito coinvolto i ragazzi oltre ogni aspettativa: «L’interesse nei confronti del progetto è stato immediato, e l’adesione è stata entusiastica, tale da sorprendere me e i miei colleghi - aggiunge il docente - Abbiamo coinvolto 148 alunni, anche dell’Istituto Tecnico, che solo a torto si potrebbero considerare lontani da questo genere di iniziative. Certamente il testo dantesco presenta delle oggettive difficoltà, e non ambivamo alla perfezione assoluta nella lettura, ma i risultati sono stati molto interessanti, direi commoventi: la forza della poesia di Dante supera anche il diaframma linguistico che inevitabilmente si pone davanti a chi oggi è un adolescente e si accinge alla lettura di un’opera così complessa».

Ma come si pongono al giorno d'oggi i ragazzi nei confronti di Dante e della sua opera? «Ci sono sempre curiosità e interesse. Anche oggi - prosegue Mazzoni - Dante è capace di coinvolgere e appassionare lettori che vivono in un contesto astralmente diverso da quello del XIV secolo e che nonostante la loro radicale lontananza (che è innanzitutto una lontananza culturale) avvertono il fascino di un’opera che è in grado di parlare a tutte le persone di tutte le epoche. Il testo della Commedia è un dono che ci è giunto attraverso i secoli. Spetta a noi docenti affrontarne la complessità e cercare di far risuonare nelle menti dei ragazzi tutte le note della sua straordinaria varietà espressiva, che è anche la varietà dei sentimenti umani, miracolosamente racchiusi in un’unica opera».

In tempi di didattica a distanza ecco quindi che la scuola torna sotto i riflettori della cronaca non per raccontare problemi e disagi legati alla pandemia, ma con lo spirito di quello che è sicuramente uno dei mestieri più belli del mondo: insegnare la bellezza della cultura: «Fino a un anno fa, la realizzazione di un simile prodotto in un contesto quale quello di una scuola sarebbe stata difficilmente immaginabile. Oggi, vista la situazione nella quale viviamo, siamo tutti molto più abituati agli strumenti per la didattica a distanza e siamo ormai in grado di sfruttarne le potenzialità: per questo abbiamo deciso di usare la piattaforma in uso presso il nostro Istituto per registrare tutti i partecipanti all’iniziativa, il che ha certamente agevolato la concreta realizzazione del progetto» conclude il professore.

B. Mel.

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