Tre targhe, tre nomi, tre campetti alle Bustecche. Non nomi comuni, ma qualcuno di immenso che ha giocato in "campi" (momenti, ruoli, cieli) diversi partendo da Varese e poi tornandoci, oppure rimanendoci per tutta la vita e, certamente, per l'eternità. Conta il pensiero e, quindi, il pensiero del Varese per Pietro Anastasi, Peo Maroso e Ottavio Biasibetti, per noi conta. Al di là di tutto e di tutti. Pietruzzu e il Peo meriterebbero uno stadio, mentre per contenere l'anima di Ottavio non basterebbero tutti i campetti della città ma, intanto, quel che conta è che il Varese ha pensato a loro. E noi oggi siamo felici. Perché senza memoria non esiste presente, né futuro.
Il comunicato del club biancorosso
Radici profonde, nuovi orizzonti
Ci sono nomi che non sono semplici parole, ma fondamenta. alle Bustecche, il futuro del calcio varesino poggia da oggi sulle spalle dei nostri giganti.
Il campo Pietro Anastasi, per chi è partito da qui per incantare il mondo con la grazia del "Pelé bianco".
Il campo Pietro Maroso, per chi del Varese è stato l’anima, il difensore e la guida.
E il campo Ottavio Biasibetti, per l’eleganza e la visione di chi ha saputo stare a contatto con i nostri giovani
Tre campi, tre storie, un unico intento: insegnare ai giovani che calpesteranno questo prato che la maglia biancorossa è un onore da guadagnare ogni giorno. Benvenuti dove la storia diventa futuro.














