È in corso da ieri mattina in Consiglio regionale la maratona di interventi del Pd e delle altre forze di opposizione sul Piano regionale della mobilità e dei trasporti, con l'obiettivo di cambiarne l'impostazione: meno autostrade inutili, più trasporto pubblico e servizi per i pendolari. Sulle criticità della provincia di Varese è intervenuto il consigliere regionale Samuele Astuti, illustrando le proprie proposte.
«Per un territorio come il nostro, la qualità dei collegamenti è fondamentale per la competitività delle imprese e per la vita delle persone – sottolinea Astuti –. La mobilità è anche una questione di uguaglianza: senza trasporti pubblici adeguati, vivere nelle aree montane, periferiche o lontane dai grandi centri diventa più difficile. Se vogliamo contrastare lo spopolamento e ridurre le disuguaglianze, dobbiamo garantire a tutti la possibilità di raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi in tempi ragionevoli».
«E per la provincia di Varese – rimarca Astuti – il primo nodo riguarda sicuramente la ferrovia. Il nostro territorio ha bisogno innanzitutto di collegamenti più rapidi e affidabili con Milano e con il resto della Lombardia, ma diverse tratte strategiche presentano ancora lunghi segmenti a binario unico che provocano colli di bottiglia e ritardi a catena. Oggi da Varese a Milano Cadorna servono almeno 57 minuti per percorrere 47 chilometri, mentre per arrivare a Porta Garibaldi occorrono almeno 52 minuti per 57 chilometri. Tempi che pesano notevolmente sulla qualità della vita dei pendolari. Per questo chiediamo di anticipare il potenziamento delle tratte Malnate-Laveno e Gallarate-Luino, anche attraverso il raddoppio dei binari e il superamento dei passaggi a livello. Oggi chi parte da Luino per raggiungere Milano può impiegare un'ora e 35 minuti per tratta: oltre tre ore al giorno per andare al lavoro o a studiare, senza considerare i ritardi. Sono interventi attesi da anni, che non possono continuare a essere rinviati».
«Anche sul fronte stradale serve un cambio radicale di approccio – prosegue il consigliere dem –: prima di immaginare nuove infrastrutture, bisogna ammodernare quelle esistenti e risolvere i problemi che rallentano il traffico e mettono a rischio la sicurezza. Chiediamo quindi di inserire nel Piano il collegamento diretto tra A60 e A8 a Gazzada Schianno, superando l'interferenza con la SP57 e la SP1: un nodo critico che crea un collo di bottiglia proprio nel punto di raccordo tra le due autostrade. Proponiamo poi l'ammodernamento e la messa in sicurezza dell'asse SS342-SP3 tra Varese, Malnate, Cantello e Gaggiolo, per migliorare i collegamenti con il confine svizzero e rispondere alle esigenze dei frontalieri, senza riproporre il progetto originario della tangenziale, che avrebbe avuto un impatto ambientale significativo. Un'altra opera che sollecitiamo da anni, per alleggerire il traffico nei centri abitati, ridurre i tempi di percorrenza e aumentare la sicurezza di automobilisti e pedoni, è il Peduncolo di Vedano Olona. Infine, chiediamo l'inserimento nel PRMT della variante alla SP1 tra Caravate, Cittiglio e Laveno, salvaguardandone il tracciato. È un intervento atteso da oltre quindici anni, fondamentale per liberare i centri abitati dal traffico pesante, garantire un accesso adeguato alla zona industriale del Pradaccio e migliorare i collegamenti verso il Lago Maggiore. La tenuta di presidi industriali anche nelle aree di confine o extra urbane passa anche da infrastrutture adeguate».
«Il Piano regionale dovrebbe indicare una strategia per il futuro della Lombardia, ma oggi non dà risposte adeguate alle esigenze dei territori. Per la provincia di Varese non possiamo continuare a rinviare opere necessarie per i pendolari, per i frontalieri e per le nostre imprese. La mobilità è un fattore decisivo per la competitività e per ridurre le disuguaglianze territoriali e la Regione deve dimostrare di voler affrontare questi problemi, a partire dalle infrastrutture che servono davvero», conclude Astuti.














