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Varese | 28 maggio 2020, 06:50

Movida a Varese, oggi si decide. Paolo Zanforlin (Aime e UvaRara): «Proposte ragionevoli e condivisibili, anche i locali del centro meritano ascolto»

In mattinata il sindaco si confronterà con le forze dell'ordine prima di decidere regole e orari della movida varesina: sul tavolo ci sono il documento dei 16 locali tra Piccola Brera e corso Matteotti e quello delle associazioni di categoria.

Movida a Varese, oggi si decide. Paolo Zanforlin (Aime e UvaRara): «Proposte ragionevoli e condivisibili, anche i locali del centro meritano ascolto»

I sette punti per una movida sana e sicura presentati al sindaco da Confesercenti e Confcommercio per scongiurare provvedimenti restrittivi nei confronti dei bar cittadini (leggi QUI), portano in realtà la firma anche di un'altra associazione di categoria come Aime, rappresentata da Paolo Zanforlin, titolare dell'UvaRara.

Il documento, però, non è stato accettato né riconosciuto dalla maggior parte dei locali del centro, riuniti in un comitato indipendente, poiché giudicato troppo restrittivo, non corrispondente alle reali esigenze della categoria (leggi QUI) e impossibile da realizzare nella pratica. Da qui la decisione di Aime, che ieri ha riunito il suo direttivo provinciale con il suo direttore Gianni Lucchina proprio per discutere della questione, di aprirsi al confronto e invitare il sindaco a tenere in considerazione anche alcune di queste ultime proposte, seppur non arrivino da un organo ufficiale.

«L'argomento è molto delicato e mette sul piatto della bilancia sostanzialmente due elementi: la salvaguardia della salute delle persone e il loro diritto al lavoro - spiega Paolo Zanforlin - Quando ho sottoscritto e collaborato alla stesura del documento ufficiale presentato al sindaco, ci si è concentrati solo sulla sicurezza, ma i dati sull'andamento dei contagi sono talmente incoraggianti che l'ago della bilancia pende ora in favore del sostegno al diritto al lavoro. Pur non appartenendo ad alcuna associazione e non avendo una rappresentanza all'interno del tavolo che si è costituito con l'amministrazione e le forze dell'ordine, le richieste formulate dai bar del centro meritano quindi di essere prese in considerazione».

Quella di Aime non è una marcia indietro, «ma una presa di coscienza - precisa Zanforlin - La disponibilità all'ascolto dimostrata dall'amministrazione, e in particolare dall'assessore Ivana Perusin, merita di essere ripagata con una risposta che sia realmente espressione delle necessità della categoria dei pubblici esercenti, a maggior ragione se arriva da quelli che sono direttamente interessati dalla problematica che si vuole risolvere».

Gli “indipendenti”, come sono stati soprannominati i 16 bar distribuiti tra la Piccola Brera e corso Matteotti, si sono resi disponibili a collaborare con le forze dell'ordine nel garantire il rispetto delle regole in materia di contenimento dei contagi da Coronavirus, anche assumendo personale di sicurezza privata, ma non accettano le forti limitazioni contenute nelle proposte delle associazioni di categoria, a cominciare dal blocco del servizio d'asporto.

«Alcune proposte sono condivisibili e ragionevoli - aggiunge Zanforlin - Invito quindi il sindaco a dar loro il peso che meritano e a tenerle in considerazione nel decidere che ne sarà del futuro di questi esercenti e delle loro attività». Aime precisa inoltre che il rispetto delle normative rimane prioritario, come la tolleranza zero per gli esercenti furbetti e per i giovani/avventori che non rispettano le disposizioni del momento

Tra poche ore infatti Galimberti si confronterà con le forze dell'ordine e poi comunicherà le nuove disposizioni in materia di contenimento della movida. Tra le opzioni c'è anche quella che prevede la chiusura totale dei bar o l'apertura fino alle 22.


Valentina Fumagalli

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