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Varese | 05 ottobre 2026, 15:40

«Il nuovo teatro Politeama è un lascito per la città. Si arrivi in fondo senza altri intoppi»

L'intervento di Michele Graglia, presidente della Fondazione Molina proprietaria dell'immobile dove dovrà sorgere la nuova struttura: «Siamo un ente senza scopo di lucro e il teatro realizza la volontà di un benefattore varesino. Il progetto, ormai lungo al limite dello sfinimento, va portato a termine. La Fondazione ha ceduto per 90 anni il diritto di superficie per la realizzazione del Teatro rinunciando ad introiti di affitto da attività commerciali che occupavano spazi dell'immobile: tutte risorse che sarebbero andate a sostenere l'attività che ogni giorno la nostra RSA»

Il rendering del nuovo Politeama

Il rendering del nuovo Politeama

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Michele Graglia, presidente della Fondazione Molina, sul nuovo teatro Politeama
 

Molto si è discusso nelle ultime settimane sulla questione del Teatro di Varese.

Mi permetto, come semplice cittadino e come Presidente della Fondazione Molina, proprietaria dell'immobile Politeama dove dovrà sorgere la nuova struttura, qualche breve commento.

Come cittadino credo di poter dire che non se ne può più di attendere un progetto che ha ormai più di dieci anni di storia alle spalle, con amministratori di varie istituzioni e di diverse parti politiche coinvolti che hanno avuto, nel tempo, tutte le possibili occasioni per esprimere opinioni, critiche e suggerimenti ma che, ad un certo punto, dovrebbero convergere per realizzare un'opera che la città aspetta da decenni e che sicuramente, se gestita con competenza e professionalità, permetterà a Varese di offrire eventi culturali di alto valore.

Ogni attore coinvolto, può avere preferenze diverse sul progetto ma questo non deve ostacolare il processo, ormai lungo al limite dello sfinimento, che va portato a termine secondo i sani principi della valutazione delle risorse disponibili, del mercato che si vuole intercettare e degli strumenti tecnici necessari per raggiungere l'obiettivo.

Mi preme però fare una annotazione come Presidente della Fondazione Molina. Dicevo che tutti potrebbero evidenziare qualche criticità: per quanto riguarda la Fondazione, comunque, il contratto esiste e verrà rispettato in tutti i suoi contenuti.

La Fondazione ha ceduto per 90 anni il diritto di superficie per la realizzazione del Teatro a condizioni economiche sicuramente vantaggiose per il Comune, e quindi per la città, e ormai da tempo ha dovuto rinunciare ad introiti di affitto da attività commerciali che occupavano spazi dell'immobile e che, ovviamente, saputo dell'imminente inizio dei lavori hanno optato per una nuova collocazione.

Tutte risorse che sarebbero andate a sostenere l'attività che ogni giorno la nostra RSA svolge a sostegno della fragilità che colpisce molte famiglie varesine. Forse è proprio questo il punto che più mi sta a cuore, e quando sento dire che si stanno investendo denari per una struttura che tornerà in mano ad un “privato” mi chiedo se sia chiaro a tutti i varesini il ruolo che il Molina svolge da 150 anni.

Siamo un Ente del terzo settore che non ha alcuno scopo di lucro, figlio di una Fondazione espressione dell'intera società varesina. Lo sarà ancora di più in futuro, visto il nuovo Statuto che il CdA, che ho l'onore di presiedere, ha voluto recentemente approvare: a partire dal rinnovo del 2028, l'organo di governo sarà indicato da Comune, Università dell'Insubria, Camera di Commercio di Varese e Chiesa Varesina con la raccomandazione di individuare personalità con specifiche competenze amministrative, gestionali, scientifiche e conoscenza del terzo settore.

Il nostro patrimonio, per legge e per Statuto, è vincolato alle finalità sociali: non distribuiamo utili e ciò che possediamo resta destinato alla cura delle persone fragili della nostra città.

Lo stesso Politeama è giunto alla Fondazione grazie al lascito di Armando Caravatti, generoso benefattore varesino, che nel suo testamento chiese che l'immobile restasse un luogo di spettacolo legato al suo nome.

Il Molina è stato e continuerà ad essere al servizio della città, non fa gli interessi di qualcuno ma dell'intera comunità.

Per questo motivo mi permetto di chiedere, a tutti coloro che sono parte del progetto, di fare in fretta, evitare di mettere intoppi, permettere che la città possa finalmente beneficiare di ciò di cui ha bisogno e che non si sprechino ulteriori risorse preziose all'attività quotidiana anche di chi si prende cura dei nostri anziani.

Se vogliamo il bene della città, non spendiamo altre parole: facciamo.

Michele Graglia

Redazione

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