In cima a quelle scale, dove fino allo scorso anno le mani dei bimbi lasciavano quelle dei genitori verso il grande salto della scuola, a un certo punto sono saliti Marco Ambrosetti, Elio Ramponi, Elisa Carcano, Chiara Lunati, Alessandro Cremona e Raisa Valentinuzzi.
Sono i responsabili delle sei associazioni che da oggi hanno una nuova casa, ma ancor prima sono coloro che hanno creduto nella possibilità di dare un futuro all’ex elementare Baracca di Capolago attraverso un progetto utile quanto ambizioso. Ognuno di loro ha portato con sé un pezzo di un puzzle e lo ha adagiato su un tavolo vicino all’entrata, dando forma a un mosaico al quale alla fine mancava solo un tassello: è quello pubblico, quello comunale.
A salire le scale è stato allora anche il sindaco di Varese, Davide Galimberti: è toccato a lui completare l’opera.
È con questa plastica metafora - perfettamente evocativa della coprogettazione - che stamane è stato celebrato il “progetto Baracca”, genesi della nuova “Casa delle Associazioni” di Varese. E non vanno dimenticati i volontari, il consiglio di quartiere di Capolago e tanti semplici cittadini che in qualche modo hanno dato il proprio contributo: «Questo progetto ci ha regalato una grande sorpresa: ci ha mostrato che non era sentito soltanto dalle associazioni coinvolte, ma da una comunità molto più ampia di quanto avessimo immaginato - ha dichiarato Luca Pavarin, capofila - Sono stati due anni di riunioni, documenti, lavori e confronti, ma il modo migliore per raccontarli è guardare le persone che sono qui oggi, i loro sorrisi e la soddisfazione di vedere prendere forma qualcosa che fino a poco tempo fa era soltanto un’idea. Questo dovrà essere un luogo accogliente, capace di ascoltare i bisogni del quartiere e di crescere insieme a chi lo vivrà. Guardando al futuro, immaginiamo inoltre una struttura sempre più sostenibile e autonoma anche dal punto di vista energetico».
«È un esempio concreto di coprogettazione pienamente riuscita, grazie all’iniziativa e alla sinergia tra l’amministrazione comunale e le diverse associazioni che hanno deciso di recuperare e rigenerare questo spazio, in continuità con un progetto lanciato dal Comune - ha detto invece Galimberti - Un’ex scuola che, purtroppo, era stata chiusa poco più di due anni fa per ragioni legate alla denatalità e che oggi torna a vivere come Casa delle Associazioni. Un luogo destinato non soltanto alle attività delle singole realtà associative, ma soprattutto all’incontro e alla condivisione, che la città riscopre grazie a questo percorso comune».
A nuova vita è tornata una struttura su 3 livelli con 1200 mq disponibili: a beneficiarne, come anticipato, sei realtà, ovvero la Banda Giuseppe Verdi di Capolago, Feel the Gap, In Ludo Veritas, Aido, Gruppo Folkloristico Bosino e Cooperativa di Capolago. Per ciascuna una sala dedicata, oltre a una sala polivalente che potrà essere prenotata e utilizzata anche da associazioni terze, quindi come tale aperta a tutta la comunità.




















































