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Varese | 07 maggio 2020, 06:50

VIDEO. Romaniello chiama in diretta il patron Milanese: «Abbiamo dei sogni da realizzare assieme»

Vito Romaniello è intervenuto dall'ospedale di Circolo durante la diretta di VareseNoi con il patron Claudio Milanese. «Sono qui grazie all'intuito del professor Severgnini. Ho recuperato il 50% della mobilità, ora il resto». Milanese: «Torneremo a riabbracciarci, appuntamento tra un mese per una pizza al Sacro Monte»

VIDEO. Romaniello chiama in diretta il patron Milanese: «Abbiamo dei sogni da realizzare assieme»

Vito Romaniello ha detto "sì" con uno dei suoi slanci irrefrenabili e ha voluto esserci a tutti i costi. Nonostante sia ancora in riabilitazione nel reparto di pneumologia dell'ospedale Circolo, il giornalista varesino che ha sconfitto il Coronavirus dopo due mesi di battaglia durissima ha voluto dare testimonianza della sua tempra, di cui nessuno di noi ha mai avuto dubbi, intervenendo in diretta audio durante la chiacchierata del nostro giornale con l'amico imprenditore e patron Claudio Milanese. Che lo ha accolto così: «Ciao Vito, un abbraccio».  

E’ stata una battaglia incerta e dolorosissima quella contro il Covid-19, «anzi io non ho avuto il Coronavirus – ha detto Vito – Ho avuto una malattia polmonare, perché è stata la tenacia con cui il professor Paolo Severgnini (primario del reparto di Anestesia e Rianimazione Cardiologica) ha voluto trattare il virus in questo modo che mi ha salvato. Il polmone era massacrato e quando la logica voleva che si cambiasse terapia, passando a una tracheotomia, lui si è imposto e ha avuto ragione. Ha scommesso tutto sulla mia voglia di lottare e adesso grazie a lui, alla sua insistenza a al suo intuito, sono qui a raccontarlo. Sono salvo grazie a una scelta umana, non ai protocolli». 

Il professor Severgnini ha scommessa sulla tempra di Vito («Guardate che bestia d'uomo», diceva), il terzo ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Circolo («I primi due purtroppo non ce l'hanno fatta») e il primo a spuntarla sul virus tanto da essere ora qui a raccontarlo. Non senza complicazioni: «So che la strada è ancora lunga – ha detto "con la voce un po' impastata per cui mi scuso: devo ancora recuperare il tono da telecronaca" – Dopo due mesi tra la vita e la morte ti risvegli in un corpo che non si muove più. Ho recuperato il 50% della mobilità e per le prossime quattro settimane lavorerò per fare il resto».

A muoverlo una nuova consapevolezza, «quella di essere un uomo fortunato», e l’entusiasmo dei 986 messaggi ritrovati su  WhatApp. «Non sono un cacciatore di like ma ho trovato sul telefono messaggi incredibili. Sono rimasto commosso delle tante e sincere manifestazioni di affetto che ho ricevuto». Tra cui quelle di Claudio Milanese, amico di vecchia data. «Quando sei lì, in semi incoscienza, la mente divaga e riaffiorano i ricordi. Più volte mi è capitato di ripensare ai momenti incredibili che abbiamo vissuto insieme e ai sogni di cui abbiamo parlato e che ancora dobbiamo realizzare».

Se ne parla tra un mese almeno, ma l’appuntamento è fissato: «Ci vedremo presto per una pizza al Sacro Monte  - ha promesso Milanese – perché i sogni condivisi si possono rinnovare, e torneremo ad abbracciarci, magari davanti ad un gol della mia Solbiatese». 

Valentina Fumagalli

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