Nel 2023 la Lombardia ha registrato 540 segnalazioni di eventi avversi successivi alla vaccinazione. Per quanto riguarda quelle contro il Covid, dal 2022 a oggi sono state presentate 277 istanze di indennizzo, 28 delle quali hanno ottenuto un giudizio favorevole da parte delle commissioni mediche ospedaliere.
Sono i dati forniti questa mattina al Pirellone dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.
I numeri sono stati così contestualizzati dall’esponente della giunta Fontana: le 540 segnalazioni del 2023 fanno della Lombardia la terza Regione italiana per numero assoluto di segnalazioni. «Tuttavia – ha aggiunto Bertolaso –. Rapportando il dato alla popolazione residente, il tasso di segnalazione è pari a 54 casi per milione di abitanti, inferiore a quello registrato in Veneto, Puglia e Friuli Venezia Giulia. Il 68,5 per cento delle segnalazioni deriva dalla farmacovigilanza spontanea e il 30,9 per cento da progetti di farmacovigilanza attiva».
L’assessore ha ricordato che per quanto riguarda «gli eventuali danni permanenti da vaccinazione, la legge 210 del 1992 prevede specifiche forme di tutela economica per i soggetti che abbiano riportato una menomazione permanente riconducibile a vaccinazioni, trasfusioni o somministrazione di emoderivati. Tale tutela è stata successivamente estesa anche ai danni permanenti da vaccinazione anti SARS-CoV-2».
Proprio in riferimento alle vaccinazioni contro il Covid, «dal 2022 a oggi sono state presentate 277 istanze di indennizzo. 28 hanno ottenuto un giudizio favorevole da parte delle commissioni mediche ospedaliere e 14 risultano attualmente in pagamento».
Bertolaso ha risposto a un’interrogazione presentata dal Partito Democratico a seguito del convegno sui danneggiati da vaccino tenutosi lo scorso 11 settembre a Palazzo Pirelli. Il gruppo dem aveva contestato sui social l’iniziativa, subendo un’irruzione nei propri uffici da parte di alcuni partecipanti.
Il caso era stato affrontato anche in Consiglio regionale, con un duro scambio di vedute – e conseguente bagarre in aula – tra il leghista Emanuele Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale che aveva preso parte all’iniziativa, e il gruppo del Pd.
Oggi la vicenda è riapprodata in assise, con l’interrogazione del principale gruppo di minoranza a prima firma Maria Rozza che, partendo dalle parole di Monti, criticate dal Pd, relative alla possibilità di istituire un organismo indipendente per la sorveglianza sui farmaci, ha chiesto chiarimenti a Bertolaso sull’affidabilità dei dati Aifa (organismo del cui Cda fa parte lo stesso consigliere leghista) e sulla presa in carico e risposta assistenziale per i pazienti con effetti avversi da vaccino certificati.
«Regione Lombardia riconosce piena affidabilità al sistema nazionale di farmacovigilanza, cui contribuisce direttamente – ha detto Bertolaso –. I dati utilizzati per le valutazioni di sicurezza sono raccolti secondo procedure standardizzate e condivise a livello nazionale ed europeo e non vi sono elementi che ne mettano in dubbio affidabilità, chiarezza o tempestività. Il rapporto vaccini 2023 di Aifa e Istituto Superiore di Sanità conferma un quadro complessivamente favorevole sul profilo di sicurezza dei vaccini».
Dopo aver fornito alcuni dati, l’assessore ha evidenziato che «il sistema di valutazione è operativo e che le domande vengono esaminate caso per caso sulla base di criteri tecnico-scientifici» e che «non risulta a Regione Lombardia che soggetti cui sia stato riconosciuto un danno siano privi di presa in carico sanitaria o sociosanitaria. I cittadini possono accedere ai servizi specialistici, ai percorsi riabilitativi, all'assistenza domiciliare e agli altri servizi previsti dalla programmazione regionale. Il riconoscimento dell'indennizzo e la presa in carico sanitaria rispondono infatti a finalità diverse ma complementari: il primo tutela economicamente il cittadino, la seconda assicura cure, assistenza e riabilitazione.
Regione Lombardia ritiene pertanto affidabile il sistema nazionale di farmacovigilanza, applica le tutele previste dalla normativa vigente e garantisce la presa in carico sanitaria e sociosanitaria dei cittadini sulla base dei bisogni assistenziali effettivamente accertati».














