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Calcio | 24 luglio 2020, 18:33

IL NUOVO VARESE, PAROLA PER PAROLA. «Vi diremo sempre tutta la verità» (foto)

Dall'aiuto di Antonio Rosati alla presidenza di Amirante, dal sogno di Pertile al sacrificio di Scandola, dalla sincerità di Califano alla semplicità di Sassarini e Porro. «Metteremo davanti i tifosi e la città a noi stessi. Il primo giocatore sarà di Varese»

Da sinistra il ds Gianni Califano, il mister della Juniores Gianluca Porro, l'allenatore della prima squadra David Sassarini, il presidente Stefano Amirante, il vicepresidente Stefano Pertile e il consulente di mercato Andrea Scandola

Da sinistra il ds Gianni Califano, il mister della Juniores Gianluca Porro, l'allenatore della prima squadra David Sassarini, il presidente Stefano Amirante, il vicepresidente Stefano Pertile e il consulente di mercato Andrea Scandola

Parola per parola, ecco la presentazione del Città di Varese a Viggiù, ospitato dalla Pelletteria Fusella, che riporterà i biancorossi in serie D e al Franco Ossola: Stefano Amirante sarà il presidente e Stefano Pertile il vicepresidente.

DALLA FIAMMELLA ALLA FIAMMA

Pertile, neo vicepresidente biancorosso: «Oggi si chiude la prima parte di storia del vecchio Città di Varese che abbiamo vissuto e che continua in questa bella avventura che abbiamo colto al volo. Parto ringraziando chi quest'anno ci ha sostenuto, i tifosi in primis, e i ragazzi che hanno vinto il campionato di Terza Categoria. Ora si apre una nuova pagina e siamo pronti a continuare con la stessa fame che ci ha appassionato e ci ha fatto divertire nonostante la categoria. Abbiamo tenuto acceso una fiammella e inaspettatamente è partita questa fiamma: lavoriamo per un sogno. Sono emozionato e mai mi sarei immaginato di arrivare a questo punto grazie a papà Gibe, Renato, Manuel e tutti gli altri. Ripartiamo da 4 livelli più su: siamo pronti a quest'avventura. Ai tifosi chiedo di sostenerci e supportarci in ogni modo: faremo di tutto per proseguire e per dare serenità e continuità a questa piazza, a noi tifosi e alla città. Basta rovinarci l'esistenza ogni estate. Questo è il mio ultimo discorso da presidente: come ci eravamo promessi io e Stefano a inizio della scorsa stagione, l'idea era quella di darci alternanza, quindi è giusto che la parola passi al presidente Amirante».

UN'OPPORTUNITA' COSI' NON TORNERA' PIU' 

Il presidente Amirante: «Sono contento di vedervi: il nostro progetto era quello di poter fare due stagioni normali e poi provare a fare qualche salto in avanti. Il Covid ha aperto una possibilità inaspettata come quella di fare la fusione con il Busto 81, io e Stefano ci siamo detti "ci proviamo o facciamo la nostra Seconda categoria e poi ci ripensiamo tra un po'"? Un'altra opportunità come questa non sarebbe più tornata: vincere la Terza e trovarsi in D: non potevamo non cogliere al volo questa possibilità. Io, Stefano e Cesare Bonazzi, che c'è ancora: il 24 luglio di un anno fa il Città di Varese era stato costituito e c'era anche Cesare, presente anche oggi. Noi avremmo lasciato in mano questa opportunità per la città anche a chi avesse potuto fare bene per Varese, però vogliamo scegliere chi viene e non dare l'ennesima opportunità a qualche improvvisato. Abbiamo trovato la possibilità di essere supportati dal punto di vista economico e di capacità, quindi eccoci qui»

