La Conchiglia, come tutte le conchiglie, resterà nei ricordi di chi l'ha scoperta, con il suo salone e il suo terrazzo all'aperto d'estate, con il suo profumo di mare capace di accoglierti a Casbeno, dove bastava salire qualche gradino in piazzale Libertà, di fronte alla questura.
«Oggi consegno le chiavi dopo 9 anni» ci dice lo chef Salvatore prima di salutare tutti e chiudere per l'ultima volta la porta del ristorante pizzeria che negli ultimi 9 anni, con la sua gestione, ha continuato un'antica tradizione, accogliendo tutti con il sorriso, insieme alla sua Silvia e al personale sempre gentile ma mai invadente.
«Durante questo anno di pandemia nessuno ci è venuto davvero incontro - dice Salvatore con voce serena e senza perdere il sorriso - La mia bimba di 5 anni, Giorgia, quando l'ha saputo era dispiaciuta ma le ho detto: con la sorellina in arrivo a luglio ci troveremo magari su altri tavoli a mangiare tutti assieme, anche se per noi era un rito apparecchiare e pranzare o cenare in famiglia, magari assieme agli ultimi o ai primi clienti».
«Con 6-7 mesi di chiusura da quando lottiamo con il virus, non potevo più reggere solo con l'asporto e con tasse e affitto da pagare di svariate migliaia di euro - spiega Salvatore - Conte disse alle banche: mettetevi una mano sul cuore. Non se la sono messa. Comunque i soldi che ti avrebbero prestato, li avresti dovuti restituire. Si vede che doveva andare così».
Indimenticabile per Salvatore ciò che accade il giorno di Pasqua del 2020: «Non avrei potuto fare asporto ma quando mi si è presentata una signora anziana da sola chiedendomi una pizza alla verdure, non me la sono sentita di respingerla e gliel'ho preparata. Sono bastati 4 minuti d'orologio perché arrivasse un controllo e mi venissero comminati 280 euro di multa che, per principio, non ho ancora pagato: andrò davanti al giudice di pace e vedremo».
«La cosa che mi provoca grande dispiacere - prosegue Salvatore, che non ha bisogno di alzare i toni per lasciare il segno - è stato vedere come alcune categorie siano state colpite e altre no, eppure questo non ha fermato il virus. Non sarebbe stato meglio chiudere tutto per 3 mesi e poi ripartire, invece che costringere solo alcuni ad aprire e chiudere in continuazione?».
Al posto della Conchiglia arriveranno i cinesi, che cucineranno anche giapponese o italiano: «E' normale che succeda, è un mercato che funziona. Io e Silvia ce ne siamo fatti una ragione: saluto tutti i nostri clienti e tutte le persone che hanno lavorato con noi. A casa di sicuro non starò per molto. Chissà, magari ci rivedremo altrove...».
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