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Attualità | 17 maggio 2020, 14:35

COSI' IN VENETO. Tutta la verità di Zaia: «Ordinanza pronta ma aspetto il decreto. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo»

In attesa del decreto governativo, e quindi anche dell'ordinanza della Regione Lombardia con le indicazioni ufficiali di chi riapre domani e in che modo può farlo, in Veneto ha parlato Zaia facendo un po' di chiarezza, dal rapporto con il governo alle mascherine obbligatorie (accade lo stesso nella nostra regione) e alle multe

COSI' IN VENETO. Tutta la verità di Zaia: «Ordinanza pronta ma aspetto il decreto. Le sorprese sono sempre dietro l'angolo»

In attesa dell'ordinanza della Regione Lombardia, le parole del governatore del Veneto Luca Zaia provano a fare un po' di chiarezza sull'impasse e sul perché a meno di 24 ore dalle annunciate riaperture mancano ancora decreto governativo e ordinanze regionali firmate con tutte le modalità delle riaperture e con la liste completa di chi potrà rialzare subito la saracinesca (in Veneto, per esempio, potranno farlo anche palestre, piscine, mercati e impianti sportivi anche al chiuso; i centri commerciali solo di domenica). Zaia ricostruisce cosa è successo la scorsa notte, il perché dell'ultimo duro confronto tra Regioni e governo, e anche cosa accadrà una volta in cui arriverà il decreto firmato. 

Il Veneto ha pronte le proprie linee guida, e Zaia le ha già presentate, ma prima di firmare la nuova ordinanza («Le sorprese sono sempre dietro l'angolo») attende di leggere nel dettaglio il decreto governativo. 

In caso di focolai, si tornerà indietro con nuove chiusure. 
Per quanto riguarda lo scontro notturno con il govenro, Zaia ha detto che la bozza del Dpcm non conteneva le linee guida su cui venerdì si era trovato l'accordo tra regioni e governo: «Conte si è presentato verso l'una di notte con Boccia - racconta - Da qui si è aperta una discussione importante nella quale noi governatori abbiamo portato avanti le nostre ragioni. Alla fine le linee guida verranno recepite nel Dpcm e verranno allegate allo stesso, cosa che non c'era prima. Oggi dobbiamo ricevere il Dpcm definitivo».

«Chi aprirà il Dpcm, vedrà cosa si può fare e cosa no secondo il governo, ci saranno delle date, che arrivano fino al 15 giugno con le aperture dei teatri, dei cinema e dei parchi divertimento. Nel frattempo oggi dobbiamo attendere il Dpcm definitivo nel quale c'è questa intesa: linee guida citate nelle prime righe, e allegate da subito, che quindi fanno testo. Ovvio che è una grande assunzione di responsabilità da parte delle Regioni».

«In questi 90 giorni abbiamo sempre dialogato con correttezza, il governo paga lo scotto di non vedere di buon occhio l'autonomia delle Regioni. Quindi vanno sempre avanti con il freno a mano tirato. Spesso queste incomprensioni nascono dal retropensiero che l'autonomia tolga potere, invece l'autonomia dà responsabilità. Conte, tuttavia, ha ringraziato più volte le Regioni. Dice che serve una revisione costituzionale del rapporto Stato-Regioni? Intendiamola pensando che vuole darci l'autonomia, e questa vicenda sanitaria ha dimostrato l'importanza di questa partita».

«Noi non siamo degli irresponsabili. Infatti nel Dpcm viene chiesto di valutare la condizione epidemiologica dei territori. Noi le scelte le compiamo con il nostro dipartimento di prevenzione accanto».

«Oggi vi dico che l'ordinanza del Veneto è scritta, aspetto in via prudenziale di vedere il testo di Roma, immagino che nel giro di poco arrivi il nuovo Dpcm del governo»
 
«Nella nostra ordinanza abbiamo un primo punto: i dispositivi di protezione individuale sono obbligatori - così come in Lombardia, mentre nel decreto sono "fortemente consigliati" - con multe da 400 euro a 3mila euro (salvo chi fa attività fisica intensa, i minori di 6 anni, i disabili o persone con comprovati motivi)».

«In queste ultime 24 ore abbiamo ricevuto foto di persone senza mascherine nel centro delle città, forse non ci siamo capiti: senza mascherina si va a una ricaduta. Spostamenti: sempre all'interno del territorio regionale, decadrà dal 3 di giugno (fatto salvo l'accordo fra regioni, noi lo abbiamo fatto con Trento e Friuli Venezia Giulia)».

«Se un turista arriva qua ha un trattamento eccezionale e gratuito. Il patentino di immunità che vuole la Sardegna? Il Pil turistico in sardegna vale il 18% del totale sardo. Il tema della patente è questo: se fai il test sierologico a una persona e la trovi negativa, è una persona che potenzialmente può ammalarsi. Il tampone? Ha una finestra di almeno 7 giorni, quindi potrebbe essersi infettato. E' tutto molto complicato».

PER QUANTO RIGUARDA IL VENETO: COSA RIAPRE

(L'ordinanza vale in Veneto fino alla mezzanotte del 2 giugno, le multe saranno versate nel conto regionale per il contrasto al Coronavirus)

Ristorazione (bar compresi e tutti quelli che somministrano cibo, alimenti e bevande)
Stabilimenti balneari
Centri commerciali: riaprono la domenica
Strutture ricettive (alberghiere ed extra alberghiere)
Rifugi alpini
Campeggi
Servizi alla persona (parrucchieri, estetiste, barbieri)
Commercio al dettaglio (senza alcuna esclusione)
Mercati, mercatini degli hobbisti e dell'antiquariato
Ambulanti
Uffici
Autoscuole
Teatri aperti senza pubblico (prove e allestimenti)
Piscine pubbliche e private anche in strutture come alberghi, campeggi e condominiali
Palestre pubbliche o private (anche con attività a corsi, ma senza contatto fisico)
Impianti sportivi all'aperto con strutture al chiuso e servizi comuni, spogliatoi e altro
Manutenzione del verde
Musei, archivi e biblioteche
Parchi zoologici e riserve naturali
Giardini botanici
Trasporto pubblico locale
Impianti a fune (seggiovie)
Attività scolastiche e formative professionali
Tirocini professionale
Funzioni religiose
Cimiteri

Restano sospese dalla riapertura in Veneto tutte le attività dei centri termali, fatta eccezione per le cure sanitarie, parchi divertimento, tatuatori e trattamenti con bagno turco, sauna e attività termali.

Nell'ordinanza del Veneto sono inseriti anche orari e giornate di apertura per dare flessibilità alle attività.

Redazione

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