/ Attualità

Attualità | 05 agosto 2020, 08:01

Apocalisse a Beirut: 100 morti, 4000 feriti, nube tossica. «Chi può lasci la città»

L'esplosione di un magazzino con 2.750 tonnellate di nitrato d'ammonio ha devastato la zona del porto e molti quartieri della capitale libanese. Trump cita i generali Usa e dice: «Sembra un attentato». Il governatore di Beirut: «Scene da Hiroshima e Nagasaki»

Apocalisse a Beirut: 100 morti, 4000 feriti, nube tossica. «Chi può lasci la città»

«Ciò che è successo ricorda Hiroshima e Nagasaki» dice Marwan Abboud, il governatore di Beirut in lacrime.

Le conseguenze della doppia esplosione che nel tardo pomeriggio di ieri ha distrutto la zona del porto della capitale libanese e devastato molti quartieri sono sempre più drammatiche: sono almeno 100 i morti e quattromila le persone ferite, tra cui un soldato italiano in modo lieve, anche se il bilancio è provvisorio visto che i soccorsi proseguono in una zona completamente sommersa dalle macerie. 

«Aria tossica, chi può lasci la città» è il disperato appello del
 ministro della salute libanese Hamad Hasan. Materiali tossici si sarebbero infatti sprigionati nell'aria dopo le deflagrazioni che, secondo il presidente del Libano, Michel Aoun, sarebbero state provocate da un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Impossibile conoscere per ora perché quel materiale fosse conservato in quel luogo e perché sia poi detonato con un'onda d'urto devastante, avvertita fino a 240 chilometri di distanza e cioè a Cipro, provocando il panico.

«Ho incontrato i nostri generali e sembra che non sia un incidente industriale. Sembra, secondo loro, che sia un attentato, una bomba di qualche tipo», ha detto il presidente Usa, Donald Trump.

Il premier libanese, Hassan Diab, ha chiesto ai "Paesi amici" di aiutare il Libano. «Lancio un appello urgente a tutti i Paesi fratelli che amano il Libano a stare al suo fianco e ad aiutarci a guarire le nostre ferite profonde», ha detto.

Il premier Conte e il ministro degli Esteri, Di Maio,
hanno espresso vicinanza «agli amici libanesi». «Faremo il possibile per sostenere il popolo del Libano» ha concluso il presidente del consiglio.

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore