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Territorio | 02 settembre 2026, 07:10

Tartarughe lasciate in una cassetta, recuperate da Casaringhio: «Chi si disfa di questi animali li condanna»

L’associazione lancia un appello per stilare una lista di persone disposte a farsi carico di altri esemplari che dovessero essere ritrovati: «Liberarsi di loro è fin troppo facile, gli episodi sono numerosi. Ricordiamo che l’abbandono è un reato». Il precedente da record: 21 testuggini trovate e salvate in un colpo solo

Due delle tartarughe salvate e affidate da Casaringhio

Due delle tartarughe salvate e affidate da Casaringhio

Busto, rione Madonna Regina, mattina di martedì 1 settembre. Nei pressi di un contenitore per abiti usati un volontario dell’associazione Casaringhio capta un movimento anomalo. Mentre si avvicina sente un rumore insistente, un raschiare. Pochi passi e dentro a una cassetta in plastica di quelle che si usano per frutta e verdura trova, abbandonate, quattro tartarughe di terra.

«Come sempre – riassume Sara Vega, fondatrice di Casaringhio – abbiamo verificato le condizioni delle testuggini e le abbiamo affidate a personale sanitario. Una volta accertato che stavano bene, ci siamo messi in cerca di qualcuno che le potesse tenere con sé». Non prima di avere preso contatto con le autorità competenti.

«Purtroppo non è sempre facile trovare qualcuno disposto a prendersi questi animali. Esiste anche la prassi di lasciare semplicemente gli esemplari in un’area vede, un bosco o un campo. Parliamo, però, di testuggini cresciute in cattività che si troverebbero in un ambiente sconosciuto. Disfarsi di loro o liberarle in questo modo significa, nella maggior parte dei casi, condannarle a morte. Aggiungiamo il risvolto penale: l’abbandono di animali domestici è un reato».

Di cui le tartarughe sono vittime frequenti, anche in gruppo, basti pensare al record di 21 esemplari trovati al confine tra Busto e Castellanza, vicino a un cassonetto della spazzatura, nel 2023, sempre ad agosto (vedi QUI). Una storia a lieto fine allora come adesso: «Fortunatamente abbiamo rintracciato, con passaparola e social, un paio di persone disposte ad adottare gli ultimi trovatelli. Ma episodi così si susseguono, non possiamo sempre contare sulla fortuna. Per questo stiamo rinnovando un appello già lanciato in passato: chi fosse disponibile a prendersi cura di tartarughe abbandonate ci contatti (i recapiti di Casaringhio sono facilmente recuperabili sui social). Inseriremo il suo nome in una lista di possibili adottanti. Speriamo di non doverla utilizzare ma, se fosse necessario, non saremmo costretti a improvvisare. Non occorrono grandi requisiti, le tartarughe di terra sono piuttosto semplici da gestire, dal punto di vista dell’alimentazione come degli spazi necessari. Anche per questo è sconcertante il trattamento che subiscono così spesso: prendersi cura di loro non è complicato né super impegnativo, basta un po' di senso di responsabilità».

S.T.

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