LE RISORSE, ANTONIO ROSATI E GLI ALTRI DIRIGENTI

Amirante: «Le mie conoscenze per trovare risorse per una D passavano da Antonio Rosati, sono il suo legale e lui, tramite una collaborazione con una società, aveva portato queste risorse al Milano City: la società si chiama I&MI e reperisce sponsor per progetti sportivi e consulenze per sviluppo aziendale.
Ho parlato con Rosati e gli ho chiesto di spostare la maggior parte delle risorse da Milano City su Varese. Abbiamo cercato nuove risorse e attraverso Andrea Scandola abbiamo contattato altre due persone attualmente impegnate nella Pro Sesto con ruoli societari, vicini al nostro progetto con un aiuto economico, e la possibilità di avvicinarsi ulteriormente in stagione. Mi auguro possano entrare anche con un ruolo concreto.
I soldi chi ce li mette? Ho anticipato la domanda. La I&MI entra nei ranghi societari ed è rappresentata dal tesoriere Paolo Girardi, che diverrà il terzo socio: con la trasformazione da asd a ssd-s.r.l. le quote saranno tutte di I&MI. Ma sarà fondamentale, più di chi ci mette i soldi, sapere se sono pagate le fatture, se è pagato il ristorante, se è possibile che questa stagione sia coperta dal punto di vista economico. E questo, per noi, c'è».

I CAMPI E IL COMUNE

Amirante: «Abbiamo chiesto a tutte le persone che ci hanno aiutato che parte delle risorse economiche di questa stagione fossero impiegate sulle strutture: non c'erano campo e stadio neppure in B, quindi inizieremo a costruire qualcosa da qui. Abbiamo fatto richiesta al Comune di assegnarci il centro sportivo delle Bustecche con l'impegno di fare una serie di lavori, rifare il campo, mettere a posto tribuna e cioè demolirla e rifarla. Con il Comune di Varese si è aperto un dialogo importante, serio e onesto su cosa si può fare. Speriamo di avere un affidamento dal Comune per fare i lavori il prima possibile e ottenere il campo di allenamento: i lavori porteranno via non meno di tre mesi, se iniziamo prima della fine dell'estate finiamo presto».

LA SEDE ALLO STADIO

Amirante: «Non chiederemo in gestione lo stadio: abbiamo fatto la proposta e ci è arrivata la disponibilità dello stesso Comune di prendere il Franco Ossola a gettone, con un paio di punti in più. Nella convenzione che andremo a sottoscrivere, se questo iter andrà avanti, prenderemo anche la casetta del custode per farci la sede, perché sia un luogo simbolico mettendo a posto la casetta con lavori, tenendola in modo decoroso insieme alla zona, verde compreso. Della manutenzione ordinaria del campo si occuperà il Comune che ringrazio per una disponibilità non scontata».

IO SONO TERRORIZZATO COME VOI

Pertile: «Io sono terrorizzato perché sono come voi, sto dalla vostra parte e resto con i piedi, il cuore e l'anima lì, in mezzo ai tifosi del Varese che iniziamo una sfida nuova con lo spirito della terza categoria, di chi ama la maglia e mangia la terra. Criticatemi. Ditemi cosa non va. Voglio portare serenità al Varese, non vivere mai più tutto quello che abbiamo vissuto negli ultimi anni. Voglio togliere qualunque tensione, spaccatura e divisione nell'ambiente. Voglio che il nome del Varese, quando va a cercare un albergo o a pranzare, sia benvoluto. Vorrei che la pulizia e l'onestà, il dirsi tutto in faccia, con questo cuore biancorosso, siano le regole. Il Varese non va munto ma sostenuto. Ci sono stati picchi assurdi, alti e bassi da cardiopalma: la tendenza va invertita a ogni costo. A Rosati ho parlato, in faccia, e ci siamo detti tutto, cose tra un tifoso del Varese e il presidente del Varese che tornò in B. Mi sembra che abbia un cerchio da chiudere, una storia da finire. Non ci sono segreti». 

