La morte cardiaca improvvisa è una delle maggiori cause di mortalità. Se non si è in grado di intervenire in pochi minuti con un massaggio cardiaco e una scarica elettrica può sopraggiungere la morte. L’unico modo per poter intervenire in un tempo così limitato è quello di essere in grado di effettuare la rianimazione cardio polmonare e di utilizzare i defibrillatori presenti sul territorio.
Il progetto "Besozzo cardioprotetta: una comunità di cuore", è un'iniziativa volta a combattere l'arresto cardiaco improvviso attraverso una rete di soccorso tempestiva sul territorio comunale. L'obiettivo principale è garantire che un intervento salvavita possa avvenire entro i primi minuti dall'evento, aumentando drasticamente le probabilità di sopravvivenza.
A seguito dell’installazione dei defibrillatori, il comune di Besozzo ha registrato i Dae su un’apposita piattaforma ed è possibile prendere visione dei defibrillatori presenti sul territorio, anche di quelli privati, di palestre e scuole, collegandosi tramite il seguente link: https://www.areu.lombardia.it/web/home/mappa-dae-lombardia
L’amministrazione comunale sta via via predisponendo un elenco di first responder, volontari o professionisti addestrati che intervengono tempestivamente in caso di emergenza medica, colmando il tempo tra la chiamata al 112 e l'arrivo dell'ambulanza e che, a loro volta, possano divulgare l’importanza del pronto intervento .
Giovedì 2 luglio alle ore 20.45 presso il cortile del palazzo comunale un’occasione per una prima serata informativa molto pratica e operativa: il ruolo della comunità, la dislocazione dei defibrillatori sul territorio ed un ringraziamento ai primi first responder che hanno frequentato il corso di formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) organizzato dal Comune di Besozzo nelle scorse settimane con Croce Rossa Italiana - Comitato del Medio Verbano OdV.
«Interverranno all’incontro Gian Paolo Porretti, volontario, istruttore di rianimazione e defibrillazione che con passione si affianca in tale importante progetto – commenta Francesca Pianese assessore allo sport e benessere - e altri ospiti a sorpresa che andremo a presentare, fondamentali tasselli salvavita in un progetto di benessere della intera comunità».
«La vita è appesa a un filo – interviene Ernesto Malgarini, volontario che ha frequentato il corso bLSD- noi non possiamo impedire che quel filo, qualche volta, si spezzi. Ma possiamo imparare a non lasciarlo cadere. E può accadere che, grazie a mani preparate, a un gesto competente e a un cuore presente, quel filo riesca perfino a essere riannodato. Ecco perché credo che la formazione BLSD sia un dono straordinario. Non solo perché ci forma alle manovre salvavita, ma perché ci educa a prenderci cura della vita degli altri. E, mentre impariamo a custodire la loro vita, scopriamo di custodire anche la nostra umanità».
A seguire un momento conviviale. Partecipazione libera e gratuita.














