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Basket | 10 giugno 2020, 09:23

Basket, che Varese sarà? Due colpi segnati, un terzo in arrivo e un sogno irrealizzabile. Tre in "forse", uno è Tambone

Sognando Toney Douglas, difficile rivedere Simmons: interessa Cannon. La scommessa De Nicolao junior, Strautins erede di Peak e Carter: il suo back-up dovrebbe essere De Vico. Matteo Tambone non è più un punto fermo: ecco perché. Mayo o non Mayo? Ferrero eterna bandiera

A proposito di punti fermi: a questa categoria non appartiene più Matteo Tambone. Vi spieghiamo perché

A proposito di punti fermi: a questa categoria non appartiene più Matteo Tambone. Vi spieghiamo perché

Due colpi già segnati. Un terzo in arrivo (ma non ancora sicuro). Due giocatori in forse, anzi tre: sul piatto c’è l’“affaire” Tambone. E poi un sogno, irrealizzabile. 

Ecco il punto sul mercato della Pallacanestro Varese 2020/2021, cimento che sta impegnando i giorni della triade Caja-Conti-Bulgheroni.
Istruzioni per la lettura:
1) Il budget per costruire la squadra che verrà è in ovvia contrazione rispetto a quello dell’anno passato, di quanto ancora non si sa: la misura esatta la daranno le decisioni che il basket italiano prenderà sulla questione capienza dei palazzetti e le conferme o le disdette sul fronte sponsor (ma anche, in positivo, eventuali novità reperite dal nuovo corso societario sul fronte del marketing, impostato dal neo cda);
2) A chiunque, ai vecchi giocatori e a quelli nuovi, così come allo staff tecnico, la società ha chiesto un sacrificio sul piano economico: i contratti dell’era pre-Covid 19 non hanno più modo di essere né onorati, né firmati. Da qui non si torna più indietro, perché non si può farlo: parte di ciò che leggerete ne è dunque la conseguenza;
3) All-in sulla formula 5 giocatori di formazione italiana+5 giocatori di formazione non italiana: minori costi (dieci contratti da depositare invece che dodici e risparmio sulla luxury tax propria di chi scegli 6 “stranieri”) e tentativo di dare un’identità più marcata a un collettivo che avrà meno mestieranti con la valigia.

PLAYMAKER 

A oggi il punto fermo è un volto inedito e partirà dalla panchina: si chiama Giovanni De Nicolao, la nuova scommessa di Attilio Caja e del gm Andrea Conti. Fratello dell’Andrea che entusiasmò i tifosi per due anni (il primo fu quello degli Indimenticabili) tra il 2012 e il 2014, De Nicolao jr arriva da Agrigento, in A2, e ha firmato con la società biancorossa un contratto di due anni garantiti più un’opzione per un terzo. Ventiquattro anni appena compiuti, più alto e strutturato del fratello, il neo acquisto ha un tiro da fuori ancora da costruire (26% da 3 nell’ultima stagione…), ma assomiglia all’illustre congiunto per la predisposizione alla fase difensiva

Capitolo titolare: Mayo o non Mayo? All’altalenante Josh della scorsa stagione è stata proposta una forte riduzione dello stipendio relativo al secondo anno di contratto che lo lega a Varese. E la comunicazione ufficiale alla sua agenzia è stata fatta ormai 10 giorni fa: finora non è arrivata alcuna risposta. La Openjobmetis, che lo terrebbe anche volentieri, è categorica nelle intenzioni: rimane solo alle nuove condizioni.

