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Sport | 04 settembre 2019, 23:08

«Udovicich, è stato un onore giocarti contro in Varese-Novara. In campo facevi paura ma eri una grande persona»

Vito De Lorentiis, grande cuore del centrocampo biancorosso (95 presenze e 17 reti in B), ricorda il leggendario stopper del Novara scomparso oggi con queste parole e una foto magnifica

La straordinaria foto con cui Vito De Lorentiis, grande cuore biancorosso, ha ricordato l'imponente e leggendario stopper novarese Udovichich che lo stritola in un vecchio Varese-Novara

La straordinaria foto con cui Vito De Lorentiis, grande cuore biancorosso, ha ricordato l'imponente e leggendario stopper novarese Udovichich che lo stritola in un vecchio Varese-Novara

Un nome che da solo profuma di leggenda: Udovicich. Un'icona del calcio vero. Un simbolo del Novara. Un avversario imponente, regale e leale. E infatti Vito De Lorentiis, purissimo cuore del centrocampo biancorosso (95 presenze e 17 reti in B con il Varese), lo ha ricordato postando una magnifica foto su Facebook in cui è stretto nella morsa d'acciaio del mastodontico difensore del Novara, scrivendo queste parole: «E' stato un onore da ragazzino giocarti contro in Varese-Novara: grande Udovicich. R.I.P.». E aggiungendo poi: «In campo faceva paura ma era una grande persona».

Se n’è andato all’età di 79 anni Giovanni “Nini” Udovicich, icona del Novara calcio, vero e proprio emblema del “vecchio cuore azzurro”.
Nato a Fiume, in Croazia, nel 1940, fuggì esule in Italia al seguito della sua famiglia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e si stabilì a Novara nel 1946.

Fisico statuario, figura imponente anche per la calvizie che lo contraddistingueva anche in età giovanile, Nini Udovicich iniziò a giocare a calcio nelle giovanili del Novara, e nel 1958 esordì in prima squadra nel ruolo di stopper. Indossò la maglia azzurra per diciannove campionati consecutivi, record assoluto per un giocatore in una singola squadra con 516 presenze e dieci reti, di cui 386 presenze e 8 reti in serie B.
Marcatore implacabile al centro della retroguardia, andava fiero di aver fermato centravanti solitamente immarcabili per un difensore di una provinciale.

Terminò la sua carriera nel 1976, a 36 anni, per la rottura del menisco.
La sua figura è talmente legata all’affetto dei tifosi novaresi che l’immagine del suo profilo compare anche su numerose bandiere che sventolano allo stadio Piola.

Redazione

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