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Territorio | 07 ottobre 2026, 17:53

Esecuzioni immobiliari, Busto è tra i tribunali più veloci d’Italia

Con 2,10 anni di durata media, il Tribunale di via Volturno è terzo in Italia per tempi di definizione. Il dato positivo sulle esecuzioni immobiliari si contrappone alle criticità ancora pesanti del Giudice di pace di Busto, con sede a Gallarate, alle prese con carenza di personale, procedimenti pendenti e tempi lunghi

Esecuzioni immobiliari, Busto è tra i tribunali più veloci d’Italia

Busto Arsizio sul podio nazionale per la velocità delle esecuzioni immobiliari. Nel 2025 il Tribunale di Busto Arsizio si è classificato al terzo posto in Italia per i tempi di definizione delle procedure, con una durata media di 2,10 anni. Meglio hanno fatto soltanto Trieste, con 1,56 anni, e Gorizia, con 1,65. Alle spalle di Busto si trovano invece Ferrara, con 2,15 anni, e Bolzano, con 2,44.

Il dato emerge dalla decima edizione dello «Studio dei Tempi delle Esecuzioni Italiane», l’analisi annuale dell’Associazione T6 – Tavolo di Studio sulle Esecuzioni Italiane, realizzata con il supporto di Federico Cecconi, ricercatore presso il CNR e membro del Consiglio direttivo T6, e Laura Pelucchi, partner di La Scala Società tra Avvocati e referente della commissione esecuzioni dell’associazione.

Il risultato di Busto si inserisce in un quadro nazionale che evidenzia una progressiva riduzione dei tempi delle procedure. Nel 2025 la durata media in Italia è scesa a 4,85 anni. Un miglioramento contenuto, ma che conferma il percorso di efficientamento del sistema. Nello stesso tempo, però, sono diminuite le procedure definite: 46.319 fascicoli conclusi, il 10,8 per cento in meno rispetto al 2024, la contrazione più marcata dell’ultimo quadriennio.

Un dato che va letto anche alla luce della diminuzione complessiva dei volumi, legata sia al calo delle nuove iscrizioni sia alla riduzione delle procedure pendenti. A pesare maggiormente sulla durata resta la fase della vendita, che rappresenta la componente più lunga dell'intero procedimento: 1.022 giorni, contro i 648 della fase di avvio e i 438 della distribuzione.

Nel dettaglio, le procedure concluse nel 2025 con aggiudicazione e riparto sono state 24.531, pari al 53 per cento del totale, in calo rispetto alle 28.098 del 2024. Le procedure transattive sono state invece 14.069, il 30 per cento del totale, contro le 16.729 dell'anno precedente. Notevole la differenza nei tempi: per le procedure concluse con aggiudicazione e riparto servono mediamente 6,14 anni, mentre quelle transattive si chiudono in 3,59 anni, in miglioramento rispetto ai 3,69 del 2024.

Anche guardando alle procedure iscritte dal 2015 emerge un quadro di miglioramento. L'89 per cento dei fascicoli definiti nel 2025 riguarda infatti procedure avviate nell'ultimo decennio e, per quelle concluse con vendita giudiziale, la durata media scende da 6,14 a 4,80 anni. Un risultato che, secondo lo studio, riflette anche gli effetti delle riforme, della digitalizzazione e della crescente professionalizzazione degli operatori.

«La nuova edizione dello Studio dei Tempi e delle Esecuzioni Italiane restituisce un quadro in miglioramento, con una graduale riduzione dei tempi delle procedure – osserva Federico Cecconi, professore CNR e coordinatore del Comitato scientifico dell'Associazione T6 –. Al contempo, aspetti come il peso della fase di vendita, che costituisce la componente più rilevante del tempo complessivo dell'esecuzione, e i divari territoriali mostrano che il percorso non è concluso, per cui è importante continuare a lavorare per accompagnare l'evoluzione del sistema».

Sulla stessa linea Laura Pelucchi: «Per il futuro sarà fondamentale consolidare i risultati raggiunti e intervenire sui fattori che incidono maggiormente sulla durata delle procedure, favorendo la diffusione di buone pratiche che hanno già dimostrato efficacia. L'obiettivo è un sistema delle esecuzioni sempre più efficiente e omogeneo, per garantire tempi ragionevoli e prevedibili, senza compromettere qualità, efficacia e garanzie».

Per il territorio, dunque, il dato di Busto Arsizio rappresenta un elemento positivo all'interno di una fotografia nazionale ancora caratterizzata da differenze significative tra i diversi uffici giudiziari. La distanza tra la media italiana di 4,85 anni e i 2,10 anni registrati a Busto mette in evidenza una performance particolarmente favorevole, pur nel quadro di un sistema che continua a confrontarsi con la necessità di ridurre ulteriormente i tempi delle procedure.

Il dato positivo sulle esecuzioni immobiliari si contrappone alle criticità ancora pesanti del Giudice di pace di Busto Arsizio, con sede a Gallarate, alle prese con carenza di personale, procedimenti pendenti e tempi lunghi. L’arrivo di tre nuovi assistenti giudiziari a inizio 2026 ha rappresentato un primo passo, ma non è bastato a risolvere le difficoltà strutturali dell’ufficio.

Redazione

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