GUARDIA

A proposito di punti fermi: a questa categoria non appartiene più Matteo Tambone. La situazione va spiegata. Tecnicamente la sua conferma in biancorosso non è mai stata e non è in discussione, ma anche per lui deve valere una revisione economica dei termini contrattuali in virtù del modificato contesto generale e varesino. Pertanto al play/guardia romano classe 1994 è stata offerta un’estensione del contratto in scadenza nel 2021, con annesso - però - decremento degli emolumenti. Anche qui sono passati dieci giorni dalla proposta datoriale: l’agente del giocatore ne avrebbe chiesti ancora un altro paio per riflettere. La certezza è comunque una: anche in caso di divorzio da Tambone, Pallacanestro Varese non tornerà indietro sulla strada del 5+5

Il sogno per lo spot di “2” in quintetto rimane Toney Douglas, cui sono bastati quattro allenamenti a fine febbraio per “stregare” Attilio Caja (impresa decisamente non facile…). L’americano, tuttavia, a oggi è lontanissimo da Masnago e non parliamo di geolocalizzazione: le sue richieste sono troppo alte.

ALA PICCOLA

Il puzzle, a metà tra il canestro e l’arco, è quasi completato. Quasi. C’è l’erede di Peak e Carter (il secondo, peraltro, mai potuto ammirare sul campo dai supporter del Lino Oldrini, così come Douglas…) ed è il lettone di formazione italiana (e quindi schierabile come tale) Artūrs Strautiņš. Un metro e 98 centimetri di altezza per cento chili, la nuova ala è stata il primo vero investimento del mercato varesino 2020/2021, con tanto di accordo anche in questo caso triennale (2+1, per l’esattezza). L’età, 22 anni non ancora compiuti, intriga parecchio, così come il ricordo di alcuni suoi sprazzi a Trieste due stagioni fa: all’Artiglio il compito di forgiarlo.

Il suo “back-up” dovrebbe rispondere al nome di Niccolò De Vico, già cercato alcune estati or sono (e all’epoca le sue quotazioni erano ben più in ascesa di oggi, tanto da essere concupito da Reggio Emilia…) e proveniente da Cremona. Il condizionale, tuttavia, è ancora d’obbligo: l’uscita dall’1+1 pregresso che lo lega alla Vanoli pare abbastanza complessa.

Proprio ieri sono arrivati i saluti a Nicola Natali. Un addio di quelli che sanno essere tristi e grati insieme: il 31enne toscano mancherà come atleta, sempre pronto a dare una mano e a sfidare i suoi limiti, e mancherà come persona, sensibile, intelligente e disponibile come poche altre. 

ALA FORTE

I nomi fatti fino a oggi per il quintetto (Ryan Luther e Andrejs Gražulis) sono, appunto, solo nomi. O idee, o sogni: mettetela come volete. Al progetto titolare si lavorerà, davvero, probabilmente solo quando altri nodi saranno stati sciolti. 

Il cambio, invece, lo conosciamo bene e per il sesto anno vestirà la canotta prealpina. Giancarlo Ferrero si conferma una bandiera del massimo sodalizio cestistico cittadino, ma anche lui - proprio come tutti - ha dovuto sottostare alle nuove “regole”: a differenza di Tambone, con il mancino di Bra l’accordo è già stato trovato

CENTRO

Va scritto chiaro: la Openjobmetis non può più permettersi di onorare il residuo anno di contratto siglato da Jeremy Simmons nell’estate 2019. Per di più, il giocatore pare avere gli occhi addosso di più di un club straniero, con in prima fila i turchi del Tofas Bursa. Entro il 30 giugno, quindi, Simmons potrà uscire dal vincolo che lo congiunge a Varese e accettare la corte di un’altra squadra, ma - qualora non dovesse farlo - la società biancorossa imporrà anche a lui una rinegoziazione del rinnovo (che non sarebbe dunque più “automatico”). Sommato tutto, sarà difficile rivederlo sul parquet dell’Enerxenia Arena fra due mesi.

Negli ultimi giorni si è fatto strada l’interesse per Jalen Cannon, atleta made in Usa che in Italia ha militato tra le fila prima di Agrigento e poi di Rieti. Lottatore, buon tiratore frontale, fisico più da ala forte che da centro: se Varese dovesse provare a prenderlo (ed effettivamente proverà a prenderlo) potrebbe non essere solo per fargli fare la panchina…

Fabio Gandini


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