Il perdurare delle significative condizioni di afa con temperature marcatamente superiori ai valori tipici del periodo sta determinando un’ulteriore graduale riduzione delle portate lungo l’asta del fiume Po, oltre ad un diffuso calo dei livelli di fiumi e laghi, con valori generalmente inferiori alla media.
Un quadro che sta generando situazioni particolarmente critiche su tutto il Distretto, a partire da alcune aree del Piemonte – dove si osservano significative riduzioni della disponibilità idrica a fini irrigui, con sospensione totale dei prelievi in alcuni comprensori – passando per Emilia-Romagna e Veneto, dove sono state attivate misure di contenimento e allerta; per giungere sino al Delta, l’area che desta maggiore preoccupazione a causa della risalita dell’intrusione salina nei rami di Pila/Venezia e Goro – ad oggi, rispettivamente compresa tra 16–18 km e 18–20 km dalla foce – e dove l’irrigazione per l’agricoltura è stata sospesa.
Resiste, pur se in un contesto comunque critico, la Lombardia, che vede una parziale capacità di gestione delle risorse legata anche al contributo atteso delle colature: è lo stato dell’arte rilevato dall’Osservatorio ufficiale permanente per gli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, riunito in via straordinaria dalla sede di Coldiretti a Milano, con i partner dell’organismo, quali Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, Agenzia Interregionale per il fiume Po, Regioni del bacino padano e Provincia Autonoma di Trento, ISPRA, ISTAT, CREA, ANBI e consorzi di bonifica, Utilitalia, Anea, Terna, Elettricità Futura ed Enti Regolatori dei Grandi Laghi.
«Le precipitazioni degli ultimi giorni, concentrate principalmente sotto forma di fenomeni temporaleschi localizzati, non hanno determinato un contributo significativo e duraturo agli afflussi idrici, che continuano a mantenersi al di sotto della media – ha sottolineato Francesco Tornatore, dirigente dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po – le elevate temperature di questi giorni, poi, hanno contribuito a ridurre ulteriormente i già esigui accumuli nivali che sono ormai ridotti praticamente a zero».
Queste condizioni hanno incrementato notevolmente il progressivo calo delle portate lungo tutta l’asta fluviale dove, nelle stazioni di riferimento, si registrano, al 22 giugno, i seguenti valori: Piacenza 207 metri cubi al secondo; Cremona 257 m3/s; Boretto (RE) 324 m3/s; Borgoforte (MN) 278 m3/s; Pontelagoscuro, sul Delta, 298 m3/s.
Anche i Grandi Laghi prealpini presentano volumi generalmente prossimi o inferiori ai valori medi di riferimento, evidenziando in particolare un sensibile decremento del livello del Lago Maggiore con percentuale di riempimento al 58,4% (-49 centimetri rispetto a due settimane fa, che equivalgono a 102 milioni di metri cubi di risorsa idrica in meno); Lago di Garda al 74,3%, Lago di Como al 58,2% (-27 centimetri in sette giorni) e Lago d’Idro al 27,3%. Parallelamente, i corsi d’acqua del Distretto mostrano una progressiva riduzione dei deflussi, soprattutto in Emilia-Romagna.
Le previsioni meteorologiche indicano anche per i prossimi giorni condizioni prevalentemente stabili, con temperature superiori ai valori tipici del periodo, interrotte solo da locali fenomeni sui rilievi; in tale contesto, lungo l’asta del fiume Po è attesa un’ulteriore graduale riduzione delle portate. Le indicazioni provenienti dalle previsioni stagionali per il trimestre estivo confermano con crescente probabilità un mantenimento di condizioni termiche superiori alla norma climatologica.
Alla luce delle condizioni osservate e delle prospettive attese, a seguito della seduta odierna dell’Osservatorio, la severità idrica a scala distrettuale viene dichiarata “MEDIA in assenza di precipitazioni”.
Da questo momento sarà possibile attivare eventuali deroghe al deflusso minimo vitale che verranno valutate attentamente, escludendo la possibilità di darle sui corpi idrici principali che, al momento, stanno contribuendo a mantenere in equilibrio il sistema.
Considerata, comunque, l’estrema gravità della situazione, che necessità di un monitoraggio costante soprattutto per tenere sotto controllo le situazioni più critiche che riguardano soprattutto quegli approvvigionamenti potabili dipendenti direttamente dal Po, l’Osservatorio tornerà a riunirsi già il 3 luglio prossimo.














