Un investimento di oltre 300 mila euro volto a favorire l'autonomia e l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. È questo il valore complessivo del progetto “A.L.I. Aperte al territorio”, che vede Sesto Calende nel ruolo di Comune capofila, insieme a Somma Lombardo.
Il progetto presentato negli scorsi giorni nella Sala Consigliare di Sesto Calende, dalle amministrazioni delle due città, alcune cooperative del territorio e dagli operatori del settore è stato finanziamo dall'Unione Europea e da Regione Lombardia e si svilupperà nel triennio 2026 – 2028.
Un obiettivo importante e di alto valore che mira a creare non solo nuove opportunità di crescita personale e professionale a giovani adulti e persone con disabilità, anche acquisita, ma anche percorsi di formazione, potenziamento delle competenze e inserimento nel mondo del lavoro. Un focus speciale, infatti, sarà dedicato anche alle famiglie in particolare delle scuole superiori, per preparare i ragazzi in uscita dal mondo scolastico e aiutare i famigliari nel percorso di crescita.
«È un onore presentare un progetto che ha un grande valore, perché nasce per le persone ed è costruito con le persone – ha sottolineato la sindaca di Sesto Calende, Elisabetta Giordano, anche presidente dell'Assemblea dei Sindaci del Piano di Zona –. È un progetto che si è costituito in una rete ed è questa la sua forza. Coinvolge la Regione, il Piano di Zona, le cooperative e le associazioni del territorio. È una grande opportunità per chi vive una condizione di fragilità. Poter aumentare la propria autonomia personale è importante ed è un dono prezioso che stiamo cercando di riconoscere alle persone con fragilità».
Un valore, quello della collaborazione tra territori, ribadito anche dalla vicesindaca di Somma Lombardo, Manuela Scidurlo, che ha evidenziato: «Questo è un traguardo fondamentale, non solo una semplice iniziativa. È un traguardo perché mette insieme due ambiti territoriali, Somma e Sesto, e rappresenta un’alleanza che va oltre i confini del singolo comune. Creare una rete è importante e aiuta a fare di più. Qualcuno può pensare che sia un progetto molto ambizioso: sicuramente lo è, ma è anche molto concreto».
Fondamentale sarà il contributo dei servizi di inserimento lavorativo e degli enti di formazione, chiamati ad accompagnare i partecipanti nei percorsi di orientamento, acquisizione di competenze e tirocinio. Un lavoro di squadra che punta non soltanto a creare opportunità concrete, ma anche a costruire modalità di collaborazione durature, mettendo al centro le persone.














