Punti di accesso al parco del Tessile, alcuni volantini lamentano rumore, bottiglie vuote (evidentemente abbandonate), frequentatori su di giri, prati “in polvere”. Le affissioni sembrano opera della stessa mano che, in estate, ha messo nel mirino gli eventi organizzati nell’area verde, con espliciti riferimenti all’operato dell’assessore al Commercio e al Marketing territoriale, Matteo Sabba. Oggi il cahier de doléances, se così si può definire, riprende gli stessi argomenti ma è più generico e sembra chiamare in causa, per lo stato complessivo del giardino pubblico, anche il consigliere con delega al Verde, Orazio Tallarida. Oltre alle Forze dell'ordine.
Risultati di un sopralluogo in loco: il parco è complessivamente piacevole e ben frequentato, al taglio di alcuni alberi sono seguite piantumazioni che dovrebbero, col tempo, compensare le essenze eliminate. Bottiglie lasciate in giro non se ne vedono ma, scambiando qualche parola con chi vive l’area, innanzitutto mamme e nonni, si trovano conferme: di bottiglie ne vengono abbandonate eccome, il lunedì è un classico trovarle sparse qua e là. Colpa degli eventi o dei frequentatori che arrivano nei weekend standard? Difficile a dirsi ma i rifiuti non stupiscono più nessuno.
Cartacce, soprattutto, confezioni di cibo, dai biscotti alle patatine, sacchetti di plastica. I punti meno raccomandabili sono quelli che si trovano in fondo, per chi proviene dall’ingresso di via Volta, a fianco dell'area museale, nella parte più vicina al perimetro di villa Tosi. Il ciarpame tende a intensificarsi là dove la vegetazione nasconde: tanti fazzoletti di carta fra terra ed erba, la confezione di un profilattico, bottigliette di plastica, uno straccio che una volta era, presumibilmente, una camicia.

Tornando nei luoghi più frequentati, ecco quelli che un tempo erano terreni erbosi e oggi sono sterrati. Ci si gioca a pallavolo, con tanto di reti e linee tracciate a terra. Un’abitudine che si è consolidata nel tempo, fino a usurare il verde. Le chiazze si trovano sia verso via Volta (un paio) sia in prossimità del museo, dove la dépendence da sempre bersagliata dai vandali è stata nuovamente presa di mira: non c’è un vetro integro.
Chi frequenta il parco allarga le braccia. I controlli, dicono tutti, ci sono, la Polizia Locale passa. «Se cinque minuti dopo – aggiunge un nonno - arriva qualche incivile non è colpa dei vigili né di Agesp, che deve pulire».
E i pallavolisti? Tutti li vedono, soprattutto la domenica, l’erba risente in modo inequivocabile delle loro partite. «Però in linea di principio non mi sento di dare addosso a chi gioca così nel parco - obietta il consigliere con delega al Verde, Orazio Tallarida - è vero che il manto soffre ma è altrettanto vero che può rigenerarsi con facilità, senza particolari interventi. Luoghi così devono essere vissuti, creare occasioni di incontro. Se chi gioca a volley non infastidisce gli altri frequentatori... Oltretutto non parliamo di calcio: le pallonate di chi trasforma un giardino pubblico in uno stadio possono essere, quelle sì, pericolose e vanno evitate».
L’assessore Sabba, però, aggiunge un elemento: «Il numero dei pallavolisti è eccessivo. È inevitabile che così tante persone creino problemi. E i vetri rotti alle finestre della casetta vicino al vecchio spiazzo per il pattinaggio sono sospetti. Fra l'altro è probabile che qualcuno, in passato, abbia raggiunto quadri elettrici che servono, fra l'altro, a illuminare uno dei punti in cui si gioca a volley. Altri danni sono stati riscontrati in un garage e alla dotazione di sedie».

«Ovviamente si può essere tolleranti se non si superano certi limiti» puntualizza anche Tallarida. Ancora Sabba: «Attenzione: al Tessile, lo ha detto anche il sindaco in occasione dell’ultimo Consiglio comunale, gli eventi proseguiranno. Perché funzionano. Ed è giusto badare a quello che le feste generano nel complesso più che alle lamentele di qualcuno che ha interessi personali o a volantini anonimi».
































