Al civico 38 di via Maspero da trent’anni Lucia Oliva, alle otto in punto, apre il cancello grigio che dà accesso al mondo dei morti, ma la vita, ogni mattina, le corre incontro in forma di gatto bianco e rosso, perché tra custodi ci deve sempre essere una certa complicità. Lucia sorveglia il cimitero monumentale di Giubiano, e il micio Diesel la assiste seguendola tra le tombe, per poi sistemarsi all’ingresso e accogliere con fusa e strofinii i visitatori della giornata. La signora Oliva però, dal 1° agosto andrà in pensione, ma il legame non si interromperà.
«Il collega che mi sostituirà conosce la situazione, ci sono diversi gatti, accuditi peraltro dal fioraio di fronte al cimitero e da alcuni visitatori. Io però continuerò a venire qui a dar da mangiare a Diesel e a farlo curare se necessario. Avevo provato a portarlo a casa, ma non si è abituato a stare al chiuso e ho dovuto riportarlo», spiega Lucia, originaria di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, e a Varese dal 1987.
«Ho incominciato l’attività di custode nel 1994 grazie all’ufficio di collocamento, sono stata un anno a Belforte e poi mi hanno trasferito qui a Giubiano. Un tempo c’era molto più lavoro da fare ogni giorno, pulivo, tagliavo l’erba, sistemavo i cestini e davo una mano nelle tumulazioni. Grazie a un apposito corso ho imparato a fare le cremazioni, ancora nel vecchio impianto, lavorando dal 2003 al 2015. Con me allora c’era un collega, poi trasferito, e dall’agosto 2015 sono rimasta da sola».
I tempi sono cambiati e oggi tutto è dato in appalto, così Lucia svolge soltanto un lavoro di supervisione: «Controllo se ai funerali si rispettano le norme di sicurezza, assisto alle tumulazioni e all’opera di pulizia e giardinaggio. Oggi non devo nemmeno dare indicazioni ai più curiosi che cercano la tomba di qualche personaggio illustre, ci pensano le periodiche visite guidate. Al cimitero però viene sempre meno gente, i visitatori sono per lo più anziani, c’è movimento soltanto nella settimana del 2 novembre, quando un tempo noi custodi pulivamo tutti i viali e sistemavamo le tombe più vecchie».
Lucia ha una sua teoria sul calo delle visite: «Non c’è più la fede, i funerali sono diminuiti e aumentate molto le cremazioni, per una questione economica e motivi di spazio e di igiene». La guardiola un tempo era abitata dal custode, e i più anziani ricordano il leggendario Mario Broggini, con l’elegante divisa grigio ferro del Comune con il berretto e lo stemma di Varese, asso del “48” a bocce tanto da essere nominato dai compagni di gioco “la Mano di Dio” o “la Meraviglia del mondo”. «L’ho conosciuto quando mi sono insediata, aveva vissuto qui e cresciuto i suoi figli. L’ultimo ad abitare la casetta è stato il mio collega Orazio».
Di tutti questi anni Lucia Oliva ha ricordi positivi, anche se qualche spavento non è mancato: «Circa cinque anni fa, una mattina arrivo per aprire e tra le sbarre del cancello sono incastrati due sacchetti, li apro e inorridisco, c’erano due galli ornamentali con il collo tagliato. Ho chiamato la Polizia e il veterinario, ma poi la cosa si è ripetuta con lo stesso rinvenimento nella zona dei nuovi ossari. Inoltre poco tempo dopo ho trovato una vecchia tomba danneggiata con vicino piume e ossa di animali, resti probabilmente di un rito satanico. Nel 1998 invece rubarono il crocifisso in legno della chiesa».
Intanto che parliamo arriva Diesel per la consueta razione di croccantini.
«Arrivò qui nel 2017, un lunedì mattina, era pelle e ossa e mi ci affezionai subito. Il veterinario mi disse di nutrirlo poco per volta per evitare che la grande fame che aveva gli causasse il vomito. Piano piano si rimise in forze e oggi è il beniamino di molti. A casa ho quattro gatti, il quinto, Pippo, è morto a maggio a 21 anni. Ora ci sono Birba, Chicca, e i fratelli Felix e Max».
Una volta pensionata, Lucia Oliva non starà con le mani in mano: «Mi riposerò un poco e a fine agosto andrò in vacanza con mio marito, quindi mi vorrei dedicare al volontariato e naturalmente a Diesel. Prima o poi però, io e il mio consorte vorremmo andare a vivere nel Lazio, un desiderio che abbiamo da tempo».



















