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Territorio | 24 giugno 2026, 15:36

VIDEO E INTERVISTA. «Una Liuc Alumni sempre più coinvolgente: affiancheremo l'università nelle sfide del futuro»

Michela Conterno da sempre legata all'università di Castellanza (suo padre è stato tra i fondatori): «Stiamo coltivando le differenze generazionali e questo sta portando un arricchimento del consiglio. Ecco quale sarà il nostro impegno»

VIDEO E INTERVISTA. «Una Liuc Alumni sempre più coinvolgente: affiancheremo l'università nelle sfide del futuro»

Con la Liuc è un rapporto speciale fin dalla nascita dell’università. Perché suo padre è stato tra i fondatori, perché lei stessa ha conseguito un master qui, poi il suo impegno di imprenditrice è diventato sempre più connesso all’ateneo del cui Cda fa parte. Ecco perché la nomina di Michela Conterno, amministratrice delegata di Lati Industria Termoplastici spa (la sua storia QUI), a presidente di Liuc Alumni  (LEGGI QUI) è una conferma, un’ulteriore leva. L’associazione – lo ricordiamo – si pone l’obiettivo di creare una rete duratura fra i laureati a Castellanza e promuovere quel senso di appartenenza che è sì professionale, ma anche umano.

Com’è nato questo nuovo impegno in un cammino che la vede già profondamente immersa nella Liuc?

Sì, io alla Liuc sono sempre stata legata, siedo anche nel consiglio di amministrazione. Il legame nasce perché la mia azienda ai tempi di papà è stata tra i soci fondatori: lui è stato tra gli imprenditori illuminati che hanno voluto creare la nostra università. Di generazione in generazione insomma...  Inoltre siedo nel consiglio di amministrazione. Dal master in management della piccola e media impresa, ho avuto modo anche di apprezzare la docenza e la qualità anche dei valori trasmessi. Fare impresa insomma, non solo massimizzando il profitto. Anche con la mia impresa abbiamo cercato sempre contatti con la Liuc e assumiamo persone laureate qui. Infine, una ex presidente - Marinella Latteri - mi aveva coinvolta nell’associazione Liuc Alumni. La governance, che è Confindustriale, con Riccardo Comerio mi aveva chiesto di fare la referente di Liuc Alumni, per trovare ulteriori sinergie.

Pur nella continuità, come ha trovato il nuovo direttivo?

Ho trovato un bel fermento, con persone che hanno voglia di mettersi in gioco e dare nuovo slancio, tra cui la delegata della rettrice, Anna Bulgheroni. Si è data un gran da fare per ritrovare anche delle persone che si sono laureate anni fa. Stiamo coltivando le differenze generazionali e questo sta portando un arricchimento del consiglio.

Il percorso dell’università è sempre più lungo e quindi in effetti si affacciano diverse generazioni ormai.

Esatto, Liuc fra l’altro compie 35 anni e vediamo che addirittura figli di persone laureatisi in Liuc si iscrivono qui. Questo consente all'associazione di avere veramente uno spettro generazionale molto ampio. Il consiglio attuale ha una bella diversificazione.

Con quali obiettivi vi muoverete?

Trovare sempre maggior sinergia con l'università quindi l'associazione anche per volontà di Confindustria stessa vuole essere parte integrante dell’università, con una visione comune.Non vive di vita propria né in base all'iniziativa del singolo, deve sopravvivere al singolo: la Liuc vuole che ci sia una perennità dell'associazione, perché siamo qui a costruire il futuro.

Uno spirito da mantenere, mentre i tempi cambiano in fretta, con tante sfide nuove.

Le stesse che incontrerà l’università. Affronteremo insieme le sfide del futuro. Tra le iniziative principali riattivare o far nascere dei chapter nazionali e internazionali, creando delle comunità anche oltre i confini. Poi le sfide sono quelle delle imprese, l'intelligenza artificiale che cambierà il mondo la cultura del lavoro delle competenze, come pure supportare l'università in un momento di transizione affrontando il calo demografico e una concorrenza crescente. Ecco perché l'associazione vuole riattivare una rete di contatti, connessioni.

Anche la festa dei laureati non è una novità per lei… ma in un certo senso lo sarà.

Sono emozionata, perché terrò il mio primo discorso davanti a tanti studenti in un momento bellissimo. Per un’imprenditrice come me confrontarsi con i giovani è uno stimolo enorme. Su diversi temi, ad esempio su come percepiscono il mondo del lavoro.

Prima accennava all’intelligenza artificiale: che rapporto ha lei con questo strumento?

Un buon rapporto, la vedo come un acceleratore delle nostre competenze. In azienda stiamo facendo progetti pilota che vengono affidati a persone particolarmente propense, soprattutto nell’ambito della manifattura. Non temo che l’intelligenza artificiale possa rubarci il lavoro… Quello che potrebbe esserci è una ridistribuzione del potere, verso i giovani ma sempre nella logica del merito. Chi si distingue per intelligenza artificiale e gestione del dato sarà da premiare. Sono ottimista e fiduciosa di natura come imprenditrice, per ora vedo più opportunità che rischi. Il mio sogno è che la mia azienda la utilizzerà per aumentare la produttività e la creatività delle persone per mantenere il nostro vantaggio competitivo.

Al termine del suo mandato, che impronta le piacerebbe venisse percepita per Liuc Alumni?

Quello che dobbiamo fare adesso è appunto riattivare tutte le connessioni, avendo un numero consistente di laureati dopo 35 anni. Grazie a miglioramenti che dobbiamo adottare nella parte digitale, ci riusciremo. Speriamo di avere una Liuc Alumni presente e più coinvolgente, facendo leva sul brand made in Liuc che è molto forte: il nostro ateneo è a misura di studente, una vera comunità, seppur internazionale. Riattivare sempre più la partecipazione sarà vincente: è un’università a cui tutti rimaniamo legati, che ti fa sentire importante. Lo si vede ad esempio nel posizionamento nelle donazioni delle dichiarazioni dei redditi e delle borse di studio.  

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Marilena Lualdi

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