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Varese | 26 gennaio 2021, 09:37

«Noi, ostaggio di un gruppo di ragazzini a cui non si può chiedere neppure di abbassare la musica senza il rischio di essere aggrediti»

Esercenti e residenti di via Vittorio Veneto, in pieno centro a Varese, denunciano una situazione di degrado e insicurezza insopportabile, chiedendo più controlli: «Qui si raduna la peggio gioventù, tra alcol o cose peggiori. Basta uno sguardo sbagliato e rischiamo di prenderci sputi. Siamo costretti a camminare a testa bassa»

«Noi, ostaggio di un gruppo di ragazzini a cui non si può chiedere neppure di abbassare la musica senza il rischio di essere aggrediti»

Via Vittorio Veneto. Siamo nel cuore di Varese. Una delle vie dello shopping più frequentate della città. Eppure al civico 11, tra Zara e il calzaturificio Figini, si respira aria di periferia e abbandono. Nell'antro, che porta al condominio di appartamenti e uffici signorili, si consumano ogni giorno scene davvero poco rispettose ed edificanti.

E così vediamo ragazzi (italiani e stranieri dai 15 ai 18 anni) seduti a terra tra la loro stessa immondizia, che gongolano ascoltando musica e girando video mentre si picchiano o insultano i passanti, consumando alcol e droga e scambiandosi effusioni fin troppo esplicite. Li abbiamo osservati tanto, scrivendo anche di più, perché spesso e volentieri sono al centro di brutti episodi di cronaca. E ora abbiamo anche ascoltato chi ne subisce la presenza ogni giorno: «Sono ragazzi, è vero, ma questa è la peggio gioventù, e non ci si rassegna a vederli così».

Partono da questo presupposto i residenti del civico 11, ma anche i commercianti della zona, quando si dicono esasperati dalla situazione. Perché ripulire vomito e urina, raccogliere rifiuti e riparare i danni delle scazzottate che spesso e volentieri scoppiano tra loro, fa molta rabbia. Uno scenario deprimente di abbandono e dissolutezza, a cui proprio non ci si rassegna. Un problema che i residenti e chi vive la zona chiede che venga affrontato a più livelli, coinvolgendo forze dell'ordine e istituzioni. C'è una parte di disagio sociale da colmare ma anche di legalità che deve tornare ad essere rispettata

«Un ripetuto controllo dei documenti da parte delle forze dell'ordine potrebbe essere un deterrente e segnale di presenza - dicono i residenti - Lo chiediamo da almeno due anni, da quando la situazione era difficile, ma molto meno di oggi».  

Condomini e negozianti sono stati dal sindaco perché cercasse una soluzione. Ne hanno proposte di loro, «ma se siamo a questo punto oggi, è anche superfluo sottolineare che non siamo stati ascoltati abbastanza. Eppure il disagio sociale di questi ragazzi merita l'attenzione dell'amministrazione comunale. E non solo. Agiscono nell'illegalità, da impuniti, e questo è un problema». Saranno anche ragazzi, ma condomini ed esercenti chiedono che il consumo e lo spaccio di droga vengano perseguiti e la violenza condannata.

«Fa specie dirlo, ma abbiamo anche paura: siamo ostaggio di un gruppo di ragazzini a cui non si può nemmeno chiedere di abbassare la musica senza correre il rischio di essere aggrediti. Ogni volta che entriamo e usciamo dal portone e dobbiamo passargli davanti, lo facciamo a testa bassa per non provocarli. A volte basta lo scambio di uno sguardo per prendersi uno sputo. Non sappiamo mai cosa aspettarci varcata la soglia e le scene a cui abbiamo assistito sono incredibili: ci è anche capitato di vederli fare sesso. E quelli in imbarazzo siamo noi».

I condomini e i professionisti che hanno lì il loro studio, hanno installato delle telecamere «attraverso cui abbiamo potuto vedere alcuni ragazzi rubare le biciclette all'interno del palazzo», e avevano anche assunto della vigilanza. «Ma è servito a poco. Ci sono stati momenti di tensione perché quello è suolo pubblico e questi ragazzi non hanno timore a difendere le loro ragioni». Il negozio Figini ha una vetrina rotta che volutamente non sta sostituendo: «Inutile se poi la rispaccano. L'agenzia di assicurazioni ha cambiato la targa di cristallo all'ingresso tre volte in un anno».

La speranza ora è che chi ha il dovere e il potere di risolvere questa situazione lo faccia. «Noi chiediamo legittimamente più controlli: non un presidio fisso, ma una presenza significativa» visto che il degrado si sta estendendo ai portici dell'altro lato della strada e a piazza XX Settembre, anche se in maniera meno evidente perché i luoghi sono meno riparati. 

Valentina Fumagalli

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