Riceviamo e pubblichiamo la nota di Movimento Alternativo riguardante la carenza di medici di base nel nord della provincia di Varese:
La situazione della medicina territoriale nella Zona Nord della provincia di Varese merita un confronto serio e soprattutto dati aggiornati e facilmente comprensibili ai cittadini. La segnalazione è partita da Adriana Camporese, consigliera comunale di Brissago Valtravaglia, che ha portato all'attenzione del Movimento Alternativo le difficoltà riscontrate sul territorio in relazione alla disponibilità del medico di medicina generale e alla continuità dell'assistenza sanitaria.
Da questa segnalazione il Movimento Alternativo ha avviato una verifica della situazione più ampia della Zona Nord, prendendo in esame la documentazione ufficiale di ASST Sette Laghi. Secondo l'ultimo rilevamento ufficiale di ASST Sette Laghi, risultano 22 incarichi vacanti di Medico di Medicina Generale (MMG) nei cinque ambiti territoriali del Distretto di Luino.
Il dato è così suddiviso: - Luino 1: 9 incarichi vacanti; - Luino 2: 6 incarichi vacanti; - Luino 3: 2 incarichi vacanti; - Luino 4: 3 incarichi vacanti; - Luino 5: 2 incarichi vacanti. È importante precisare che 22 incarichi vacanti non significa 22 Comuni senza medico di base. Il dato è riferito agli ambiti territoriali e non consente, da solo, di stabilire quanti cittadini siano oggi privi di medico in ciascun Comune
Ed è proprio questo il punto sul quale il Movimento Alternativo chiede chiarezza. «La segnalazione della consigliera Adriana Camporese ci ha permesso di approfondire una situazione che non riguarda soltanto Brissago Valtravaglia, ma che coinvolge un territorio molto più ampio – dichiara Elena Nicolini, Responsabile provinciale Zona Nord del Movimento Alternativo –. Abbiamo deciso di partire dai dati ufficiali per capire quale sia realmente la situazione Comune per Comune».
NON BASTA GARANTIRE UNA VISITA: SERVE CONTINUITÀ NELLA PRESA IN CARICO
«C'è poi un aspetto che non può essere sottovalutato – sottolinea Elena Nicolini –. Un ambulatorio medico temporaneo o un medico che non conosce abitualmente il paziente non può avere la stessa conoscenza della sua storia clinica, delle patologie, delle terapie in corso e del percorso specialistico già intrapreso dal proprio medico di base». Quando il paziente si rivolge ad un medico temporaneo, può quindi essere necessario presentare la propria documentazione sanitaria, la terapia in corso, gli esami effettuati e la documentazione delle visite specialistiche, proprio per consentire al medico di avere un quadro il più possibile completo.
«Questo può significare – prosegue Nicolini – che il cittadino debba ogni volta ricostruire la propria situazione sanitaria, spiegare nuovamente quali patologie presenta, quali farmaci assume e quali indicazioni ha ricevuto dagli specialisti. Per una persona anziana, fragile o affetta da patologie croniche, tutto questo può rappresentare una difficoltà concreta». Il Movimento Alternativo ritiene quindi che l'ambulatorio temporaneo debba essere considerato una soluzione di emergenza e non possa sostituire, nel lungo periodo, la continuità garantita da un medico di medicina generale stabilmente assegnato.
LA DICHIARAZIONE DI MAX NICOLETTI
Max Nicoletti, cofondatore del Movimento Alternativo, aggiunge: «Il problema non è soltanto avere qualcuno che, nel momento del bisogno, possa fare una ricetta o visitare un paziente. Il medico di base deve conoscere la persona che ha davanti, la sua storia sanitaria, le terapie che segue e il percorso che sta affrontando. Deve essere un punto di riferimento stabile». «Non possiamo pensare – continua Nicoletti – che il cittadino debba trasformarsi ogni volta nel tramite tra il medico temporaneo e gli specialisti che lo hanno seguito. Se una persona deve arrivare ad una visita portandosi dietro tutta la propria documentazione sanitaria per ricostruire ogni volta la propria storia clinica, significa che manca quella continuità assistenziale che dovrebbe essere uno degli elementi fondamentali della medicina di base». «Il medico di medicina generale deve essere il referente del paziente, non il semplice esecutore delle indicazioni ricevute da altri specialisti. Naturalmente lo specialista deve mantenere il proprio ruolo e le proprie competenze, ma serve una figura che abbia una visione complessiva del paziente e che possa accompagnarlo nel tempo».
LA RICHIESTA ALLE ISTITUZIONI
Il Movimento Alternativo ha chiesto quindi ad ASST Sette Laghi, ATS Insubria e Regione Lombardia tramite una PEC un aggiornamento ufficiale e dettagliato della situazione. In particolare, è stato chiesto che venga resa disponibile, per ciascun Comune della Zona Nord:
1. il numero dei medici di medicina generale effettivamente operativi;
2. il numero massimo di assistiti previsto per ciascun medico;
3. il numero degli assistiti attualmente iscritti;
4. il numero dei posti ancora disponibili per la scelta del medico;
5. il numero degli eventuali cittadini attualmente privi di medico;
6. gli incarichi vacanti ancora da assegnare;
7. gli incarichi temporanei attivati;
8. gli eventuali Ambulatori Medici Temporanei presenti sul territorio, con indicazione della sede, degli orari e della durata;
9. i tempi previsti per la copertura definitiva degli incarichi vacanti.
«La segnalazione di Adriana Camporese dimostra quanto sia importante che le problematiche locali vengano ascoltate e trasformate in richieste precise alle istituzioni – conclude Elena Nicolini –. Il nostro obiettivo è ottenere dati chiari e aggiornati, Comune per Comune, affinché i cittadini possano sapere quale sia realmente la situazione del servizio sanitario sul proprio territorio».