ROSATI E LA B SUL BRACCIO

Amirante: «La fusione nasce da una società pulita, quella di Gigi Galli, che ringrazio, e noi siamo puliti. Il passo verrà fatto secondo la gamba, sempre. A costo di fare un passo in meno quest'anno e uno in più l'anno prossimo o quello dopo. Senza la presenza di Rosati, la I&MI non sarebbe venuta qui: lui è legato a Varese e quando gli ho prospettato questa possibilità, non ha avuto dubbi. Antonio Rosati ha un tatuaggio con la data della promozione della serie B sul braccio, non l'ha mai fatto vedere a nessuno ma c'è. Se lo facciamo con lui, è perché ci crediamo e la città sarà contenta. Il periodo più bello è stato sotto la sua presidenza: prima erano 25 anni che non si tornava in B. Adesso ne sono passati 9... Facendo le cose bene, non ci sono problemi. Lui ha avuto tre processi legati alla sua proprietà del Varese e tutte e tre le volte è stato assolto. Da lì arrivano le risorse per avere il calcio a Varese. Ci prendiamo due o tre anni di margine per mettere a posto prima il secondo campo delle Bustecche e mettere mano al Franco Ossola per andare poi nei professionisti e avere uno stadio dove giocare: se ora non si può, non è certo per colpa di questo Comune o del penultimo. Per riaprire lo stadio il 27 settembre per la prima di campionato, noi e il Comune ci siamo venuti incontro. E alla prima di campionato saremo lì».

STADIO E BUSTECCHE

Amirante: «Il costo dello stadio è fissato da tariffa della giunta, ci sarà un affitto da pagare. Ci siamo confrontati su convenzione per il centro "Le Bustecche": l'uso sarebbe decennale, stiamo limando le cifre. Interventi da fare? Qualcosa tra i 250 e i 300mila euro con un canone annuo di 8mila euro, almeno stiamo ragionando su questo, che comprende anche la casetta. Comunque potrete vedere tutto nell'avviso pubblico. La preparazione estiva? Abbiamo qualche alternativa (c'è Brebbia, Viggiù, Castronno, Albizzate...). Nell'attesa del centro delle Bustecche anche la Juniores nazionale giocherà allo stadio: il settore giovanile per ovvi motivi di tempo non esiste. Non potremo non prescindere da un settore giovanile».

IL BUDGET

Amirante: «Non è definito: parte dal budget è quello dei lavori alle Bustecche, 250-300mila euro. L'iscrizione l'abbiamo già fatta, per quel che riguarda il monte economico per la squadra sarà commisurato a un campionato almeno dignitoso. Ci sono risorse minime sufficienti per fare un buon campionato». 
I&MI reperisce risorse tramite sponsorizzazioni per attività sportive: ha un portafoglio di sponsor, sono aziende chiaramente identificabili con i contratti in corso di definizione. Noi come Città di Varese è un anno che ci siamo: nel momento in cui si è resa disponibile la serie D, chi si è fatto avanti? Quelli che ci sono ora. Riscontri dal territorio speriamo di averli: noi non andiamo a chiedere a nessuno, un aiuto non ci è stato fornito da tanti. Per ora non ci sono imprenditori del territorio ma imprenditori che hanno fatto calcio a Seregno, Monza, Sesto. Se arrivano altri, bene. Cinque anni in B, lo stadio da 20mila posti? Bei discorsi ma senza alcuna razionalità. I primi giocatori che vedrete spero che diano professionalità ma spero che diano anche qualcosa in più che sta sul Sacro Monte e in quel simbolo. E' il valore aggiunto per noi. Ringrazio Alessio De Carli, presidente del comitato regionale Figc: ci ha riconosciuto l'importanza da Varese. Ci ha creduto, si è adoperato: si parla sempre poco di chi fa le cose bene».

L'AREA TECNICA

Amirante: «Avremo un consulente esterno di mercato, Andrea Scandola, un direttore sportivo che è Gianni Califano, l'allenatore della Juniores è Gianluca Porro, ex calciatore biancorosso, e soprattutto l'allenatore della prima squadra che è David Sassarini».

Andrea Scandola: «Sono in possesso di patentino di agente Fifa dal 2013, ho una società di consulenze e scouting e quindi per assoluta trasparenza resterò consulente esterno. Sono di Varese e sono emozionato perché questa è la mia città: non ho giocato qui ma con tanta voglia e tanta passione spero di dare una mano importante. Faremo le cose con grande chiarezza: arriverà qualche ragazzo di Varese con cui abbiamo già parlato e da lunedì lo annunceremo. Comporremo una rosa che abbia voglia di crescere insieme a noi».

