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Territorio | 13 maggio 2026, 17:30

Dieci anni di generosità nel nome della piccola Chiara. Raccolti 230mila euro per i più piccoli

La fotolampada per la Pediatria dell’ospedale di Busto è l’ultimo dei 31 doni della Casa di Chiara, dodici dei quali riguardano proprio il nosocomio dove nacque la bimba. «Non ci si abitua mai, ogni volta è un’emozione che si rinnova», le parole del primario Simonetta Cherubini. Papà Marco Cirigliano: «In giornate come questa, lo strazio lascia spazio alla felicità»

Dieci anni di generosità nel nome della piccola Chiara. Raccolti 230mila euro per i più piccoli

Dieci anni fa, con l’incubatrice per il Del Ponte di Varese, il primo dono nel nome della piccola Chiara. Oggi l’ultimo di una serie che continua, con una fotolampada per la Pediatria dell’ospedale di Busto Arsizio.
In totale si tratta di 31 progetti, per un ammontare di quasi 230mila euro destinati alla ricerca o all’acquisto di macchinari per le cure dei più piccoli.
Dietro questi numeri, importantissimi, ci sono l’impegno della Casa di Chiara e la generosità di chi sostiene il grande lavoro dell’associazione.

«Non ci si abitua mai, ogni volta è un’emozione che si rinnova», come ha detto oggi Simonetta Cherubini, primario della Pediatria, subito dopo aver apposto un adesivo con i riferimenti dell’associazione sulla culla termica di ultima generazione donata al dipartimento materno infantile dell’ospedale e inaugurata lo scorso anno con il presidente della Regione Attilio Fontana (leggi qui). Una “Ferrari”, come l’ha ribattezzata il primario, rimarcando l’efficienza dell’apparecchio e anche la spesa che l’associazione ha saputo sostenere.
La stessa targhetta è stata posizionata sull’ultimo “regalo”, una lampada per la fototerapia per situazioni di ittero neonatale da oltre 7mila euro. Così che il nome della Casa di Chiara possa continuare a circolare e la rete di generosità farsi sempre più ampia.

«Chiara sta facendo tante cose belle per i bambini tramite i suoi genitori», ha sottolineato la dottoressa Cherubini, ormai un’amica dell’associazione, affiancata da Vincenzo Navobi della direzione medica di presidio e dal coordinatore infermieristico Domizio Ricco.
«Sono dodici le donazioni fatte all’ospedale di Busto», ha ricordato Marco Cirigliano, papà della piccola volata via nel 2016 a nemmeno tre mesi di vita. «Chiara è nata qui e a questo luogo, come al Del Ponte dove è stata poi trasferita, siamo molto legati. Perché abbiamo trovato, prima ancora che dei medici e degli infermieri, delle persone. Delle persone che indossano il camice. E per noi come famiglia è stato fondamentale. Quando torno qui in giornate come questa, lo strazio lascia spazio alla felicità».

Numeri straordinari

Dodici, come detto, i progetti che riguardano l’ospedale bustocco, per un totale di 54.800 euro donati in macchinari e strumenti di vario tipo. Otto quelli per il San Raffaele di Milano, per ben 97.400 euro. Quattro per il Del Ponte di Varese, per una cifra comunque molto importante: 50mila euro.
La generosità dell’associazione e di chi la sostiene ha raggiunto anche l’ospedale di Lagonegro, a Potenza (due progetti, 8.350 euro), la Croce rossa di Busto (due progetti, 3.700 euro) e, con un’iniziativa ciascuno, l’ospedale di Legnano (5.400 euro), il Besta di Milano (4.800) e la Caritas Ambrosiana di Milano (5mila).
Per un totale di ben 229.805,49 euro e 31 progetti conclusi.

È il risultato dell’impegno dell’associazione e della fiducia che tante persone ripongono in questa realtà. «La gente dice che ci vuole bene – ha infatti sottolineato mamma Stefania Martino, affiancata dalla “zia” Marika –. Davanti a tutto questo, ti accorgi che anche nei momenti più duri non sei solo».
Il simbolo di Chiara è una farfalla e il battito della sue ali, come dice la mamma Stefania, «continua e continuerà a fare rumore».

Riccardo Canetta

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