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Varese | 08 agosto 2020, 14:00

Giù gli alberi del Parco Prevosti, Zanzi e Paris contro l'abbattimento: «Bisogna ragionare in modo diverso»

La notizia che le grandi piante di viale Borri andranno tagliate, perché minacciano la palazzina costruita proprio a ridosso degli alberi, non è piaciuta al consigliere del Partito democratico e al vice sindaco: «Si agisce a spese del nostro ambiente, patrimonio comune presente e futuro»

Giù gli alberi del Parco Prevosti, Zanzi e Paris contro l'abbattimento: «Bisogna ragionare in modo diverso»

Continuano le polemiche "green" tutte in seno alla maggioranza. Dopo lo schieramento contro la bretellina in via Selena (leggi qui), il consigliere Pd Luca Paris, seguito a ruota dal vice sindaco Daniele Zanzi, si sono messi in difesa di una altro patrimonio verde che starebbe per essere cancellato.

Si tratta delle piante dell'ex Parco Prevosti, all'interno del quale è stata, anni or sono, costruita una palazzina. Gli alberi si vedono passando per viale Borri e almeno tutti, una volta, si sono chiesti passando di li, come fosse possibile una vicinanza così stretta tra le piante e l'edificio. 

La notizia del loro abbattimento, per questioni di sicurezza, ha stimolato quindi le riflessioni dei due esponenti di maggioranza nei confronti della scelta che ancora una volta penalizza il verde a favore del cemento.

«Bisognerebbe davvero cominciare a ragionare in modo diverso su come intervenire in certe situazioni - dice Paris -, pesando adeguatamente gli interessi contrapposti e facendo prevalere quello della salvaguardia dell'ambiente e della salute rispetto ad altri interessi, legittimi ma forse meno importanti. In fondo siamo nel 2020 e dovremmo aver capito il senso di quanto sta succedendo al nostro pianeta con il dramma del riscaldamento globale. Altrimenti è inutile partecipare alle manifestazioni ed applaudire Greta Thunberg. Il modello deve essere quello di pensare globalmente ed agire localmente, con convinzione e senza timore. Per noi e per chi verrà dopo di noi».

«Una triste ed emblematica storia iniziata due lustri or sono  - gli fa eco Zanzi - e che dimostra come i dendrofobi (chi ha paura degli alberi) siano sempre tra noi, chiamando la distruzione progresso o convenienza economica. Tutto a spese del nostro ambiente, patrimonio comune presente e futuro».

Valentina Fumagalli

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