L'Opi, l'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Varese, esprime la più ferma condanna per la grave aggressione subita da un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Circolo di Varese, vittima di un violento episodio mentre era impegnato nell'assistenza ai pazienti. Un fatto di estrema gravità che riporta ancora una volta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza degli operatori sanitari e della necessità di garantire condizioni di lavoro adeguate a chi ogni giorno si prende cura della salute dei cittadini.
«Esprimo, a nome dell'intero Consiglio Direttivo e di tutti gli infermieri della provincia di Varese, la nostra più sincera vicinanza al collega aggredito», dichiara Salvatore Santo, Presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Varese. «Ogni aggressione nei confronti di un infermiere rappresenta una sconfitta per tutta la società. Chi colpisce un professionista sanitario non aggredisce soltanto una persona, ma mette in discussione il diritto dei cittadini a ricevere cure in un ambiente sicuro, sereno e rispettoso»-
«Evidentemente gli sforzi normativi e organizzativi compiuti negli ultimi anni non sono ancora sufficienti a fermare questi atti vili e ingiustificati nei confronti di professionisti che operano quotidianamente, spesso in condizioni di particolare pressione, con competenza, dedizione e senso di responsabilità. Episodi come quello avvenuto a Varese colpiscono la dignità della professione infermieristica, compromettono la serenità degli ambienti di cura e rischiano di incidere negativamente sulla qualità dell'assistenza offerta alla collettività» aggiungono dall'Opi.
I dati confermano la dimensione del fenomeno. Nel 2025 in Lombardia sono stati segnalati 3.568 episodi di aggressione ai danni del personale sanitario, dei quali ben 2.754, pari al 77%, hanno avuto come vittime gli infermieri.
Le recenti disposizioni normative, dalla Legge 113/2020 fino al Decreto-Legge 137/2024, convertito nella Legge 171/2024, hanno rafforzato gli strumenti di tutela nei confronti degli operatori sanitari. Tuttavia, la sola risposta sanzionatoria non può rappresentare la soluzione definitiva.
«Le norme sono importanti e rappresentano un segnale concreto dello Stato, ma da sole non bastano», prosegue il Presidente Salvatore Santo. «Occorre continuare a investire nella prevenzione, nella sicurezza delle strutture sanitarie, nella formazione del personale e nella diffusione di una vera cultura del rispetto. La sicurezza degli infermieri non è una questione corporativa: è una condizione essenziale per garantire cure di qualità e tutelare il diritto alla salute dell'intera comunità.»
L'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Varese è impegnato costantemente nel promuovere e sostenere tutte le iniziative finalizzate a sensibilizzare l'opinione pubblica e a rafforzare ogni azione utile a contrastare il fenomeno delle aggressioni, affinché gli ospedali e tutti i luoghi di cura siano sempre spazi di assistenza, professionalità e umanità, mai di paura.
L'OPI Varese segue inoltre con interesse e spirito collaborativo i lavori dell'Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza degli Esercenti le Professioni Sanitarie e Socio-sanitarie (ONSEPS) e condivide pienamente il documento programmatico "Carta dei Valori", promosso da ATS Insubria, nel quale viene riaffermato l'impegno dei professionisti sanitari nel garantire i diritti dei cittadini al tempo di cura, all'informazione sanitaria, alla sicurezza, alla fiducia, alla protezione e alla certezza delle cure. Lo stesso impegno, fondato sul rispetto reciproco, è richiesto ai cittadini e alle istituzioni.
«Dietro ogni camice c'è un professionista, ma prima ancora una persona, una famiglia e una storia», conclude Salvatore Santo. «Gli infermieri non chiedono privilegi, ma il diritto di poter svolgere il proprio lavoro in condizioni di sicurezza. Rispettare chi cura significa difendere il Servizio sanitario e il diritto alla salute di tutti. Su questo non possono esserci ambiguità né arretramenti.»
L'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Varese rinnova la propria piena disponibilità, vicinanza e solidarietà al collega coinvolto e ribadisce con fermezza che nessun professionista sanitario dovrebbe mai essere vittima di violenza mentre svolge il proprio lavoro.