CONQUISTIAMO LA PIAZZA METRO DOPO METRO

Gianni Califano: «Non vi nascondo l'emozione, sono molto felice di essere in Lombardia, una regione che mi ha dato tanto, ho condiviso un'annata straordinaria ed emozioni indelebili a Monza. Ho avuto un problema alla fine dell'anno che non ha cancellato i ricordi di quell'annata, eppure ci siamo salvati con il Pordenone ai playout e siamo andati a festeggiare in mezzo ai tifosi. Prima mi hanno accolto con diffidenza, poi amato e apprezzato e questo per me è un orgoglio. Sono consapevole che forse verrò accolto con diffidenza anche qui e ce la metterò tutta per farmi amare e apprezzare come persona: dal punto di vista tecnico dipenderà dai risultati. Ho entusiasmo e orgoglio, sono consapevole che sarà difficilissimo perché dobbiamo costruire la squadra da zero. Ma facciamo un lavoro bellissimo, noi dobbiamo solo mettere su una squadra e strutturare una rosa totalmente nuova. Non mi spaventa la qualità del calciatore ma ci vorrà del tempo: andranno rispettate le difficoltà e affrontate con passione, lavoro e umiltà. Vorrei che il primo tesserato fosse un giocatore di Varese, perché lavoriamo sul legame con il territorio. Voglio dei ragazzi che daranno tutto per la maglia: mai retorica è più azzeccata. Mettere assieme 20-25 ragazzi da zero, e poi altrettanti con la Juniores non significa mettere le mani avanti ma rispettare le difficoltà. Abbiamo scelto un allenatore a cui, la prima volta che ci vedemmo, dissi: "Speravo che il tuo percorso fosse diverso". Ora arriva in una grande piazza che farà capire chi è. E' uno dei più preparati d'Italia, sarà la nostra forza. Costruiremo una squadra umile, non faremo alcuna follia. Sassarini sarà colui che farà esplodere questa piccola bomba a orologeria fatta di persone semplice. L'obiettivo? Prima di prendere sonno mi chiedo: "E se vincessi il primo anno il campionato a Varese?", poi però mi addormento perché se vediamo l'obiettivo troppo lontano, inciampiamo. Conquistiamoci metro dopo metro la piazza, la stima e la fiducia. Voglio un gruppo che si faccia amare da Varese. La vittoria più grande deve essere quella di conquistare la tifoseria, se ce la facciamo poi sarà la piazza a farci fare il prossimo scalino. Se i ragazzi saranno amati, vorrà dire che avremo fatto un bel lavoro».

LA PRIMAVERA DI DE LUCA E POMPILIO

David Sassarini: «Io sono più abituato a ricevere domande e quindi parlo solo con il cuore. Quando mi hanno proposto Varese potevo aspettare, magari una serie C, ma non potevo perché io qui venivo a vedere la serie C e la Primavera di De Luca e Pompilio, e mi ha sempre trasmesso un fascino unico. Penso che per costruire occorra tempo e serietà: metteremo tutti assieme il massimo dell'impegno. La gente, la città, la piazza ferita ci daranno la possibilità di costruire. Le mie squadre provano a fare la partita... il modulo di riferimento è un concetto un po' sorpassato. Non mi piace vedere i palloni che spariscono dal campo per difendere il risultato, mi piacciono le emozioni. Dovremo dire la verità perché la gente è intelligente: l'ho riscontrato anche a Venezia e a Pesaro».

Gianluca Porro: «Anche per me c'è emozione perché torno nel posto dove sono nato calcisticamente e a cui devo tutto per la mia carriera: sarò totalmente al servizio del mister e della società. Avrò come obiettivo la formazione dei ragazzi. E' bello avere un rappresentante della tifoseria all'interno della società. Califano aveva la nomea di essere lo scugnizzo a Perugia e sono contento di rivederlo. Per me il Varese è il primo amore».

 

Andrea Confalonieri e Gabriele Gigi Galassi


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