/ Cronaca

Cronaca | 11 luglio 2020, 14:33

Esche avvelenate contro cani e gatti. Per scoprirle entra in azione Puma, il "cane carabiniere"

Dopo la segnalazione sui social di sospetti casi di avvelenamento di cani e gatti, sono stati bonificati alcuni comuni del Varesotto grazie all’intervento delle unità cinofile antiveleno dei Carabinieri Forestali e di un pastore belga addestrato

Esche avvelenate contro cani e gatti. Per scoprirle entra in azione Puma, il "cane carabiniere"

Intervento dei carabinieri per mettere un freno al triste fenomeno delle esche avvelenati con cui ignoti mettono a rischio la vita degli animali domestici. Un fenomeno purtroppo ben presente anche nel Varesotto, che spesso solleva rabbia e indignazione tra i cittadini. 

Nei giorni scorsi sono apparse sui gruppi “social” di residenti in diversi comuni della provincia di Varese alcune segnalazioni relative a sospetti casi di avvelenamento di cani e gatti. I carabinieri del Comando Provinciale di Varese e del Gruppo Carabinieri Forestale di Varese, pur non avendo ricevuto al momento alcuna denuncia ufficiale, hanno voluto intervenire per prevenire fenomeni di questo genere. E lo hanno fatto con un attento monitoraggio con perlustrazione delle aree interessate, molte delle quali munite di videosorveglianza, ed un'azione bonifica. 

Allo scopo è stata allertata l’Unità cinofila Antiveleno dei Carabinieri Forestali di Verbania, una delle due operative sul territorio piemontese, che ha messo a disposizione Puma, un "carabiniere a quattro zampe". Si tratta di un bellissimo esemplare di pastore belga malinois di 9 anni. Puma ha un incarico molto speciale: è appositamente addestrato per fiutare e scovare esche avvelenate che potrebbero uccidere altri animali.

Abbandonare esche o bocconi avvelenati in qualsiasi contesto territoriale costituisce reato, in quanto la legge tutela l’incolumità e il benessere degli animali e il codice penale prevede i reati di uccisione e maltrattamento di animali, con pene che possono arrivare fino a due anni di reclusione nel caso di uccisione di animali con crudeltà e senza necessità.

Il primo intervento è scattato nei comuni di Gerenzano, Uboldo, Origgio in alcune zone segnalate dai residenti, dove erano state abbandonate, in strade e parchi urbani, delle esche. Le aree sono state bonificate senza trovare esche avvelenate.  Nei prossimi giorni continueranno le perlustrazioni delle pattuglie delle Comando Provinciale di Varese, sempre con il determinante supporto dei Carabinieri Forestali e di Puma, e saranno bonificate altre aree segnalate in provincia, tra cui alcune zone di Gallarate, Caronno Pertusella e Cazzago Brabbia.

L’uso delle esche avvelenate è un fenomeno tristemente noto e riguarda sia animali selvatici che da affezione, spesso vengono colpite anche specie particolarmente protette o a rischio di estinzione come l’orso, il lupo, il gipeto, l’aquila, il grifone, il nibbio, ma anche animali selvatici più comuni come la volpe, il tasso e il riccio.

Le esche avvelenate in natura hanno effetti devastanti sulla già compromessa e sempre più minacciata biodiversità delle specie. Il veleno non sceglie le sue vittime e gli animali tendono facilmente ad ingurgitare qualsiasi cosa gli si presenti davanti, tra cui bocconi preparati e posizionati da hoc. Questi bocconi vengono preparati da soggetti senza scrupoli e contengono all’interno sostanze come la stricnina, veleno per topi, per lumache, l’antigelo usato per le auto o addirittura nei casi più crudeli, sono state trovate polpette riempite con chiodi, vetri, lame, viti ed ogni tipo di oggetto atti a ferire gravemente le povere bestiole causandone la morte tra atroci sofferenze.

I “moventi” di questi reati possono vari: ad esempio possono essere legati alla pastorizia se prendono di mira il lupo e altri predatori selvatici che potrebbero nuocere alle greggi oppure si sono registrati casi di semplici ritorsioni verso i proprietari di animali domestici.

I Carabinieri Forestali grazie al progetto europeo LIFE  “Wolfalps” dispongono di 12 Unità Cinofile Antiveleno distribuite sul territorio nazionale, dotate di cani e conduttori appositamente formati e addestrati per rinvenire bocconi ed esche avvelenate e carcasse di animali deceduti a causa del veleno, prima che altri animali possano inconsapevolmente cibarsene.  

Quella composta da Puma ed il suo conduttore-collega ha sede nella provincia di Verbania ma, su richiesta, interviene per perlustrazioni anche in Lombardia, collaborando anche alle indagini. Con il nuovo Progetto Life Wolf Alps UE, recentemente avviato, è prevista – per il prossimo futuro - l’istituzione di ulteriori Unità Cinofili Antiveleno dei Carabinieri Forestali in altre regioni d’Italia, inclusa la Lombardia. 

Ancora una volta è stato determinante il concorso tra i carabinieri dell’arma territoriale e dei carabinieri forestali, vero valore aggiunto per la tutela delle nostre risorse naturali ed ambientali. 

 

Redazione

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore