Riceviamo e pubblichiamo la nota della deputata varesina di Italia Viva Maria Chiara Gadda:
«Insicurezza, degrado e illegalità sono un problema reale nelle nostre città. Ma fatemi dire solo una parola: vergogna ai partiti che attaccano sindaci e assessori sulla sicurezza pubblica». Lo scrive sui suoi canali social Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva, commentando le polemiche delle ultime ore.
«Citofonare a Meloni, Salvini e compagnia bella, che in quattro anni hanno solo infarcito il codice penale di nuovi reati, lasciando nella palta i territori, i tribunali e soprattutto le forze dell'ordine - aggiunge Gadda - nessuno ha la bacchetta magica, perché la sicurezza è un tema complesso che parte dai dati, dalle misure di prevenzione così come di controllo e repressione — termine che non temo di usare, da parlamentare di centrosinistra».
«Però se aumentano le situazioni di degrado, la violenza minorile, l'illegalità, e se per la burocrazia non si riescono a regolarizzare neanche gli immigrati che vogliono lavorare e che le nostre famiglie e imprese vogliono regolarizzare, qualcuno che sta al governo da tanto tempo ne deve rendere conto» sottolinea la deputata.
Gadda interviene sul caso di Varese, dove l'assessore alla Sicurezza Raffaele Catalano è stato oggetto di attacchi politici: «Sottolineo a quanti hanno attaccato a Varese l'assessore Catalano, e in tutti gli altri comuni dove la situazione sta diventando esplosiva, che oltre al governo Meloni, la Lega è stata nel governo Draghi, nel governo giallo-verde. In tutte le salse, insomma. Capisco che i vannacciani soffino sul collo dei consensi, ma stiamo sfiorando il ridicolo».
«La parola sicurezza non imbarazza Italia Viva, anzi siamo disponibili a trovare soluzioni concrete» prosegue Gadda, che replica anche a chi contesta il suo intervento: "Ai leoni da tastiera rispondo subito: non andate a rispolverare i tempi di Noè, quando c'eravate voi eccetera. Sui rimpatri il governo Renzi ha fatto meglio del governo Meloni, idem sui fondi veri contro la povertà educativa e sulla riqualificazione delle periferie — partecipo ancora a inaugurazioni di strutture, in comuni di ogni colore politico, realizzate con quei fondi. Quindi il passato è lì a dimostrare la differenza tra chi parla a vanvera e chi fa. Ma è, appunto, il passato: ora la società è cambiata, invecchiata, più povera, incattivita, spaventata, e dobbiamo trovare risposte nuove».
«Facciamo insieme questa analisi con serietà, e non con le buffonate» conclude la deputata di Italia Viva.














